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SCIENZA

Parmitano: “Con la Crew Dragon un nuovo inizio"

Stasera alle 22.33 ora italiana lo storico lancio da Cape Canaveral della navetta di SpaceX. Si tratta del primo lancio in orbita di astronauti dagli USA dai tempi dello Shuttle e della prima volta che una missione simile viene affidata a una compagnia privata. Ne abbiamo parlato con l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea, ex comandante della Stazione Spaziale Internazionale

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di Andrea Bettini

Con il lancio della Crew Dragon possiamo dire che si sta aprendo una nuova era per la Stazione Spaziale Internazionale?

Secondo me sì e alla NASA questo lancio è molto atteso. L'atmosfera era già festosa quando un anno e mezzo fa la prima navetta Dragon senza equipaggio arrivò a bordo. Si sentì davvero un'aria di festa, di rinnovamento. Questa partenza da suolo americano con una navetta americana è sicuramente un nuovo inizio perché da questo momento in poi ci sarà la possibilità di incrementare il numero di astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e quindi di sfruttarla a pieno dal punto di vista della scienza.


Che cosa potrebbe cambiare nell'attività a bordo?

Sicuramente la parte più importante sarà l'incremento delle attività a bordo. Più personale significa più capacità di manutenzione. Vuol dire lasciare più tempo per fare attività scientifica, che è il core business del programma della Stazione Spaziale Internazionale. Significa anche poter inviare più astronauti nei prossimi anni a bordo della ISS. Sappiamo già che anche noi astronauti europei avremo delle possibilità di volare su queste nuove navette.


Lei è stato comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Come saranno i rapporti con gli equipaggi commerciali?

Questo non è stato ancora del tutto definito perché non abbiamo ancora di fatto una differenziazione fra un astronauta professionista e un astronauta, fra virgolette, commerciale. Tutto dipenderà dal tipo di addestramento ricevuto. Di fatto questo è un po' in linea con quello che succedeva con l'equipaggio dello Space Shuttle quando arrivava a bordo della ISS. Il comandante chiaramente fa affidamento sull'equipaggio permanente a bordo, sugli astronauti che sono lì per una missione di lunga durata, per gestire la Stazione e tutti le parti di attività contingente o di emergenza. Posso immaginare che in futuro gli equipaggi di astronauti professionisti che vivranno a bordo per missioni di lunga durata avranno il controllo della Stazione mentre equipaggi che non sono addestrati per tutte le situazioni a bordo della ISS avranno il loro lavoro ben delineato e una scaletta molto densa, però per quanto riguarda la gestione della Stazione verranno considerati un po' come degli ospiti.


Ha mai visto la Crew Dragon da vicino?

L'ho vista a Hawthorne, in California, quando era ancora in costruzione e poi ho visto i simulatori qui a Houston. È una navetta molto diversa concettualmente rispetto alla Soyuz, che è stata modernizzata adattando la strumentazione recente a un design ormai vecchio di 40 anni. La Crew Dragon è nata da zero negli ultimi anni quindi chiaramente nasce implementando già le tecnologie disponibili nell'ultimo decennio.



Non è l'unica navetta nuova in arrivo: ci sono la Starliner di Boeing, la Orion. Sta arrivando un'intera nuova generazione di astronavi.

È quello che speriamo. Stiamo parlando di destinazioni diverse. Starliner dopo il mancato attracco del dicembre scorso quando fra l'altro ero proprio comandante della Stazione, ritenterà una missione più complessa di quella effettuata proprio alla fine di quest'anno. Questo consente di prevedere un equipaggio a bordo della Stazione con Starliner all'inizio dell'anno prossimo.

Per quanto riguarda Orion, è una navetta completamente diversa rispetto alle due di cui abbiamo parlato. È più grande, pensata per missioni di durata più lunga e anche più ambiziose: stiamo parlando già di un ritorno verso la Luna e anche eventualmente, in futuro, di un allunaggio. Proprio di recente abbiamo sentito parlare di tre aziende che sono state selezionate per proporre un sistema di allunaggio. Attendiamo con speranza ma anche con eccitazione che venga scelto un modello per vedere quale sarà il modo in cui torneremo sulla Luna in questa decade.
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