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MONDO

Messa a Santa Marta

Il Papa ammonisce: "Dio non perdona l'ipocrisia"

Gli ipocriti, dice il Pontefice, sono "la finta della santità. Fanno finta di convertirsi ma è una menzogna". Poi l'imperativo: "Cessate di fare il male e imparate a fare il bene

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Se si "impara a fare il bene Dio perdona generosamente" ogni peccato. Quello che non perdona è "l'ipocrisia la finta della santità". Sono le parole di Papa Francesco all'omelia della messa celebrata a Casa Santa Marta in cui ha riflettutto sulla vocazione alla santità, commentando il Vangelo del giorno che presenta il gruppo degli scaltri, quelli  "che dicono le cose giuste, ma che fanno il contrario".

"Tutti - ha aggiunto Bergoglio - siamo furbi e sempre troviamo una strada che non è quella giusta, per sembrare più giusti di quello che siamo: è la strada dell'ipocrisia". 
Gli ipocriti ammonisce il Papa "fanno finta di convertirsi, ma il loro cuore è una menzogna: sono bugiardi! È una menzogna? Il loro cuore non appartiene al Signore; appartiene al padre di tutte le menzogne, a Satana. E questa è la finta della santità. Mille volte Gesù preferiva i peccatori a questi. Perché? I peccatori dicevano la verità su loro stessi".

Nel passo del Vangelo, sottolinea Papa Francesco, c'è un imperativo: "Cessate di fare il male, imparate a fare il bene" difendendo orfani e vedove, vale a dire, sottolinea "quelli che nessuno ricorda" tra i quali, prosegue il Pontefice, ci sono anche "gli anziani abbandonati" "i bambini che non vanno a scuola" e quelli "che non sanno fare il segno della Croce".  Dietro l'imperativo c'è in sostanza l'invito di sempre alla conversione: "Ma come posso convertirmi? Imparate a fare il bene!. La conversione. La sporcizia del cuore non si toglie come si toglie una macchia: andiamo in tintoria e usciamo puliti... Si toglie col 'fare': fare una strada diversa, un'altra strada da quella del male. 'Imparate a fare il bene!', cioè la strada del fare il bene. E come faccio il bene? È semplice! Cercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa  della vedova". 
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