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MONDO

Messa ad Antananarivo

Papa Francesco: no a chi strumentalizza la religione per violenza e terrorismo

Il pontefice in Madagascar: "La sofferenza di uomini, donne e bimbi non fa parte del disegno di Dio. Rinchiudersi dà una sicurezza solo apparente" 

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Risulta "difficile seguire il Signore quando si vuole identificare il Regno dei Cieli con i propri interessi personali o con il fascino di qualche ideologia che finisce per strumentalizzare il nome di Dio o la religione per giustificare atti di violenza, di segregazione e persino di omicidio, esilio, terrorismo ed emarginazione". Così papa Francesco nell'omelia della Messa celebrata al campo diocesano di Antananarivo, in Madagascar.

"L’esigenza del Maestro ci incoraggia a non manipolare il Vangelo con tristi riduzionismi, bensì a costruire la storia in fraternità e solidarietà, nel rispetto gratuito della terra e dei suoi doni contro qualsiasi forma di sfruttamento; con l’audacia di vivere il 'dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo e criterio'", aggiunge il pontefice.

"La sofferenza di uomini, donne e bimbi non fa parte del disegno di Dio"
Poi: "Guardiamoci intorno: quanti uomini e donne, giovani, bambini soffrono e sono totalmente privi di tutto! Questo non fa parte del piano di Dio", dice Francesco nell'omelia della Messa nella spianata del Campo diocesano di Soamandrakizay.

"Rinchiudersi dà una sicurezza solo apparente"
"Quando la corsa ad accumulare diventa assillante e opprimente, finisce per esacerbare l'egoismo e l'uso di mezzi immorali", avverte papa Francesco. Il pontefice sottolinea che "vivere per sé stessi è in definitiva una delle peggiori schiavitù", coltivando la "tentazione di chiudersi nel proprio piccolo mondo che finisce per lasciare poco spazio agli altri e dove i poveri non entrano più e la voce di Dio non è più ascoltata, non si gode più la dolce gioia del suo amore e non palpita più l'entusiasmo di fare il bene". Per il papa, "molte persone, in questo rinchiudersi, possono sentirsi apparentemente sicure, ma alla fine diventano persone risentite, lamentose: senza vita. Questa non è la scelta di una esistenza dignitosa e piena". 
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