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EUROPA

I drammi della storia

Polonia, inaugurato primo Memoriale dei deportati in Siberia

Ospite a  Białystok la nipote di Croce, Marta Herling

Andrzej Duda, immagine di repertorio (Ansa)
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Con i rintocchi della campana è stato inaugurato oggi a Białystok, nell'est della Polonia, il primo Memoriale delle deportazioni in Siberia per ricordare le drammatiche storie della gente costretta a lasciare le proprie case a causa del patto Molotov-Ribbentrop tra l'Urss staliniana e la Germania nazista del 1939, con il quale la Polonia è stata occupata per diversi anni dai due Paesi confinanti.

"Esprimo massimo rispetto per tutti i coloro che hanno sofferto a causa dell'esilio forzato e per quelli che non sono sopravvissuti", ha detto il capo dello Stato Andrzej Duda, presente alla cerimonia, insieme al predecessore, l'ex presidente Bronisław Komorowski, e al sindaco del luogo, Tadeusz Truskolaski, che dieci anni fa ha avviato la costruzione del museo.

Fra gli ospiti d'onore, è giunta da Napoli Marta Herling, dell'Istituto italiano per gli studi storici, nipote di Benedetto Croce e figlia dello scrittore polacco Gustav Herling-Grudzinski, che scrisse le sue memorie dalla Siberia nel libro "Il mondo a parte". Memorie "ritenute scomode" nel Dopoguerra dagli editori occidentali e conosciute dal pubblico più vasto, anche italiano, solo dall'inizio degli anni Novanta.

Marta Herling ha ricordato che proprio a Białystok ci fu la prima sosta del treno che portava suo padre verso il Gulag. Un viaggio che di solito durava 4-6 settimane e che toccò a circa
330 mila persone, 40 mila delle quali non sono più  tornate. Il nuovo Memoriale  è  situato in uno degli edifici militari prebellici direttamente adiacente al binario ferroviario - dal forte valore simbolico - dal quale nel 1940-1941 e nel 1944 i sovietici caricarono su carri bestiame i deportati in Siberia.

Sempre dallo stesso edificio, nel 1943, i tedeschi deportarono gli ebrei dal ghetto di Białystok al campo di concentramento di Treblinka.
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