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ITALIA

Resterà sotto controllo giudiziario

Parigi, scarcerato ex brigatista italiano Maurizio Di Marzio. Avrà l'obbligo di firma

È stato rimesso in libertà l'ex Br Maurizio Di Marzio, l'ultimo ex terrorista, per cui l'Italia chiede l'estradizione

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L'ex terrorista Maurizio Di Marzio è stato scarcerato dopo essere stato fermato a Parigi a seguito della richiesta di estradizione presentata dall'Italia. Secondo quanto apprende Di Marzio è tornato in libertà con l'obbligo di firma ogni 15 giorni. L'uomo era sfuggito all'operazione di fine aprile "Ombre rosse" della Polizia italiana d'intesa con la polizia francese che portò all'arresto di sette ex terroristi rossi. 

Di Marzio era dagli inizi degli anni Novanta in Francia, grazie alla "dottrina Mitterand". Deve ancora scontare cinque anni e nove mesi di reclusione, su una pena di 14 anni che gli è stata comminata. Il suo nome è legato a diversi atti terroristici e in particolare all'attentato al dirigente dell'Ufficio provinciale del collocamento di Roma, Enzo Retrosi, nel 1981, e al tentato rapimento, nei cosiddetti Anni di piombo, del prefetto Nicola Simone, all'epoca vicecapo della Digos nella Capitale.

"Finalmente è stato assicurato alla giustizia, meglio tardi che mai. Sono riusciti a prenderlo, e con la sua cattura, si chiude il cerchio. Sono contenta, e anche mio marito lo sarebbe, perché così si conclude una vicenda durata 40 anni, anche se per i gravi reati commessi non pagherà mai abbastanza. È stata una delle brutte pagine della storia di questo Paese, di quelle che, al contempo, vanno dimenticate, per la loro ferocia, e ricordate, affinché non accada mai più". Giovanna Zugaro, compagna di vita del prefetto Nicola Simone, morto lo scorso marzo nella Capitale dove risiedeva, commenta così la cattura, avvenuta nelle scorse ore a Parigi, dell'esponente delle Brigate Rosse Maurizio Di Marzio, 61 anni, l'ultimo degli ex terroristi per il quale l'Italia chiedeva l'estradizione. Era scampato al maxi-blitz di fine aprile, quando in Francia sono stati arrestati altri sette ex terroristi, ma ieri la sua latitanza è terminata.  

"Era il giorno dell'Epifania dell''82 - racconta Zugaro - e mio marito era in casa, io no". Erano circa le 15 quando è scattato l'assalto armato. "Hanno suonato alla porta fingendosi postini - ricorda Zugaro -. Mio marito si è insospettito subito: orario strano per i portalettere, e poi durante un festivo. Prima di aprire ha preso la pistola che aveva sempre con sé, una 38 special, e l'ha infilata sotto il pullover che indossava. Quando ha aperto, dopo aver sbirciato nello spioncino, si è trovato un uomo di fronte e, con la coda dell'occhio, ha visto altri che arrivavano, su per le scale. Dovevano sequestrarlo, perché era conosciuto, anche ai giornalisti, dato che in Polizia si occupava di relazioni con la stampa, e portarlo a Marino, dove era già stata predisposta una prigione e lì processarlo e condannarlo". Invece, su quel pianerottolo, è nato un sanguinoso conflitto a fuoco.

Nicola Simone è stato dirigente della Polizia di Stato fino al 2003 quando è stato nominato prefetto dal Consiglio dei ministri. È stato il primo direttore Interpol Italia e il primo a dirigere il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato ed è stato capo della missione interforze in Albania a fine anni Novanta. È stato lui ad addestrare la polizia albanese secondo gli standard italiani e a bloccare i gommoni che partivano dall'Albania verso le coste adriatiche pieni di clandestini. È morto lo scorso 17 marzo ad 81 anni.
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