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ITALIA

Il caso

L'Osservatore Romano: contro Silvia uno sguardo disumano

Il quotidiano della Santa Sede: "Giudizi che sopprimono la compassione", "incredibile sequela di giudizi immondi"

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Tutti i "giudizi" che in questi giorni si sono accaniti contro Silvia Romano dopo la sua liberazione "partono da un dato in comune, da un comune sguardo, disumano. Perché disumano è lo sguardo dell'uomo quando non vuole vedere. Quando zittisce, sopprime la compassione che sempre dovrebbe abitare dentro i suoi occhi. La compassione. La capacità di sentire sulla propria pelle il dolore degli altri. E questa storia è piena di dolore, basta saper guardare". Lo scrive l'Osservatore Romano in un articolo sulla liberazione della cooperante italiana.

"Basta osservare con cura gli occhi di Silvia, vedere quanta sofferenza comunichino, quella di una ragazza sequestrata per 18 mesi - scrive il quotidiano della Santa Sede nell'articolo a firma dello scrittore Daniele Mencarelli -. Basta confrontare il suo sguardo di oggi a quello di un paio di anni fa, quando i fatti ancora non erano accaduti". "Gli occhi di Silvia dicono tutto - prosegue -, ma occorre la volontà di guardarli veramente. Basterebbe questo per zittire i giudici".

Secondo l'Osservatore Romano, "quello che sconvolge in tutta questa faccenda" è che "la liberazione di Silvia Romano avrebbe dovuto produrre gioia, null'altro, invece è incredibile la sequela di reazioni, giudizi immondi, che sono piovuti da ogni angolo del Paese, che hanno vivisezionato tutta la vicenda accaduta a questa ragazza, a partire dalla sua scelta iniziale". "Un tribunale - sottolinea il giornale vaticano - fatto di migliaia di giudici, quasi tutti operanti sui social network, ha iniziato a sentenziare. Ecco gli errori salienti che avrebbe commesso Silvia: perché mai una ragazza milanese dovrebbe andare in un altro continente per aiutare altri esseri umani? Se si vuole fare del bene basta il proprio quartiere; se si è convertita all'islam poteva rimanere in Africa; perché il riscatto dobbiamo pagarlo noi? E chi ci dice che quel riscatto non finisca anche nelle tasche di Silvia? Magari in combutta con quelli che erano i suoi sequestratori... La lista degli orrori potrebbe continuare all'infinito".

Per l'Osservatore Romano, "senza compassione, l'uomo si erge a giudice, commettendo quella che è la negazione più chiara e ignobile del messaggio cristiano. E di giudizi la nostra epoca è bulimica, sappiamo con perfezione ciò che non va negli altri e siamo pronti a scagliarci senza pietà. Ma, per fortuna, resiste ancora un'umanità che ama e si offre agli altri". "Bentornata Silvia - conclude -, prenditi tutto il tempo che ti serve".
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