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MONDO

La pandemia

Un contagiato su 10 vittima del "long covid". Oms: "Prioritario combattere effetti di lungo termine"

 Le varianti del coronavirus rappresentano la minaccia più grande per la popolazione

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Il "lungo Covid", ovvero gli effetti a lungo termine del coronavirus che colpiscono misteriosamente un numero significativo di pazienti deve essere la priorità delle autorità sanitarie. Lo ha detto il direttore dell'Oms Europa, Hans Kluge, in in una conferenza stampa.

Kluge ha usato il termine inglese 'long Covid' per descrivere un fenomeno diffuso nell'area e cioè che dopo 12 settimane dal coronavirus una persona su 10 contagiata non è ancora in buone condizioni di salute.

Il virus in Europa rallenta. Ma i numeri sono ancora altissimi
I contagi da coronavirus rallentano in Europa ma viaggiano ancora su livelli di gran lunga superiori a quelli registrati l'anno scorso, ha spiegato Kluge.   Secondo quanto riporta il Guardian, Kluge ha reso noto che il numero di nuovi casi è quasi dimezzato in Europa dalla fine dell'anno scorso e che per la seconda settimana consecutiva sono stati meno di un milione.   Tuttavia, il funzionario dell'Organizzazione mondiale della sanità ha anche sottolineato che attualmente i nuovi contagi sono ben 10 volte superiori rispetto ai livelli del maggio scorso.   Inoltre, gran parte dei Paesi registra gradi molto elevati di contagio a livello locale. Attualmente, ha quindi messo in guardia, le varianti del coronavirus rappresentano la minaccia più grande per la popolazione. 
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