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ITALIA

Le manifestazioni

"No Green pass" a Roma e Trieste, torna in piazza la protesta nell'ultimo sabato prima del G20

I no pass tornano a Roma in zona Circo Massimo. Trieste ancora al centro della protesta

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Tornano le manifestazioni contro il Green pass nell'ultimo sabato prima del vertice dei capi di stato e di governo del G20 in programma il 30 e 31 ottobre a Roma. Un summit blindato che vedrà in campo migliaia di uomini delle forze di polizia e dell'esercito e l'intera area dove si terranno le riunioni trasformata in zona rossa, per garantire una bolla di massima sicurezza. Proprio la Capitale, dopo le tensioni in piazza e l'assalto alla Cgil due settimane fa, è ancora una volta al centro delle proteste.

Le dimostrazioni al Circo Massimo a Roma
E' terminata la manifestazione contro il Green pass a Circo Massimo, al centro di Roma. I manifestanti alla spicciolata stanno lasciando l'area. Alcuni si sono seduti a terra in un lato della piazza per un'assemblea. Sul finire un gruppo ha accennato di far partire un corteo, ma poi si è spontaneamente bloccato."Fiducia nello stato non l'abbiamo. La salute è nostra non la deleghiamo" hanno urlato intonando il coro "libertà, libertà". Nel pomeriggio un piccolo gruppo di "Liberi cittadini" si è riunito in un'altra zona di Circo Massimo dove era in programma un altro sit-in contro il Green pass.

Oggi dal centro i manifestanti hanno raggiunto Piazza Ugo La Malfa al Circo Massimo. "Trieste è in ogni piazza" e "zona libera" sono alcuni degli striscioni. I manifestanti intonano cori "la gente come noi non molla mai" e alcuni sventolano bandiere tricolore.  Nella stessa area di Circo Massimo  anche un sit-in di "Liberi cittadini".

"Noi i morti li rispettiamo, sono loro che non li rispettano perché hanno lasciato morire persone da sole in ospedale senza neanche un parente", ha detto l'attore Enrico Montesano prendendo la parola durante la manifestazione no Green pass al Circo Massimo. "Sarà una manifestazione pacifica e senza cortei" ha assicurato Montesano spiegando che al sit-in hanno dato l'adesione, tra gli altri, la deputata Sara Cunial e l'avvocato Edoardo Polacco che però non potranno essere in piazza."Vaccinati e non vaccinati siamo tutti uguali - ha detto Montesano - basta con queste divisioni".

Fischi e insulti, uno striscione "Draghi dimettiti", e il coro "buffoni, buffoni". Così hanno reagito i manifestanti No-vax e no Green pass presenti al Circo Massimo quando l'attore Enrico Montesano ha pronunciato il nome del premier e quello della ministra dell'Interno Luciana Lamorgese.

Patuanelli a Trieste incontra Puzzer: "Riferirò in Cdm, no a violenze"
In piazza Unità c'erano i portuali di Trieste: assieme ai manifestanti cantano "la gente come noi non molla mai".  Alle 9 una delegazione del Coordinamento 15 ottobre, che gestisce la protesta no Green pass in città, ha incontrato il ministro alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli.

"Un incontro cordiale, in cui Puzzer, in qualità di portavoce del Coordinamento 15 ottobre, ha avanzato tre richieste specifiche. Come rappresentante del Governo ho preso l'impegno di riferire dell'incontro in Consiglio dei Ministri". Così Stefano Patuanelli, ministro Politiche agricole, raggiunto al telefono dall'Ansa dopo l'incontro con il Coordinamento. "Abbiamo tutti convenuto -conclude - sull'importanza di mantenere ogni tipo di manifestazione distante da ogni tipo di violenza". Al ministro sono state rivolte due proposte: ritiro del green pass sui posti di lavoro e dell'obbligo vaccinale per le categorie previste per legge. 

