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MONDO

Netanyahu: ci vorrà ancora tempo, ma ce la faremo

Ancora pesanti raid su Gaza e razzi su Israele. Onu per un cessate il fuoco immediato

Israele all'Onu: conflitto premeditato da Hamas. Ministro Esteri palestinese al Malki: "Da Israele crimini di guerra e contro umanità". Si muove anche la diplomazia dell'Europa perché si trovi una soluzione che fermi il conflitto. Borrell convoca per martedì un "vertice straordinario" dei ministri degli Esteri Ue. Bombardati 15 chilometri di tunel di Hamas

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L'esercito israeliano ha sferrato decine di attacchi nella Striscia di Gaza nelle scorse ore. Lo hanno riferito all'agenzia Afp testimoni nell'enclave palestinese, dove gruppi armati hanno lanciato razzi contro Israele. Decine di missili sono caduti in diversi punti dell'enclave. I raid dei caccia hanno 'martellato' l'area di Khan Younis nella Striscia di Gaza meridionale ma anche Gaza City e i territori più a Nord. In serata le forze di difesa israeliane hanno fatto sapere di aver attaccato anche un complesso dell'intelligence militare di Hamas nell'enclave, dopo che alcuni razzi erano stati sparati dalla Striscia su Beersheeva, senza provocare danni.


Nella notte l'esercito israeliano ha colpito 15 chilometri della rete dei tunnel, detta 'Metro', di Hamas nel nord della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui in particolare sono stati centrati i passaggi tra i vari tunnel, definiti la 'Linea C' della rete.   Nel complesso gli attacchi sono stati circa 35 in un periodo di 20 minuti. "L'attacco - ha aggiunto il portavoce - ha fatto parte di una più larga operazione dell'esercito per colpire in maniera significativa il sistema sotterraneo terroristico".

Ieri riunione pubblica del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. All'incontro hanno partecipato il segretario generale Antonio Guterres, il coordinatore speciale delle Nazioni unite per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland, il ministro degli Esteri palestinese Riad al Malki, mentre per gli Usa l'ambasciatrice al Palazzo di vetro, Linda Thomas-Greenfield.

Nemmeno questa volta il Consiglio è stato in grado di concordare una dichiarazione pubblica (che deve essere adottata per consenso). La Cina, presidente di turno, ha accusato gli Usa di bloccare un appello dei quindici per allentare le tensioni a Gaza, e il ministro degli Esteri di Pechino Wang Yi ha detto che gli Stati Uniti hanno bloccato una bozza del Consiglio per chiedere la cessazione delle ostilità.

Onu: Cina, Norvegia e Tunisia per tregua
Cina, Norvegia e Tunisia sono "profondamente preoccupate" per il conflitto tra Hamas e Israele e "il crescente numero di vittime civili" e chiedono "un'immediata fine delle ostilità, il pieno rispetto del diritto internazionale" e la tutela "soprattutto dei bambini". Il comunicato è stato diffuso dal governo di Oslo a margine della riunione del Consiglio di Sicurezza che non è riuscito a raggiungere una posizione  comune. La maggioranza dei Paesi e delle potenze chiedeva infatti la fine immediata delle ostilità, ma il solido appoggio degli Stati Uniti a Israele ha impedito di raggiungere l'unità. 

Guterres: Onu per cessate il fuoco immediato
"Quest'ultimo ciclo di violenza perpetua i cicli di morte, distruzione e disperazione e spinge più lontano ogni speranza di coesistenza e pace. L'Onu sta attivamente coinvolgendo tutte le parti verso un cessate il fuoco immediato", ha detto il segretario generale Antonio Guterres alla riunione del consiglio di sicurezza, definendo le attuali ostilità "assolutamente spaventose".

"I combattimenti devono fermarsi immediatamente. Razzi e mortai da una parte, bombardamenti aerei e di artiglieria dall'altra devono cessare - ha sottolineato - mi appello a tutte le parti affinché prestino attenzione a questa richiesta". 

Guterres, aprendo il Consiglio di Sicurezza sul Medioriente, ha definito la distruzione degli uffici dei media a Gaza da parte di Israele "estremamente preoccupante", sottolineando che "ai giornalisti deve essere consentito di lavorare senza paura e intimidazioni".

