Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Pescatori-bloccati-in-Libia-corpi-speciali-Se-necessario-si-53d67a71-e9ff-43c9-b226-39e1127b859b.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Le parole forti del Vescovo Mogavero

Pescatori bloccati in Libia: Vescovo Mogavero "Corpi speciali? Se necessario sì"

Una protesta ad oltranza quella dei familiari dei 18 pescatori di Mazara del Vallo bloccati in Libia dal febbraio scorso. Dalla piazza della città sono pronti a tornare davanti Montecitorio

Condividi
“Un intervento con i corpi speciali? Se è necessario, sì". È la provocazione del Vescovo Monsignor Domenico Mogavero per chiedere la liberazione dei 18 pescatori bloccati in Libia.

Una provocazione ripresa subito dai familiari. "Il nostro Vescovo ha usato dei toni forti perchè ormai siamo in una situazione surreale - spiega Cristina Amabilino, una delle mogli dei marittimi detenuti - nessuno riesce ad avere impatto sulla liberazione dei 18 pescatori.

"Noi abbiamo – conclude  Cristina- solo  il potere di manifestare e protestare tutti i giorni, noi non lasciamo la mano dei nostri pescatori”. I 18 uomini si trovano nel carcere-caserma di El Kuefia, a 15 km da Bengasi.
 
Nella centralissima piazza Mokarta, di Mazara, i familiari manifestano e si radunano intorno allo striscione simbolo in cui campeggia la scritta “Liberate i Pescatori di Mazara del Vallo”.

Nei giorni scorsi raccontano i familiari, l'intelligence italiana avrebbe incontrato le milizie di Haftar e dai tracciati aerei sarebbe emerso un flusso di viaggi con partenza da Bengasi, direzione Roma. "Una trattativa – ha detto Cristina Amabilino, moglie di un pescatore- non si può concludere sulla pelle di 18 esseri umani, non è possibile, che il governo si sbrighi, se li riconsegnano domani, per noi sarà immediatamente Natale".

“Oggi per tutti è festa - ha concluso Cristina Amabilino- ma per noi c'è grande tristezza".Cristina Amabilino con i suoi tre figli è pronta per tornare a manifestare a Piazza Montecitorio, con lei altri familiari che dicono faranno un presidio permanente. "Noi speriamo che non sia necessario - aggiunge Marika Calandrino, moglie di uno dei 18 pescatori - ma temiamo di dover partire".

La dichiarazione della Ue
Se i nostri partner ci chiedono qualcosa, abbiamo l'abitudine di lavorare con discrezione". Così -Peter Stano, portavoce della Commissione Europea per gli Affari Esteri,
risponde, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, alla domanda se l'Italia abbia chiesto all'esecutivo Ue un aiuto nella vicenda dei 18 pescatori siciliani in Libia oramai da circa
cento giorni. "Non commentiamo - continua il portavoce - sul fatto che l'Italia ci abbia chiesto o meno di intervenire, perché è una cosa che è strettamente nella competenza" dello Stato nazionale, e non dell'Ue. E' meglio dunque "chiedere alle autorità italiane". Il Seae "in linea generale,è sempre pronto a intervenire" se uno Stato membro lo richiede, conclude Stano.
 
Condividi