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MONDO

Mosca

Navalny in carcere minacciato di alimentazione forzata

Il leader dell'opposizione ha chiesto la visita del proprio medico in carcere, dopo aver sviluppato un grave dolore alla schiena e aver perso sensibilità agli arti

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di Tiziana Di Giovannandrea

Il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny, in sciopero della fame dal 31 marzo in un carcere russo, ha raccontato su Instagram le minacce del personale carcerario di imporgli l'alimentazione forzata.

Ha descritto come un agente gli abbia detto che i suoi test mostrano come la sua salute si stia deteriorando e che potrebbe quindi essere alimentato forzatamente, se continuerà a peggiorare, usando "camicia di forza e altri piaceri". Navalny afferma di aver risposto che esiste "una clausola nella legge" che lo impedisce.

L'oppositore chiede la visita del proprio medico in carcere, dopo aver sviluppato grave dolore alla schiena e aver perso sensibilità agli arti. La sua richiesta è stata respinta finora.

Secondo Navalny, le autorità temono di far entrare il suo medico in carcere perché "potrebbe emergere che la perdita di sensibilità agli arti possa essere dovuta ad avvelenamento". Ha poi descritto le proprie condizioni dopo due settimane di digiuno, dicendo che gli "gira molto la testa" ma che "cammina ancora".

Yulia Navalnaya, la moglie, in settimana gli ha fatto visita in carcere, informando che ha perso molto peso e ha problemi a camminare.

Intanto, sono stati diffusi i nomi e i dati di coloro che hanno aderito alla futura protesta per chiedere la scarcerazione di Alexey Navalny. Il database contenente la mail di chi si è iscritto al sito dedicato alla grande manifestazione è stato violato. Nei piani del Fondo Anti-Corruzione dell'oppositore la protesta scatterà non appena si sarà raggiunta la soglia dei 500mila partecipanti. Ne ha dato l'annuncio Otkrytye Media (Stampa aperta). 

I giornalisti del giornale on line hanno ricevuto una mail con il database e, consultandolo, hanno trovato i loro indirizzi di posta elettronica, immessi al tempo della sottoscrizione all'azione di protesta. "Il file allegato contiene l'intero database e potete trovarci la vostra mail", si legge nel documento. "Per coloro che hanno dubbi, oltre all'indirizzo e-mail, abbiamo aggiunto l'ora della vostra registrazione e la conferma. Questo vi aiuterà a ricordare il momento in cui avete messo i vostri dati nelle mani di questi perdenti. Ci sono 529 mila mail nel database: il 70% sono bot ma ci sono anche persone reali, come te", riporta la lettera.

Secondo Znak.com, i responsabili del leak hanno anche dichiarato che stanno iniziando a de-anonimizzare il database di indirizzi e poi vendere il database a società di pubblicità. La squadra di Navalny ha confermato l'autenticità dei dati, si è scusata per la sua fuga di notizie e ha detto di aver lanciato un'indagine sull'accaduto. Lo riporta Meduza.   

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