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MONDO

La pandemia nel mondo

Coronavirus. Nel mondo 112,5 milioni di casi. Biden: ancora stato emergenza. India record da gennaio

Secondo l'ultimo conteggio della Johns Hopkins University sono 112.553.181 i casi accertati di coronavirus nel mondo, 2.497.406 i decessi

Vaccinazioni a Los Angeles (Ap)
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Secondo l'ultimo conteggio della Johns Hopkins University sono 112.553.181 i casi accertati di coronavirus nel mondo, 443.427 in più rispetto al giorno precedente. 2.497.406 i decessi, di cui 11.972 registrati nelle ultime 24 ore.

Casi totali
Con 28.334.981 casi totali gli Usa si confermano il paese che ha segnalato il maggior numero di contagi. Sopra i 3 milioni di casi anche India (11.046.914), Brasile (10.324.463), Regno Unito (4.156.703), Russia (4.153.735),  Francia (3.721.061), Spagna (3.170.644). Sopra i 2 milioni di contagi l'Italia (2.848.564), Turchia (2.665.194), Germania (2.416.037), Colombia (2.237.542), Argentina (2.085.411) e Messico (2.060.908).

Mortalità
Se si prendono in esame i dati relativi alla mortalità, alle spalle degli Usa si colloca il Brasile con 249.957 vittime seguito dal Messico, che ha ormai ampiamente superato la soglia delle 180mila vittime (182.815). Sempre a livello di mortalità, alle spalle del Messico si trova l'India (156.705) mentre in quinta posizione figura la Gran Bretagna, (121.979). Seguono l'Italia (96.666) quindi la Francia (85.321) e la Russia (84.047). 

Oms: infezioni in calo
Secondo l'Oms, il numero di infezioni da coronavirus nel mondo è diminuito dell'11% nel periodo dal 15 al 21 febbraio, mentre il numero di vittime è calato del 20% rispetto alla settimana precedente. Il calo dell'incidenza è stato particolarmente evidente nel Nord e Sud America (del 19%), nel Pacifico occidentale (del 9%), in Europa (del 7%) e nella regione del Mediterraneo orientale (del 7%). Anche la mortalità in queste regioni è diminuita, rispettivamente del 23%, 6%, 19% e 3%. Il calo della mortalità si è registrato anche in Africa (del 20%) e nel Sud-Est asiatico (del 6%).

Stati Uniti: Biden proroga stato di emergenza
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha esteso la dichiarazione di emergenza nazionale in risposta alla pandemia Covid-19 oltre la data di scadenza di marzo. La dichiarazione originale è stata fatta il 13 marzo 2020 e sarebbe scaduta a distanza di un anno. “La pandemia di Covid-19 continua a rappresentare un rischio significativo per la salute pubblica e la sicurezza della nazione”, si legge in una nota ufficiale del presidente. "È essenziale continuare a combattere e rispondere al Covid-19 con la piena capacità e capacità del governo federale”. 

Secondo il database del New York Times, nella giornata di ieri sono stati almeno 3.210 i nuovi decessi provocati dal Covid negli States per un totale ormai giunto a 505.808 vittime (fonte Jhu). Le nuove infezioni sono invece state, stando al Nyt, 74.076. Nell'ultima settimana si sono verificati in media 68.595 casi al giorno, con una diminuzione del 34% rispetto alla media delle due settimane precedenti. Fino ad oggi, 28 milioni e 334mila persone hanno contratto la malattia negli Usa dove adesso il nuovo incubo è costituito dal timore di una diffusione incontrollata dei ceppi mutanti della malattia.

A tale proposito, nelle ultime ore è giunta da New York la notizia della scoperta, da parte di due team separati di ricercatori, di una nuova preoccupante variante del coronavirus isolata sia in diversi quartieri della Grande Mela che in altri agglomerati urbani del nord-est. Tale mutazione (chiamata E484K) sarebbe in grado di eludere la risposta immunitaria naturale del corpo, così come gli effetti dei trattamenti con gli anticorpi monoclonali. 

India, record di casi da gennaio
Le autorità sanitarie indiane hanno riportato 16.738 nuovi casi di coronavirus, il dato più alto da circa un mese a questa parte. Oltre la metà dei nuovi casi provengono dallo stato occidentale del Maharashtra, dove si trova Mumbai, la capitale finanziaria del Paese. Il bilancio di 11,05 milioni di casi totali dall'inizio della pandemia registrato in India è il più grave dopo quello degli Stati Uniti. I decessi totali sono finora 156.705.

Francia: a Dunkerque si ammala 1 abitante su 100
Torna altissima l'allerta Covid in Francia dove ieri si è registrato un picco d'infezioni. Sono state infatti ben 31.519 le positività rilevate in 24 ore da Santé Publique France, un record dallo scorso gennaio. Le autorità transalpine hanno anche registrato 278 decessi rispetto ai 314 del giorno precedente e ai 167 di domenica scorsa. Dall'inizio dell'epidemia, nell'Esagono hanno perso la vita 85.321 persone. 

A preoccupare gli esperti è soprattutto la diffusione delle varianti, che al momento sembra interessare con particolare virulenza le città di Nizza e Dunkerque che da questo fine settimana torneranno ad adottare severe misure di contenimento.  Per rendersi conto dell'impatto delle varianti sull'incidenza dell'epidemia, basta guardare quanto sta accadendo a causa della diffusione incontrollata del ceppo britannico a Dunkerque, dove ogni settimana un abitante su 100 si ammala e l'ospedale è talmente sotto pressione che dal primo febbraio sono stati organizzati 61 trasferimenti di pazienti in altre regioni e nei reparti gli infermieri non parlano più di "ondata" epidemica ma di "marea". 

Ucraina: +40% nuovi casi giornalieri
L'Ucraina ha registrato un incremento di quasi il 40% di nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore a quota 8.147, il livello giornaliero più alto da metà gennaio. Lo ha reso noto il ministero della sanità, secondo quanto riporta il Guardian. Gran parte dei nuovi contagi sono stati segnalati nell'ovest del Paese e nella capitale Kiev. Dall'inizio della pandemia l'Ucraina conta un totale di 1.325.841 infezioni e 25.596 decessi. 
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