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MONDO

Oxfam e Emergency

Nei paesi ricchi un vaccinato al secondo. Quelli poveri devono iniziare

Oltre 100 Paesi in via di sviluppo, Sud Africa e India in testa, tornano a chiedere all’Organizzazione mondiale del commercio una sospensione della proprietà intellettuale dei vaccini

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Ad un anno dalla dichiarazione di pandemia da Covid-19 da parte dell'OMS, la disuguaglianza tra Paesi ricchi e poveri nell'accesso ai vaccini è più acuta e drammatica che mai. Le nazioni più ricche nell'ultimo mese hanno vaccinato in media una persona al secondo, mentre la stragrande maggioranza dei Paesi in via di sviluppo ancora non è stata in grado di somministrare una singola dose, con una carenza strutturale di forniture mediche e scorte di ossigeno.

Sospensione proprietà intellettuale dei vaccini anti Covid
Il quadro è dell’ Oxfam e di Emergency, membri della People’s Vaccine Alliance, insieme tra gli altri a UNAIDS e Yunus Center, in occasione dell’incontro dell’Organizzazione mondiale del commercio. Riunione dove più di 100 Paesi in via di sviluppo, con in testa Sud Africa e India, tornano a chiedere all’Organizzazione mondiale del commercio una sospensione della proprietà intellettuale dei vaccini regolata dall’Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPs). Proposta, che se venisse approvata, consentirebbe di aumentare la produzione mondiale e avviare la distribuzione in tutti i Paesi poveri e non solo dei vaccini anti Covid.
 
Covid, vaccini, guerra e povertà
Secondo l’analisi di Oxfam e di Emergency la distribuzione delle dosi in paesi a basso reddito, che partirà nelle prossime settimane tramite il sistema Covax, potrà coprire solo  il 3% della popolazione entro la metà dell’anno e il 20% entro la fine del 2021. I primi a farne le spese saranno gli stati dove la guerra non è mai finita e dove l’emergenza climatica è sempre emergenza, il riferimento è il Sud Sudan, Yemen, Malawi. Stati dove strutture sanitarie, strumenti di protezione, cure sono un miraggio e dove i contagi da Covid sono saliti in vertiginosamente. In Malawi, per esempio, la variante sudafricana del virus si è diffusa, facendo registrare un aumento dei casi del 9.500% in pochissimo tempo.

Oxfam Italia
 "Nel mondo il Covid-19 ha già ucciso 2 milioni e mezzo di persone, mentre gran parte dei Paesi non ha letteralmente mezzi per combattere il virus – ha detto Sara Albiani, policy advisor per la salute globale di Oxfam Italia – Consegnando il potere di decidere della vita e della morte di milioni di persone a un ristretto numero di case farmaceutiche, le nazioni ricche non fanno altro che prolungare l’emergenza sanitaria globale, mettendo a rischio altre innumerevoli vite. In questo momento cruciale della lotta contro la pandemia, tutti, Paesi ricchi e Paesi in via di sviluppo devono agire compatti e intraprendere azioni coraggiose, perché nessun Paese potrà vincere questa battaglia da solo”.
 
Emergency
 “La situazione reale in tanti Paesi a basso reddito in cui operiamo è che la campagna vaccinale contro il COVID-19 non solo non è ancora iniziata, ma nemmeno pianificata, a causa della mancata disponibilità dei vaccini- ha dichiarato Rossella Miccio, presidente di Emergency - In Afghanistan la somministrazione è iniziata solo una decina di giorni fa grazie a una donazione di mezzo milione di dosi fatta dal governo indiano su base totalmente volontaristica. Con questa dotazione si possono vaccinare 250.000 persone, ovvero lo tra lo 0,6 e lo 0,7% di tutta la popolazione”.
  
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