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MONDO

Nuova Zelanda, sequestro record di 80 milioni euro al “re di criptovalute” russo

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Le autorità della Nuova Zelanda hanno sequestrato liquidità per 80 milioni di euro al “re di criptovalute”, Aleksandr Vinnik, cittadino russo, attualmente agli arresti in Francia, con accusa di furto dei dati personali ed estorsione. Le autorità giudiziarie neozelandesi hanno agito congiuntamente con il Servizio di entrate interne Usa (Internal Revenue Service). Secondo gli investigatori, la società Canton Business Corporation è legata alla piattaforma di criptovalute BTC e riconducibile a Vinnik. La piattaforma, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stata coinvolta in riciclaggio, cybercrimine, furti e narcotraffico.

Aleksandr Vinnik fu arrestato il 25 luglio del 2017, su richiesta degli Usa, in Grecia, dove si trovava in villeggiatura. Gli Usa hanno chiesto l’estradizione per incriminarlo ufficialmente. Per le ipotesi di reati contestati, Vinnik negli Usa rischierebbe 55 anni di carcere e una multa plurimilionaria. Anche la Russia ha chiesto l’estradizione di Vinnik e lui ha inviato una lettera alla Procura Generale russa, mostrando pentimento e la disponibilità di piena collaborazione con gli investigatori.

La Grecia, invece, l’ha estradato il 24 gennaio scorso in Francia, che pure ha i conti da regolare con l’affarista russo. Investigatori francesi accusano Aleksandr Vinnik del furto di dati personali ed estorsione.

Ora è un rebus su quale Stato sarà a processare il “re delle criptovalute”.
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