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MONDO

Il viaggio del Pontefice

Papa Francesco a Ginevra: no a divisioni e guerre, scegliere unità

Il Pontefice a Ginevra, per un "pellegrinaggio ecumenico" ricorda che i cristiani devono seguire la "via della comunione che conduce alla pace". E aggiunge: "Il mondo dilaniato da divisioni invoca unità". Il Papa: Cristiani credibili se ascoltano il grido degli ultimi. Il pontefice sulla quotidianità: "La vita drogata da impegni, chiamate e messaggi, liberiamoci dalle zavorre"

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I cristiani debbono camminare verso "una meta precisa: l'unità. La strada contraria, quella della divisione, porta a guerre e distruzioni". Papa Francesco, interviene al Centro Ecumenico World Council of Churches di Ginevra, nel corso della preghiera ecumenica e ricorda qual è la strada da seguire. "Il Signore ci chiede di imboccare continuamente la via della comunione, che conduce alla pace. La divisione, infatti, si oppone apertamente alla volontà di Cristo, ma è anche di scandalo al mondo. Il Signore ci chiede unità; il mondo, dilaniato da troppe divisioni che colpiscono soprattutto i più deboli, invoca unità", dice Bergoglio.

Andare avanti, camminare, uscire fuori da sé stessi è  faticoso ma è l'unica via per realizzare qualcosa. "Camminare è una disciplina, una fatica, servono pazienza quotidiana e allenamento costante. Occorre rinunciare a tante strade per scegliere quella che conduce alla meta e ravvivare la memoria per non smarrirla. Meta e memoria. Camminare richiede l'umiltà di tornare sui propri passi e la cura per i compagni di viaggio, perché solo insieme si cammina bene. Camminare, insomma, esige una conversione continua di sé. Per questo tanti vi rinunciano - ha sottolineato Papa Francesco -, preferendo la quiete domestica, dove curare comodamente i propri affari senza esporsi ai rischi del viaggio. Ma così ci si aggrappa a sicurezze effimere, che non danno quella pace e quella gioia cui il cuore aspira, e che si trovano solo uscendo da sé stessi".

Se non segue la via dello Spirito, l'uomo e il cristiano, prova "a realizzarsi inseguendo la via del possesso, la logica dell'egoismo, secondo cui l'uomo cerca di accaparrare qui e ora tutto ci che gli va. Non si lascia accompagnare docilmente dove Dio indica, ma persegue la propria rotta. Abbiamo sotto gli occhi - ha sottolineato Papa Francesco - le conseguenze di questo tragico percorso: vorace di cose, l'uomo perde di vista i compagni di viaggio; allora sulle strade del mondo regna una grande indifferenza. Spinto dai propri istinti, diventa schiavo di un consumismo senza freni: allora la voce di Dio viene messa a tacere; allora gli altri, soprattutto se incapaci di camminare sulle loro gambe, come i piccoli e gli anziani, diventano scarti fastidiosi; allora il creato non ha più altro senso se non quello di soddisfare la produzione in funzione dei bisogni".

Il viaggio a Ginevra
Al Suo arrivo, il Papa è stato accolto dal Presidente della Confederazione Svizzera, Alain Berset, con il quale ha successivamente avuto un incontro di circa venti minuti. Erano presenti in aeroporto anche due ex Guardie Svizzere Pontificie in divisa e due bambini, in abito tradizionale, che hanno offerto un omaggio floreale al Papa. Il Papa si  poi recato al Centro ecumenico Wcc a bordo di una utilitaria, una Fiat Tipo.

Lo scopo del "pellegrinaggio ecumenico a Ginevra" in occasione del settantesimo anniversario del Consiglio ecumenico delle Chiese è "specialmente incrementare il dialogo". Lo ha scritto lui stesso al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando tuttavia che nella cittaà della Svizzera intende anche "incontrare la comunità cattolica". "Mi è caro rivolgere a Lei, signor Presidente - si legge el consueto messaggio del Pontefice indirizzato al Capo dello Stato al momento del decollo - il mio deferente saluto, che accompagno con fervidi auspici per il benessere spirituale, civile e sociale cui invio volentieri la mia benedizione". 

Durante il viaggio, parlando con i giornalisti, il Papa ha ribadito che si tratta di "un viaggio verso l'unità. Desiderio di unità", ha ripetuto facendo riferimento al cammino ecumenico al centro di questo suo ventitreesimo viaggio internazionale. "Grazie per il vostro lavoro, per tutto quello che farete per il successo del viaggio " ha aggiunto il Papa rivolto ai giornalisti.

Papa: Cristiani credibili se ascoltano il grido degli ultimi
Il servizio ai poveri (diakonia) è "la via" sulla quale seguire Gesù, "che 'non è venuto per farsi servire, ma per servire'". Lo ha detto il Papa celebrano i 70 anni del Consiglio ecumenico delle Chiese al centro ecumenico di Ginevra. "Il variegato e intenso servizio delle Chiese-membri del Consiglio trova un'espressione emblematica nel Pellegrinaggio di giustizia e di pace".

"La credibilità del Vangelo è messa alla prova dal modo in cui i cristiani rispondono al grido di quanti, in ogni angolo della terra, sono ingiustamente vittime del tragico aumento di un'esclusione che, generando povertà, fomenta i conflitti", ha detto il Papa. "I deboli sono sempre più emarginati, senza pane, lavoro e futuro, mentre i ricchi sono sempre di meno e sempre più ricchi. Sentiamoci interpellati dal pianto di coloro che soffrono, e proviamo compassione, perché 'il programma del cristiano - ha detto Francesco citando Benedetto XVI - è un cuore che vede'. Vediamo ciò che è possibile fare concretamente, piuttosto che scoraggiarci per ciò che non lo è".

"Guardiamo anche a tanti nostri fratelli e sorelle che in varie parti del mondo, specialmente in Medio Oriente, soffrono perché sono cristiani. Stiamo loro vicini. E ricordiamo che il nostro cammino ecumenico è preceduto e accompagnato da un ecumenismo già realizzato, l'ecumenismo del sangue, che ci esorta ad andare avanti. Incoraggiamoci a superare la tentazione di assolutizzare determinati paradigmi culturali e di farci assorbire da interessi di parte. Aiutiamo gli uomini di buona volontà a dare maggior spazio a situazioni e vicende che riguardano tanta parte dell'umanità, ma che occupano un posto troppo marginale nella grande informazione. Non possiamo disinteressarci, e c'è da inquietarsi quando alcuni cristiani si mostrano indifferenti nei confronti di chi è disagiato. Ancora più triste è la convinzione di quanti ritengono i propri benefici puri segni di predilezione divina, anziché chiamata a servire responsabilmente la famiglia umana e a custodire il creato. Sull'amore per il prossimo, per ogni prossimo, il Signore, Buon Samaritano dell'umanità, ci interpellerà. Chiediamoci allora: che cosa possiamo fare insieme? Se un servizio è possibile, perché non progettarlo e compierlo insieme, cominciando a sperimentare una fraternità più intensa nell'esercizio della carità concreta?".

Papa: vita drogata da impegni, chiamate e messaggi
"La vita è diventata tanto complicata. Vorrei dire che oggi per molti è come “drogata”: si corre dal mattino alla sera, tra mille chiamate e messaggi, incapaci di fermarsi davanti ai volti, immersi in una complessità che rende fragili e in una velocità che fomenta l’ansia. S’impone una scelta di vita sobria, libera dalle zavorre superflue". Così Papa Francesco nell'omelia della messa nel Palexpo di Ginevra.
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