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ECONOMIA

Landini: "Sistema non può essere solo contributivo"

Pensioni, i sindacati chiedono una riforma: "Cambiare adesso"

"La riforma Monti-Fornero compie 10 anni e rende evidente la necessità di intervenire" ha detto il segretario generale della Cgil. "La legge Fornero non guarda in faccia le diverse esigenze e situazioni, un errore drammatico che abbiamo pagato in questi anni", ha ribadito il segretario Uil Bombardieri. Sbarra: "Le pensioni non sono un lusso, bisogna fare presto". E "alle mamme riconoscere 12 mesi per figlio"

Il sistema previdenziale non può essere solamente contributivo: "Deve avere al suo interno sistemi di solidarietà". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ricordando che un sistema puramente contributivo "non esiste al mondo se non in Cile".  Intervenendo all'iniziativa con Cisl e Uil "Cambiare le pensioni adesso", Landini ha sostenuto che occorre riconoscere le differenza tra i lavori, la situazione delle donne e dei giovani con occupazioni precarie e discontinue.

"Se non si modifica la legge Fornero, progressivamente l'età media" di uscita salirà oltre i 67 anni e un giovane di oggi "rischia di andare in pensione a 70 anni" ha ricordato Landini. Inoltre, ha detto, "fare regole uguali per tutti quando i lavori non sono uguali per tutti è una ingiustizia".

Il tema delle pensioni "non è più rinviabile. La riforma Monti-Fornero compie 10 anni e rende evidente la necessità di intervenire. Più che una riforma è stato un taglio chiesto dall'Europa", con un intervento"drastico". Ora serve "una vera riforma del sistema pensionistico". ha aggiunto.  "Riforme a pezzettini non esistono.  Al governo chiediamo di aprire un confronto per una riforma complessiva del sistema pensionistico. Ci aspettiamo si apra questo confronto a 360gradi, è evidente che chiediamo di avere risposte e se non ci saranno o dovessero essere negative, dobbiamo anche valutare unitariamente quali iniziative mettiamo in campo per sostenere le proposte e farle vivere nel Paese", ha ribadito.

Landini: a 62 anni a prescindere da contributi
La Cgil ritiene che si debba poter andare in pensione a 62 anni a prescindere dai contribuiti, quindi con condizioni più favorevoli di quelle di Quota 100 (che prevede anche il requisito contributivo di 38 anni, ndr). "Proponiamo - ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini in una intervista a Metropolis, podcast di Repubblica secondo quanto riporta una nota della trasmissione, la pensione a 62 anni. A questa età una persona può decidere di andare in pensione a prescindere dai contributi". "Ma anche quando un lavoratore arriva a 41 anni di contributi, a prescindere dall'età, ha detto Landini - può andare in pensione. Pensiamo anche alla pensione di garanzia peri giovani".

Bombardieri; "Ora sostenibilità economica e sociale"
"Abbiamo in mente un modello di sviluppo basato su valori e principi fondamentali, partendo dal rispetto della vita e delle persone" e "va promossa la sostenibilità sociale accanto a quella economica". Lo ha sottolineato il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, chiudendo l'iniziativa di Cgil, Cisl e Uil per chiedere di "cambiare le pensioni adesso" e prevedere più flessibilità in uscita.   "La sostenibilità economica della legge Fornero non guarda in faccia le diverse esigenze e situazioni, un errore drammatico che abbiamo pagato in questi anni", ha detto Bombardieri. Che è tornato a puntare il dito anche sulla necessità di separare previdenza e assistenza: "Il sistema previdenziale italiano sconta uno storico, grossolano errore: le risorse per assistenza e previdenza non sono separate. È assurdo. Ora finalmente c'è una commissione al lavoro proprio su questo".

Sbarra: "Le pensioni non sono un lusso, bisogna fare presto"
"Abbiamo apprezzato l'apertura del ministro del Lavoro nel voler attivare un tavolo di confronto,diciamo di fare presto. Le pensioni non sono un lusso, sono un giusto riconoscimento dopo una vita di lavoro". Così il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, nel suo intervento d'apertura. "Pensare che dopo la fine di Quota 100 sia possibile tornare senza colpo ferire al modello Monti-Fornero con un salto anagrafico che per molti sarebbe di 5 anni significa non essere sintonizzati sulla realtà del Paese, sulla vita reale delle persone", ha detto.

"Secondo noi sarebbe necessario almeno un  ulteriore intervento dedicato alle donne con figli: il riconoscimento  di 12 mesi per figlio per anticipare l'età della pensione oppure a  scelta della lavoratrice incrementare il coefficiente di calcolo della pensione" ha inoltre aggiunto Sbarra.