"Chi vuole unirsi a noi, alla piazza di Trieste, lo può fare, soprattutto questo vale per tutti quelli di ogni parte che hanno iniziato a fare questo grande lavoro". Lo ha detto in piazza a Trieste Stefano Puzzer portavoce del Coordinamento 15 ottobre dopo l'incontro con il ministro Patuanelli.
Sulla pagina facebook di "No Green Pass Nazionale" si legge " All'incontro si è presentato solo il ministro Patuanelli, ma ci aspettavamo anche la presenza di un altro ministro. Noi non siamo disposti nè a trattare nè a trovare alcun tipo di accordo", così Stefano Puzzer dopo l'incontro con il ministro Patuanelli a Trieste.

Costa: "Stop Green pass tra richieste Trieste, nessuno spazio"
"Sicuramente, una delle richieste del coordinamento 'No Green pass' di Trieste è quella di abolire il Green pass e ovviamente è una richiesta sulla quale il governo non credo abbia spazio per prenderla in considerazione, così come togliere l'obbligo vaccinale laddove il governo lo ha previsto per alcune categorie". Così a RaiNews24 il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. "Credo che sia chiaro che da parte nostra c'è la volontà di proseguire su questa strada, anche perché - ha sottolineato - i dati, fortunatamente, nel nostro Paese ci indicano come il percorso tracciato dal governo fino ad oggi abbia portato dei buoni risultati". 

"Oltre 105 milioni di green pass sono stati scaricati: ciò sta a significare che i cittadini hanno preso consapevolezza dell'importanza anche di questo strumento per proseguire questo percorso", sottolineato a RaiNews24 il sottosegretario alla Salute Andrea Costa rilevando come abbia"prevalso la maggioranza silenziosa del nostro Paese che, mentre la politica discuteva sull'utilità del green pass, nel frattempovi ha aderito". 

Coord. 15 ottobre Trieste: manifestazioni continuano. Ecco le tre richieste
Il Coordinamento 15 ottobre che oggi a Trieste ha incontrato il ministro Stefano Patuanelli ha annunciato  che le "manifestazioni di piazza sia a Trieste che in tutta Italia proseguiranno, pacificamente, fino a quando il Governo non accoglierà le richieste avanzate. Il ministro si è impegnato ad aprire un canale diretto con il Coordinamento". Così si legge in una nota dello stesso Coordinamento.

La delegazione del Comitato 15 Ottobre ha formulato le seguenti richieste al ministro Patuanelli: abrogazione del Green pass e dell'obbligo del vaccino attualmente previsto solo per i sanitari; l'impegno ad astenersi da ogni forma di violenza nei confronti dei pacifici manifestanti, e le formali scuse da parte del Governo alla cittàdi Trieste e a tutti i manifestanti per i fatti del 18 Ottobre. E' quanto si legge nella nota che lo stesso Comitato ha diffuso.

Su Telegram gli appelli della protesta
Sulle decine di chat Telegram sulle quali viaggia la protesta e dove si cominciano a moltiplicare gli appelli ad andare a Roma il prossimo sabato, per far sentire la voce dei "cittadini liberi". Un tam tam che preoccupa apparati di sicurezza e intelligence - anche se al momento non ci sono indicazioni di possibili arrivi di manifestanti dall'estero - se non altro perché potrebbe essere l'occasione perfetta per chi vuole infiltrarsi in una piazza piena con l'obiettivo di alzare la tensione e acquisire visibilità.

"Ci attende un periodo ancora molto impegnativo" ha ribadito in parlamento il ministro dell'interno Luciana Lamorgese riferendo sugli scontri di Roma.

Una fibrillazione che, è l'analisi del comandante del Ros Pasquale Angelosanto, "va monitorata attentamente" poiché i gruppi estremisti di destra da una parte e le frange anarco-insurrezionaliste dall'altra si "contendono la strumentalizzazione della protesta per portarla verso una deriva violenta". Da settimane si lavora dunque al dispositivo di sicurezza per il vertice.

