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ITALIA

Centro di aggregazione giovanile "Spazio4.0"

Piacenza, veto del Comune su spettacolo con drag queen

La decisione è stata motivata dal fatto che l'esibizione non sarebbe coerente con la missione educativa di un centro giovanile

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Il Comune di Piacenza mette il veto su uno spettacolo di drag queen in programma in un centro di aggregazione giovanile della città e a Piacenza scoppia la polemica. 

"Non è educativo" secondo l'assessore alle Politiche giovanili Luca Zandonella (Lega), ma l'Arcigay locale non ci sta e annuncia che, anche se non autorizzate e senza esibirsi, le drag queen saranno comunque presenti, criticando nel contempo quella che viene definita una "censura da parte della giunta".

Lo spettacolo, nell'ambito di una festa organizzata a Spazio4.0, doveva chiamarsi "La prima volta fu rivolta" ed era dedicato alle tematiche Lgbt. Ma già lunedì gli uffici dell'assessorato alle Politiche giovanili hanno comunicato il divieto, prima informalmente con una e-mail al gestore della struttura, la Cooperativa L'Arco, seguita poi da una Pec ufficiale. Nel documento si rileva che "la manifestazione si tiene all'interno di un centro di aggregazione comunale, con una generale finalità educativa nei confronti dei frequentanti e della comunità" e che "non si ravvisa la coerenza dello spettacolo in questione con le finalità del centro e del servizio a voi affidato". Concetto ribadito ieri dallo stesso assessore Zandonella secondo il quale "l'iniziativa non è coerente con le finalità dello spazio comunale". 

Una decisione che ha scatenato le reazioni non solo delle minoranze in consiglio comunale ma anche dei gestori di Spazio4.0, la coop L'Arco, che attraverso il presidente Stefano Sandalo giudica invece "educativo, in una società inevitabilmente sempre più complessa e diversificata, conoscere e capire le diversità e lavorare per una civile convivenza delle diverse visioni del mondo, il tutto naturalmente senza trascendere nella volgarità e nell'offesa. Riteniamo diseducativo trasmettere l'idea che una visione del mondo possa prevaricare le altre, imponendo una omologazione che si traduce di fatto nel rifiuto di convivere con culture e persone diverse". 

Gli organizzatori dello spettacolo spiegano che obbediranno all'ordine del Comune "per evitare di esporre a gravi conseguenze la cooperativa che gestisce Spazio 4.0" ma nello stesso tempo annunciano che le drag queen "saranno comunque presenti per prendere parte all'iniziativa", una sorta di protesta silenziosa.

"L'incredulità e il rammarico sono davvero forti - spiegano i responsabili dell'Arcigay Lambda Piacenza - per questa ingiustificata censura da parte della giunta comunale verso uno spettacolo che era parte della serata di beneficenza organizzata per ricordare l'inizio della lotta contro le discriminazioni, cioè i moti di Stonewall a New York nel 1969. Un'esibizione ironica quanto popolare, che ha già raggiunto più di 180 prenotazioni. Sarebbe stato uno spettacolo per i piacentini per fare cultura divertendosi". E concludono amaramente: "Certamente non è questa la Piacenza che vogliamo. Quella che sogniamo è una città aperta, inclusiva e ricca di colori. Che prosperi arricchendosi delle differenze, non sopprimendole".
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