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MONDO

Il rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità

Nel mondo ogni 40 secondi c'è un suicidio, i dati diffusi dall'Oms

Secondo il primo rapporto mondiale sulla prevenzione del suicidio, pubblicato dall'Organizzazione mondiale della sanità, più di 800.000 persone nel mondo si tolgono la vita ogni anno. Ma sono morti che si possono evitare

immagine d'archivio (thinkstock)
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Nel mondo ogni 40 secondi qualcuno si toglie la vita. È il tragico dato che emerge dal primo rapporto mondiale sulla prevenzione del suicidio, pubblicato dall'Organizzazione mondiale della sanità. Sono 800mila le morti che ogni anno si potrebbero evitare. L'Oms, sulla base della raccolta di dieci anni di ricerche e dati da tutto il mondo, afferma infatti che il suicidio è prevenibile.  Eppure, solo 28 Paesi hanno messo in campo strategie nazionali per la prevenzione di questo tipo di morti.

Giornata mondiale prevenzione
La presentazione del rapporto Oms, a Ginevra, arriva alla vigilia della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, prevista per il 10 e 11 settembre, con varie iniziative anche in Italia.

Ridurre l'accesso agli strumenti per darsi la morte
Circa il 75% dei suicidi si verifica in Paesi a basso e medio reddito, ma anche quelli più ricchi si trovano a fronteggiare questi drammi.  Avvelenamento da pesticidi, impiccagione e armi da fuoco sono tra i metodi più usati nel mondo per togliersi la vita. Evidenze da Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Stati Uniti e alcuni Paesi europei rivelano però che "limitare l'accesso a questi strumenti può aiutare a prevenire" le morti per suicidio, spiegano gli autori del rapporto.

Seconda causa di morte nei giovani tra i 15 e i 29 anni
A livello globale, i tassi di suicidio sono più alti nelle persone over 70. Ma in alcuni Paesi tassi più elevati si riscontrano tra i giovani, tanto che il suicidio è la seconda causa di morte nei ragazzi di 15-29 anni a livello globale.

Uomini particolarmente vulnerabili
In generale, a morire in questo modo sono più gli uomini delle donne, il triplo nei Paesi più ricchi. E proprio gli 'over 50' maschi sono particolarmente vulnerabili in queste aree del pianeta, spiegano gli esperti.  Nei Paesi a basso e medio reddito, poi, i giovani e le donne anziane hanno tassi di suicidio più elevati rispetto ai coetanei delle aree più ricche.

La stampa deve trattare i casi in modo responsabile
Il punto, sottolineano gli autori del rapporto, è che queste morti si possono prevenire. Ridurre l'accesso agli strumenti per darsi la morte è un modo per ridurre il numero dei suicidi, assicurano i ricercatori.  Altre misure efficaci riguardano la stampa: gli esperti evidenziano l'importanza di trattare "in modo responsabile" i suicidi da parte dei mezzi di comunicazione, evitando un linguaggio sensazionalistico e la descrizione esplicita dei metodi utilizzati.

Gestione dei disturbi
È importante l'identificazione precoce e la gestione dei disturbi da uso di sostanze e dei problemi di salute mentale, anche fra gli operatori sanitari. Un follow-up delle persone che hanno tentato il suicidio attraverso contatti regolari, anche per telefono o con visite a domicilio, "sono essenziali - dicono gli esperti - perché le persone che hanno già provato a uccidersi sono più esposte al rischio di nuovi tentativi".  

Appello dell'Oms
"Questo rapporto - afferma Margaret Chan, direttore generale dell'Oms - è un appello ad agire per risolvere un grande problema di salute pubblica avvolto in un tabù per troppo tempo". Il 10 settembre si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio: un'occasione per stimolare un'azione congiunta a livello mondiale   Il suicidio si verifica in tutto il mondo - ammonisce l'Oms - e può avvenire a qualsiasi età.   
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