Un piano sicurezza per il G20. L'intera area sarà zona rossa
Il primo punto fermo è che l'intera area del G20 sarà zona rossa: la nuvola e il centro congressi all'Eur saranno blindati e si accederà solo con un badge identificativo. vietata anche la circolazione di qualsiasi mezzo privato e sorveglianza dall'alto di tutto lo spazio aereo della capitale con il sistema anti droni della difesa.

A garantire la sicurezza del vertice saranno circa duemila uomini - i numeri definitivi verranno decisi nel comitato provinciale per la sicurezza in programma la prossima settimana - tra i quali anche artificieri, tiratori scelti, personale delle scorte, delle unità cinofile e dei reparti prevenzione crimine, oltre ovviamente agli uomini dei reparti di ordine pubblico.

Un dispositivo che dovrà anche tener conto degli spostamenti in città delle delegazioni dalla sede del vertice alle rispettive ambasciate e al quale si aggiungeranno circa 500 militari che andranno ad implementare il contingente di strade sicure e la vigilanza degli obiettivi sensibili.

L'altro punto cruciale, lo ha detto chiaramente Lamorgese in parlamento ammettendo gli errori fatti, è che non dovrà esserci un bis del 9 ottobre:  "Il deficit di sicurezza non deve più ripetersi". che tradotto significa massima attenzione alla prevenzione, rafforzamento di tutta l'attività di monitoraggio di siti, chat e social oltre che degli ambienti più a rischio, intensificazione dei dispositivi di controllo del territorio, con particolare attenzione a stazioni, aeroporti e snodi stradali e autostradali. Misure alle quali se ne aggiungerà un'altra: non saranno consentite manifestazioni nel centro della città.

"Non si può in alcun modo abbassare la guardia" ha detto la titolare del Viminale ribadendo quella che sarà la linea delle forze di polizia: garantire l'equilibrio tra il diritto ad esprimere il proprio dissenso e quello di tutelare i diritti di tutti gli altri e garantire la sicurezza. 

"No Green pass", nuovo presidio di protesta a Terni
Nuovo presidio di protesta contro il Green pass questa mattina a Terni. In piazza della Repubblica si sono ritrovate un centinaio di persone per esprimere il loro dissenso sull'obbligatorietà della certificazione verde. Il presidio è stato organizzato dal Fronte del dissenso Umbria. I presenti hanno espresso solidarietà verso i manifestanti di Trieste. Non sono state registrati momenti di tensione.

No Green pass in piazza ad Aosta
Alcune centinaia di persone si sono riversate in piazza Chanoux, nel centro di Aosta, per manifestare contro il Green pass e "per la libertà". Ballano riuniti a formare un cerchio che corre lungo tutta la piazza, ballano mentre al centro campeggiano lo striscione 'Trieste chiama Aosta risponde' e alcune bandiere dell'Italia. 

No Green pass in piazza a Milano
A Milano, per il 14mo sabato di fila, sfila il corteo dei no green pass. Migliaia di persone si sono riunite in piazza Fontana per iniziare una marcia di protesta che non ha un percorso predefinito. Imponente il dispositivo di sicurezza delle forze dell'ordine. Fra i manifestanti ci sono militanti di estrema destra, che sfoggiano inequivocabili tatuaggi, anarchici ed esponenti dei centri sociali ma anche famiglie, singoli cittadini e persino gruppi religiosi. Lo slogan che sta accompagnando l'inizio del corteo è "Trieste chiama, Milano risponde".

No Green pass in piazza a Torino
Alcune centinaia di persone si sono date appuntamento in piazza Castello, nel centro di Torino, per manifestare contro il Green pass per il 14mo sabato consecutivo. Agli interventi in solidarietà con i portuali di Trieste si alternano gli appelli a continuare i blocchi e i racconti di avvocati e operai sospesi dal lavoro perché senza Green pass. Non si sono registrate al momento tensioni, ma c'è stata un'accesa discussione con una troupe del Tgr Piemonte,allontanata al grido "giornalisti terroristi".
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