"Dal 10 maggio Hamas e altri militanti hanno lanciato oltre 2900 razzi in Israele con 9 morti e 250 feriti. Le forze di difesa israeliane hanno lanciato oltre 950 attacchi a Gaza, uccidendo più di 100 agenti, 181 palestinesi, inclusi 52 bambini, e ferito 1200 persone", ha detto il norvegese Tor Wennesland, coordinatore speciale Onu per il processo di pace in Medio Oriente, alla riunione del consiglio di sicurezza.

Tor Wennesland, dopo aver riassunto i fatti sul terreno ed enumerato le statistiche sulle vittime, ha lanciato un appello alla tregua: "Le ostilità devono cessare,serve un immediato cessate il fuoco", ha detto. "La comunità internazionale deve agire ora", ha aggiunto, "va trovata una soluzione diplomatica".

Usa a Onu: "Attuale ciclo di violenza deve finire"
"Il prezzo umano di quest'ultima settimana è stato devastante, l'attuale ciclo di violenza deve finire". Lo ha detto l'ambasciatrice americana all'Onu, Linda Thomas-Greenfield, durante la riunione del Consiglio di sicurezza, sottolineando che Washington sta "lavorando instancabilmente attraverso i canali diplomatici" per la fine delle ostilità tra israeliani e palestinesi.

Ministro Esteri palestinese Al Malki all'Onu: da Israele crimini di guerra e contro umanità
"Non ci sono parole che possono descrivere gli orrori che la nostra gente sta sopportando", ha detto il ministro degli Esteri palestinese Riad Al Malki durante la riunione del Consiglio di Sicurezza Onu, descrivendo nei dettagli le morti di civili e bambini palestinesi in seguito agli attacchi aerei di Israele. "Israele sta commettendo crimini di guerra e crimini contro l'umanità - ha aggiunto -, alcuni non vogliono usare queste parole, ma sanno che sono vere"

"Ricordatevi che ogni volta che Israele sente un leader straniero parlare del suo diritto di difendersi, è ulteriormente incoraggiato a continuare ad uccidere intere famiglie nel sonno", ha detto Al Malki. "Quanti civili palestinesi uccisi sono abbastanza per avere una condanna? Qual è la soglia per l'indignazione?".  "Israele continua a dirvi 'mettetevi nei nostri panni'. Ma Israele non indossa scarpe, indossa stivali militari. È una potenza occupante, e una potenza nucleare", ha aggiunto.

"La nostra gente non si arrenderà o dimenticherà i propri diritti, la libertà della Palestina è la sola via per la pace. E visto che la pace è responsabilità di questo Consiglio aiutateci a raggiungere la libertà della Palestina", ha detto  il ministro degli Esteri palestinese. 

Israele a Onu: il conflitto è stato 'premeditato' da Hamas
L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti e presso l'Onu, Gilad Erdan, ha accusato il movimento palestinese di Hamas di avere "premeditato" una guerra con Israele con l'obiettivo di conquistare il potere in Cisgiordania.  

"Hamas ha scelto di enfatizzare le tensioni, usate come pretesto, per cominciare questa guerra" con Israele, ha detto il diplomatico che ha evocato una manipolazione palestinese. Secondo il rappresentante dello Stato ebraico a New York, non ci sono giustificazioni per il "lancio alla cieca di razzi contro i civili". Inoltre, i Palestinesi "usano scudi umani" aumentando il numero delle vittime civili. Per queste ragioni, ha chiesto la condanna dell'Onu per i lanci di razzi e ha detto che Israele "non aveva altra scelta" che rispondere agli attacchi per farli cessare. 

"Questo è un attacco massiccio non provocato per le loro manovre politiche", ha aggiunto: "Ogni tentativo di paragonare Hamas e Israele è sbagliato. Hamas prende di mira i civili, Israele il terrorismo". "Cosa fareste se migliaia di razzi venissero sparati nel vostro paese, nelle vostre case?", ha detto ancora Erdan, sottolineando che "Israele rimane impegnato per lo status quo", ma "non c'è mai giustificazione per il terrore".  

"Israele ha cara la libertà religiosa e rimane impegnata per lo status quo e la libertà di culto per tutti" e "continuerà ad appoggiare il diritto di tutti i fedeli di praticare la propria religione in libertà e sicurezza a Gerusalemme. A differenza di Hamas, che non ha fatto altro che cercare di istigare alla violenza, Israele ha compiuto tutti i passi possibili per arrivare alla de-escalation delle tensioni a Gerusalemme". Così Gilad Erdan, ricordando anche il passo "mai compiuto prima e impensabile di proibire agli ebrei di fare accesso al Monte del Tempio" (anche chiamata Spiana delle Moschee) "nel giorno della festività di Shavuot".

