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MONDO

Caso Navalny, gli Usa impongono sanzioni a 7 funzionari russi

L'intelligence americana ritiene che Mosca sia dietro l'avvelenamento del leader dell'opposizione. Il ministero degli Esteri russo: "Atto ostile"

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C'è anche il direttore dell'Fsb, Bortnikov, i servizi segreti russi, nel mirino delle sanzioni imposte dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti a sette funzionari di Mosca per l'avvelenamento del leader dell'opposizione russa, Alexei Navalny.

Gli Usa hanno sancito il congelamento dei beni e il bando alla concessione dei visti, oltre che ad Aleksandr Bortnikov, anche al capo del direttorato del Cremlino per le politiche, Andrei Yarin, creatore di una task force per contrastare l'influenza di Navalny. Colpiti anche Sergei Kiriyenko, il primo capo di staff del Cremlino e responsabile per le politiche interne della Presidenza, i due vice ministri della Difesa, Aleksey Krivoruchko, a cui fanno capo anche le armi chimiche, e Pavel Popov, il direttore del Servizio per le carceri, Aleksandr Kalashnikov, che ha organizzato l'accusa per l'ultimo processo di Navalny, e il procuratore generale Igor Krasnov

"L'impiego di armi chimiche da parte del Cremlino per mettere a tacere un oppositore politico e intimidire altri dimostra il flagrante ignorare delle norme internazionali", ha dichiarato la segretaria del Tesoro, Janet Yellen. La Casa Bianca oggi ha fatto trapelare l'esistenza di un rapporto dei servizi di intelligence in cui si conclude che è stata l'Fsb a orchestrare l'operazione dello scorso agosto contro l'oppositore.

Gli Usa hanno inoltre esteso le restrizioni all'export in Russia di materiale che potrebbe essere usato per la produzione di agenti chimici e biologici. Colpiti da sanzioni anche i laboratori dell'Fsb, GosNIIOKhT, 33esimo TsNIII, il 27esimo Centro scientifico, I servizi militari del Gru e gli agenti del Gru Alexander Yevgeniyevich Mishkin e Anatoliy Vladimirovich Chepiga per essere stati coinvolti in attività o transazioni che hanno contribuito alla proliferazione di armi di distruzione di massa. 

Ministero degli Esteri russo: "Atto ostile"
Il ministero degli Esteri russo ha definito ''un atto ostile" le sanzioni imposte dal Dipartimento di Stato americano ai funzionari russi. Lo riporta l'agenzia di stampa Sputnik. Le nuove sanzioni statunitensi rappresentano un attacco contro la Russia, ha proseguito il ministero degli Esteri russo in una nota, aggiungendo che il presunto avvelenamento di Navalny come base per le sanzioni rappresenta il "trionfo dell'assurdo". 

Regno Unito: bene sanzioni Usa e Ue
"Il Regno Unito accoglie con favore le sanzioni della Ue e degli Usa contro i responsabili dell'avvelenamento e dell'arbitraria detenzione di Aleksei Navalny". Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, nel giorno in cui anche Washington ha annunciato sanzioni contro sette alti funzionari russi. "Continueremo a lavorare in stretto contatto con i partner internazionali perché la Russia risponda delle violazioni dei suoi obblighi in tema di armi chimiche e diritti umani", conclude il tweet di Raab.
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