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MONDO

L'ultima volta per l'Italia circa dieci anni fa

Onu: Italia e Olanda si accordano per dividersi il seggio nel Consiglio di Sicurezza.

Consiglio Sicurezza ONU LaPresse Xinhua
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Italia e Paesi Bassi hanno proposto all'assemblea dell'Onu di condividere il seggio non permanente al consiglio di sicurezza che non è stato assegnato perché nessuno dei due paesi ha raggiunto il quorum necessario. Nel sucessivo ballottaggio i due paesi europei hanno ottenuto lo stesso numero di voti. L'accordo, che prevede di condividere il seggio un anno per ogni paese, sarebbe maturato durante la cena del vertice dei capi di Stato e di governo Ue in corso a Bruxelles, fra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il suo omologo olandese Mark Rutte. Secondo le fonti, Renzi avrebbe proposto l'accordo perché l'Italia  sarebbe particolarmente interessata al 2017, quando avrà la presidenza del G7, mentre a Rutte andrebbe bene avere il seggio l'anno successivo, nel 2018. 

La votazione è stata sospesa e i competenti uffici dell'Onu esamineranno nei prossimi giorni la richiesta italiana ed olandese per verificare la sua fattibilità tecnica e politica.

La quinta fumata nera aveva visto Italia e Olanda con 95 voti a testa. Il presidente dell'Assemblea Generale Mogens Lykketoft aveva sospeso la seduta per 20 minuti per permettere alle delegazioni di continuare le trattative dietro le quinte.
L
a sfida era partita a tre con Svezia e Olanda che ha visto Stoccolma aggiudicarsi uno dei due seggi disponibili per l'Europa occidentale. L'Italia si è ritrovata sul finale in ballottaggio con Amsterdam. Dopo due tentativi di ballottaggio entrambi i paesi non hanno raggiunto il quorum di 128 voti.

Ad attendere il risultato all'interno dell'aula, insieme all'ambasciatore Sebastiano Cardi, c'era anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che negli ultimi mesi ha portato avanti una decisa campagna per sostenere la candidatura dell'Italia. Per il Paese quella dell'Onu è un'occasione importante per gli sforzi in atto sui fronti caldi dell'immigrazione ma, soprattutto, della stabilizzazione della Libia. Non solo, il Paese è impegnato anche su altri capitoli importanti della politica estera, come la Siria e il cambiamento climatico.

Intanto i cinque seggi a disposizione per il prossimo biennio sono stati ricoperti, oltre che dalla Svezia, dall'Etiopia e dalla Bolivia. Infine per l'area asiatica ha spuntato un seggio il Kazakistan che ha battuto la Tailandia.

 
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