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ITALIA

Il caso

Pescatori in Libia. Armatore peschereccio, “Fermi al primo settembre, silenzio da governo”

Sono 18 i marittimi bloccati in Libia dallo scorso primo settembre, dopo essere stati fermati dalle autorità libiche

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"Sembra di essere fermi al primo settembre. Sono trascorsi cento  giorni e non abbiamo ancora notizie dei nostri pescatori. Dal Governo, dalla Farnesina non ci fanno sapere niente”. Si sfoga nell’intervista all’Adn,  Marco Marrone, armatore del  peschereccio Medinea, che con l'altra imbarcazione, Antartide, è stato sequestrato dalle autorità libiche. A bordo 18 pescatori. “ Non ci danno alcuna  speranza che per Natale i pescatori possano trascorrere le feste con i loro cari. Le notizie sono sempre uguali – prosegue l’armatore- a parte la telefonata dell'11 novembre con i familiari dei pescatori italiani". Il governo dice Marrone, “sta lavorando sottotraccia perché sono cose delicate e conviene usare un profilo basso”. “Intanto- conclude Marrone-  sembra che non si muova niente".
 
Le storie intrecciate
"Stiamo facendo tutto il possibile per  cercare di capire se c'è una strada" per il caso degli equipaggi dei  pescherecci italiani bloccati in Libia da quasi 100 giorni. E' "una  situazione complessa" e "non di facile soluzione". Lo dice ad Aki -  Adnkronos International l'avvocato Michele Andreano, incaricato  dall'ambasciata libica a Roma di seguire il ricorso in Cassazione dei  quattro libici partiti nel 2015 da Bengasi sognando il mondo del  pallone e condannati in Italia come assassini e trafficanti di  migranti. La loro storia si intreccia da settimane con quella degli  equipaggi dei pescherecci italiani. Per i giovani libici, conferma il  noto penalista romano, "aspettiamo che la Cassazione fissi l'udienza".

Le proteste
Intanto Cristina Amabilino moglie di uno dei pescatori domenica partirà insieme ai suoi 3 figli, per protestare a Roma. "Per noi non sarà Natale. Lo passeremo in piazza a Montecitorio. I nostri uomini – dice Cristina - non possono urlare e a noi tocca essere la loro voce,  perché i riflettori su questa vicenda non si spegnano”
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