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MONDO

Elezioni in Ecuador, si sceglie il successore di Correa

Esito molto incerto, probabile ballottaggio tra Moreno e Lasso

Il presidente uscente Correa al seggio
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Elezioni presidenziali e politiche oggi in Ecuador, dove il socialista Rafael Correa - che dopo 10 anni al potere intende ritirarsi a vita privata in Belgio - lascia un Paese modernizzato, ma in preda ad una grave crisi economica e scosso da scandali per vicende di corruzione.

In assenza del carismatico e polemico Correa, lo scrutinio si annuncia particolarmente serrato in questo Paese andino produttore di petrolio e in difficoltà proprio a causa del crollo dei prezzi del greggio, la prima fonte di finanziamento dei programmi sociali di Correa. Per una economia 'dollarizzata', l'aumento del valore del biglietto verde ha ulteriormente peggiorato un quadro che vede le classi medie profondamente scontente e anche stanche delle diatribe senza fine tra il presidente uscente e i circoli del business, gli indigeni, gli ambientalisti e i media.

Gli ecuadoriani - gli elettori sono circa 12,8 milioni - sono chiamati a decidere se continuare la "revolución ciudadana", la rivoluzione cittadina di Correa che ha creato un asse con il Venezuela chavista, o se imprimere una svolta moderata, sul modello di Argentina, Brasile, Perù.

I favoriti dai sondaggi sono l'ex vicepresidente Lenin Moreno, candidato dell'Alleanza Paese (AP, al governo) e l'ex banchiere Guillermo Lasso, principale esponente dei moderati che corre per il movimento Creo (Io credo). Entrambi si dicono certi della propria vittoria e Lasso ha puntato molto sulla lotta alla corruzione, chiamando spesso in causa durante la campagna elettorale le "tangenti Odebrecht": nel quadro dell'inchiesta su questo scandalo, la giustizia americana ha stabilito che il gruppo di costruzioni brasiliano Odebrecht ha pagato 33,5 milioni di dollari tra i 2007 e il 2016 a funzionari ecuadoregni. Nessuno è stato tuttavia ancora incriminato per questa vicenda e il governo ha ammonito che non ammetterà accuse "senza prove". Un ex ministro, Carlos Pareja, ha tuttavia chiamato in causa per un altro scandalo in cui è implicata la società energetica Perroecuador il vice-presidente Jorge Glas, candidato alla rielezione. Lasso ha detto che se sarà eletto revocherà l'asilo al fondatore di Wikileaks Julian Assange, rifugiato presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra dal 2012.

Oltre al presidente e al vice-presidente, oggi si eleggono i 137 deputati dell'Assemblea nazionale e cinque rappresentanti al Parlamento andino.

Per vincere al primo turno, il successore di Correa deve raccogliere almeno il 40% dei voti, con 10 punti percentuali di vantaggio sul secondo candidato. Moreno secondo i sondaggi può contare sul 32,3% delle preferenze, mentre Lasso si fermerebbe al 21,5%, un rapporto di forze che prospetta un probabile secondo turno il 2 aprile. Seguono l'ex deputata di destra Cynthia Viteri (14%) e l'ex sindaco di Quito Paco Moncayo (7,7%). Altissimo il numero degli indecisi, che costituiscono tra il 30 e il 35% dell'elettorato.

I seggi si sono aperti alle 7 locali (le 13 italiane) e saranno chiusi alle 23 italiane, con i primi risultati attesi qualche ora dopo.

Correa vota a Quito: lascio Paese ricco di speranza e orgoglio
Arrivando al governo "trovai una società in frantumi, smobilitata, demoralizzata", mentre "oggi l'orgoglio di essere ecuadoriani si trova in tutti gli angoli della patria, in ogni angolo del pianeta" dove ci sono migranti ecuadoriani: lo ha detto Correa, parlando con i giornalisti dopo aver votato a Quito. Facendo un bilancio dei dieci anni di governo, Correa sostiene che sia stata "recuperata la speranza di tutto un popolo".

 "Sto già iniziando a sentire abbastanza nostalgia", ha commentato Correa al pensiero del passaggio di consegne che avverrà al nuovo capo di Stato il prossimo 24 maggio. Quindi ha invitato i cittadini a votare con "allegria, ottimismo, fede" in se stessi e con "fede nel futuro", senza odio né volontà di vendetta, con orgoglio per ciò che è stato fatto, "ma anche motivati da ciò che ancora deve essere portato a termine".
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