Cina invita le parti a Pechino per negoziare
Il ministro degli esteri cinese Wang Yi ha invitato nel suo paese palestinesi e israeliani per riprendere i negoziati. Lo ha detto nel corso della riunione del Consiglio di sicurezza Onu, affermando che il dragone accoglierebbe favorevolmente dei colloqui tra rappresentanti israeliani e palestinesi. 

L'ipotesi tregua per il rifornimento di carburante a Gaza
Le Nazioni Unite, l'Egitto e il Qatar starebbero negoziando una breve tregua tra israeliani e palestinesi per permettere a Gaza di rifornirsi del carburante, necessario a non rimanere senza elettricità al massimo da domani. Lo hanno riferito due diplomatici occidentali citati dal Financial Times.Secondo il quotidiano britannico, che cita un consigliere di governo, Israele sta valutando l'offerta di Hamas di una tregua "di lungo termine".

L'esercito vuole che l'organizzazione islamista consegni i corpi di due soldati uccisi; sul piatto, stando alla fonte, vi è anche il destino di due civili israeliani detenuti a Gaza. 

Media: gabinetto di sicurezza non ha discusso tregua
Nella riunione del gabinetto di sicurezza del governo israeliano non è stato discusso un cessate il fuoco con Hamas. Lo riferiscono i media israeliani citando una fonte diplomatica anonima. La notizia non è stata confermata da fonti ufficiali. 

Ue, Borrell: "Martedì consiglio straordinario Affari esteri"
Alla luce dell'escalation in corso tra Israele e Palestina e l'inaccettabile numero di morti civili, convocherò un consiglio straordinario dei ministri degli Esteri della Ue in videoconferenza, martedì", ha annunciato l'Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, su Twitter. "Coordineremo e discuteremo come la Ue possa contribuire al meglio a mettere fine all'attuale violenza", ha aggiunto Borrell.

Scontri vicino a Ramallah, in Cisgiordania
Sono in corso scontri fra le truppe israeliane e i palestinesi vicino a Ramallah, in Cisgiordania. Lo riferisce 'The Times of Israel' aggiungendo che alcuni razzi continuano a colpire il sud d'Israele.

Gerusalemme, auto contro israeliani a Sheikh Jarrah
Israeliani sono stati travolti da un'automobile guidata da un palestinese nel rione di Sheikh Jarrah a Gerusalemme est. Lo ha detto la polizia. Sarebbero sei gli israeliani feriti. Secondo i media l'aggressore palestinese è stato "neutralizzato" e ci sono almeno sei feriti. Sheikh Jarrah è il quartiere dove nelle ultime settimane ci sono stati violenti scontri con la polizia per lo sfatto di alcune famiglie palestinesi. 

Nuovo intenso lancio di razzi da Gaza verso il sud del Paese 
Prosegue anche oggi  intenso il lancio di razzi da Gaza verso Israele. Non solo nelle comunità israeliane attorno alla Striscia ma ora anche a Beer Sheva all'inizio del Negev. Questo pomeriggio, uno dei razzi ha centrato un veicolo ad Ashkelon - una delle città più bersagliate negli ultimi giorni insieme ad Ashdod - causando anche danni agli edifici vicini. Questi ultimi lanci non hanno causato feriti.

Nuovo bilancio, 197 vittime
Il ministero della Salute dei Territori palestinesi, in serata, aggiorna a 197 il totale dei morti a Gaza dall'inizio dei nuovi scontri con Israele. Il totale include 58 minori e bambini e 34 donne. I feriti sono per ora 1.235.

L'esercito di Israele (Idf) comunica che da Gaza sono stati sparati verso Israele 3.100 razzi. Il calcolo parte dall'inizio dell'Operazione guardiano delle Mura. Di questi, circa 450 hanno fallito e sono caduti nel territorio palestinese. Il sistema Iron Dome ha intercettato circa 1.210 razzi. 

L'esercito israeliano ha reso noto di avere colpito  l'abitazione del capo dell'ufficio politico di Hamas nella Striscia di Gaza, Yahya Sinwar. L'esercito "ha attaccato le case di Yahya Sinwar e di suo fratello Muhammd, un attivista terrorista", ha scritto l'esercito su Twitter, dove ha pubblicato un video che mostra una casa distrutta. L'esercito non ha specificato se al momento dell'attacco Sinwar si trovasse in casa. "Entrambi gli edifici - ha specificato l'esercito - erano utilizzati come infrastrutture militari da parte dell'organizzazione terroristica di Hamas".

