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POLITICA

Omofobia: ancora muro contro muro su ddl Zan, centrodestra propone un testo alternativo

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Il provvedimento, già approvato dalla Camera, continua a rimanere 'congelato' in commissione al Senato. La nuova mossa a sorpresa - che spariglia per la seconda volta le carte in tavola dopo l'annuncio nei giorni scorsi di un testo targato Lega - viene fatta filtrare nel primo pomeriggio: Forza Italia e Lega, insieme, presenteranno - possibile già domani - una loro proposta alternativa sull'omofobia (ci si concentrerebbe sul tema delle aggravanti).

Per Pd, M5s, Leu e Iv si tratta ancora una volta di una "mossa dilatoria" per ostacolare l'avvio dell'esame della legge in commissione Giustizia (che tornerà a riunirsi domani). La contromossa dell'ex maggioranza del governo Conte II arriva a stretto giro: in una riunione convocata nel pomeriggio viene confermata la determinazione ad andare avanti sul ddl Zan, senza prendere in considerazione altri testi - in commissione in tutto i testi ora sono cinque - puntando a che solo il ddl Zan sia il provvedimento su cui si avvierà l'iter.

Solo se le "manovre ostruzionistiche" del centrodestra dovessero proseguire, impedendo alla commissione di lavorare, allora gli ex giallorossi opteranno per la prova muscolare, chiedendo che l'esame del provvedimento si svolga direttamente in Aula. Una scelta che comporta alcuni rischi, primo fra tutti quello di una spaccatura plateale della maggioranza, con Pd, M5s, Leu e Iv da una parte e Forza Italia e Lega dall'altra, a cui si aggiungerebbero i voti di FdI. Non che i numeri sarebbero a vantaggio dei contrari alla legge sull'omofobia, ma certo andare in Aula senza un accordo né un relatore, dando vita a una battaglia a suon di singoli voti potrebbe avere ricadute sulla tenuta della stessa maggioranza di governo, temono alcuni senatori di centrosinistra.

Non la vede così il dem Franco Mirabelli: "Si tratta di un provvedimento parlamentare, con un percorso parlamentare, e non credo" possa avere ricadute sul governo, "non è materia che fa parte del programma di governo, ma è materia parlamentare che ha già ottenuto un voto alla Camera".

Intanto Pd, M5s, Leu e Iv serrano le fila e puntano il loro paletto: si discute solo del ddl Zan. La 'minaccia' dell'Aula, però, resta sullo sfondo, ma metterla in campo ora, è il ragionamento, è una forzatura che rischia di trasformarsi in un boomerang. Il punto è semplice: senza un testo base - e ad ora non c'è ancora un testo base in commissione, compito che spetta al relatore, il presidente leghista Andrea Ostellari - si andrebbe in Aula con tutti e cinque gli attuali ddl depositati. Per questo, è il ragionamento, è necessario non forzare i tempi e procedere per step.

Il primo, appunto, è quello di ottenere che il testo in esame sia solo il ddl Zan. Anche a costo di andare alla conta in commissione, dove dem, pentastellati e renziani - almeno stando alle ultime votazioni - avrebbero i numeri per spuntarla. 

Una volta che l'iter sarà iniziato sul ddl Zan, e solo se non ci dovesse essere alcun margine di manovra, viene ancora spiegato dopo la riunione degli ex giallorossi, allora si andrebbe alla prova di forza, con la raccolta firme per portare il testo approvato dalla Camera direttamente in Aula.

"Oggi Lega e Forza Italia annunciano improvvisamente un loro disegno di legge alternativo dimostrando scarsa responsabilità democratica, scarso rispetto delle istituzioni e una spericolata volontà di strumentalizzazione, si tratta di tattiche dilatorie. Sono 27 anni che l'Italia aspetta questo disegno di legge, ora basta prese in giro", tuona la pentastellata Alessandra Maiorino, che avverte: "Se si intende continuare così, M5s ha già raggiunto più del numero di firme sufficiente per la calendarizzazione direttamente in Aula, dimostriamo che la nostra volontà di approvare il ddl Zan è reale".

Giorgia Meloni plaude l'iniziative di FI e Lega, "sulla carta mi pare un'iniziativa intelligente quella di circoscriverla al tema della discriminazione lasciando da parte materie che non c'entrano nulla. Questo non mi pare omofobo. Togliendo determinate questioni è più facile che si possa trovare una sintesi".

Ma dentro FI non tutti sono convinti della strategia messa in atto. Già durante l'iter alla Camera alcuni deputati si smarcarono, votando la legge. E oggi Elio Vito osserva: "Dopo avere ostacolato la calendarizzazione ed affermato la non urgenza del tema, presentare un ddl alternativo al ddl Zan già approvato alla Camera, da parte di Forza Italia o del 'centrodestra di governo' (che divide ancora di più il centrodestra) è sbagliato e strumentale", scrive sui social.

Intanto il presidente della commissione, il leghista Ostellari tira dritto e nega barricate: "Noi non abbiamo alcuna paura di confrontarci con chi ha idee diverse. Voglio sperare che lo stesso valga per i senatori della ex maggioranza giallorossa", dice, spiegando che "domani presenterò la relazione sul ddl Zan e tutti i testi di legge ad esso collegati. Poi dichiarerò aperta la discussione e i colleghi potranno confrontarsi nella sede prevista dalla Costituzione: la Commissione. Le leggi si fanno qui".

Una mediazione, al momento, non sembra essere all'orizzonte. Ma nella maggioranza - da ambo le parti - c'è chi non esclude che si possa arrivare a un punto di caduta, magari stralciando le parti più controverse, come le iniziative nelle scuole e la Giornata nazionale. E' prematuro parlarne, tagliano corto però altre fonti. 
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