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MONDO

Le conclusioni OMS

Oms esclude importazione del virus in Cina da cibo congelato. Indagini su alcune specie

Una risposta ai cinesi che hanno ripetutamente sostenuto teorie, senza fornire prove, che la diffusione del Covid-19 sia stata innescata da frutti di mare congelati contaminati

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Alla fine della missione dell'Oms a Wuhan, lo scienziato a presidio del team Peter Ben Embarek ha affermato che inizialmente erano stati rintracciati prodotti di origine animale congelati in cui sono stati identificati decine di casi di coronavirus, dunque c'è stato un riscontro per continuare le indagini in tal senso. Tuttavia in una conferenza stampa, Embarek ha anche affermato che poiché non ci sono state grandi epidemie di coronavirus in nessuna fabbrica alimentare nel mondo, prima che il virus fosse rilevato a Wuhan, "l'ipotesi o l'idea di importare il virus in Cina in questo modo non risulta plausibile".

Secondo il Wall Street Journal, gli scienziati starebbero indagando su alcune specie in grado di trasportare il virus. Si tratterebbe in particolar modo di tassi e furetti, le cui carcasse - risultate negative al Covid-19 - sono state identificate in alcune celle frigorifere del mercato di Wuhan. Tesi supportate dal quotidiano newyorkese, che ha intervistato sul tema lo zoologo Peter Daszak.

Ufficialmente, il gruppo di ricerca sta ora concentrando le proprie indagini sul "commercio locale di animali da fattoria congelati e selvatici, prodotti in particolare nel sud della Cina" e di fatto su quali animali avrebbero introdotto il virus nel mercato di Wuhan. Inoltre l'Oms ha fatto sapere che le possibilità di diffondere il Covid-19 attraverso superfici, inclusi gli imballaggi di alimenti congelati, sono estremamente improbabili. Il virus respiratorio si diffonde principalmente attraverso le goccioline e attraverso l'aria. Ma la Cina ha ripetutamente sostenuto teorie, senza fornire prove, che la diffusione del coronavirus sia stata innescata da frutti di mare congelati contaminati.

Durante una conferenza stampa da Wuhan, la scorsa settimana, Liang Wannian, il responsabile del gruppo di esperti Covid-19 del ministero della Salute cinese, ha parlato a lungo della teoria del cibo congelato spiegando che in via teorica c'era questa possibilità: ovvero che il virus fosse reimportato in Cina nel 2020 attraverso prodotti congelati, in un momento in cui c'erano molti focolai di coronavirus in tutto il mondo, anche nelle fabbriche alimentari.

Embarek, dal canto suo, ha descritto il fenomeno come "un evento molto, molto raro" e ha affermato che anche l'ampia ricerca su prodotti alimentari contaminati ha fatto riscontrare solo pochi casi di prodotti che trasportano virus. E altri scienziati affermano che non è chiaro se quelle tracce di coronavirus possano essere sufficienti per infettare effettivamente qualcuno. In effetti, gli scienziati cinesi hanno trovato pochissimi prodotti contaminati nonostante ricerche approfondite. Nel 2019 invece il virus non circolava ancora nel mondo e non erano stati registrati focolai negli stabilimenti di trasformazione alimentare all'estero.

"Pertanto l'ipotesi che il virus sia stato importato in Cina attraverso quella rotta non è qualcosa che stiamo valutando", è stata la conclusione di Embarek. 
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