Il bombardamento israeliano su Gaza City ha sfiorato l'edificio che ospita l'Agenzia dell'Onu per i Rifugiati Palestinesi (Unrwa). Lo riporta il direttore dell'ente Matthias Schmale in un tweet, "dio aiuti il popolo di #gaza - scrive in un post. 

Netanyahu: "Avanti con forza"
La campagna militare prosegue "a piena forza" e "richiederà tempo", ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando in tv. Israele vuole far pagare "un prezzo pesante" ad Hamas, ha aggiunto il premier, affiancato dal ministro della Difesa e rivale politico, Benny Gantz, in una dimostrazione di unità.

La distruzione dell'edificio che ospitava Ap e Al Jazeera
Ieri Israele ha distrutto un edificio di 12 piani a Gaza City che ospitava l'Associated Press e Al Jazeera. L'esercito israeliano ha detto che l'edificio di al-Jala era un obiettivo militare legittimo, contenente gli uffici militari di Hamas, e che aveva avvisato i civili di uscire dall'edificio prima dell'attacco. L'AP ha condannato l'attacco e ha chiesto a Israele di fornire le prove: "Non abbiamo avuto alcuna indicazione che Hamas fosse nell'edificio o che fosse attivo nell'edificio", ha dichiarato la testata giornalistica. In quella che è stata definita una rappresaglia per la distruzione da parte di Israele dell'edificio Theal-Jala, Hamas ha lanciato razzi contro Tel Aviv e le città nel sud di Israele.

Netanyahu: "Usa erano informati"
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che il palazzo dei media abbattuto ieri a Gaza era un "obiettivo perfettamente legittimo", e che le autorità israeliane avevano informato gli Usa sul fatto che venisse usato dagli apparati di intelligence di Hamas. In un'intervista alla Cb, Netanyahu ha detto che nell'edificio, sede degli uffici di Associated Press e di Al Jazeera, vi era anche "un ufficio dell'intelligence dell'organizzazione terroristica palestinese che ordisce e organizza attacchi terroristici contro civili israeliani".

Di Maio: Ue prenda posizione unitaria su Medio Oriente
"Devono cessare le violenze e tutti gli attacchi tra Israele e Palestina. I lanci di razzi vanno bloccati, sono inaccettabili. Troppi innocenti stanno perdendola vita, vittime di un conflitto che va fermato immediatamente". Lo ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ricordando che "martedì, anche su sollecitazione dell'Italia, è stato convocato un Consiglio Affari Esteri dell'Unione Europea straordinario".  "L'Ue - ha sottolineato Di Maio - deve prendere una posizione chiara e unitaria e lavorare per spingere le partiva sedersi al tavolo dei negoziati. Agiamo velocemente e in maniera sinergica".

Mercoledì informativa di Di Maio al Parlamento
Mercoledì, secondo quanto si apprende, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sarà in Parlamento per un'informativa sulla situazione in Medioriente e nel Mediterraneo. Il titolare della Farnesina sarà alle 15.45 alla Camera e alle 18.30 in Senato.

Riad convoca riunione Organizzazione cooperazione islamica
L'Arabia Saudita ha convocato per oggi una riunione dei ministri degli Esteri dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic), "per discutere l'aggressione israeliana contro i palestinesi". Lo riporta Al-Arabiya, rilanciando un comunicato della stessa Oic. L'Organizzazione della cooperazione islamica è il vasto organismo che riunisce 57 nazioni a maggioranza musulmana, tra cui Iran, Turchia e Indonesia. 

L'appello dei rabbini: "Non andate al muro del pianto"
Malgrado la solennità di shavuot (che celebra la consegna della tavole della legge a mose') nessun ebreo ortodosso si è presentato oggi al muro del pianto. Con una decisione, che ha destato stupore e frustrazione negli ambienti religiosi di Gerusalemme, i due rabbini più autorevoli del mondo ortodosso in Israele, Haim Kaniewski e Gershon Edelstein hanno concordato che era necessario rinunciare all'evento. In parallelo anche il premier Benyamin Netanyahu ha cercato di riportare la calma in città vietando, con un provvedimento difficile ed impopolare, l'ingresso di ebrei nel Monte del Tempio, ossia nella Spianata delle Moschee che sovrasta il muro del pianto. 

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