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ITALIA

Il delitto di Fermo

Emmanuel scampato a Boko Haram e ucciso da un ultrà perchè difendeva la compagna da insulti razzisti

Il ministro dell'Interno Alfano a Fermo per presiedere il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il Sindaco: "Sprofondato in un incubo"

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Suscita sgomento e indignazione la morte di Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo nigeriano di 36 anni, finito in coma e poi morto dopo essere stato picchiato da un ultra' della Fermana che ieri aveva aggredito, prima verbalmente parlando di "scimmie africane", poi strattonandola, la sua compagna di 24 anni, nel centro di Fermo.

Don Vinicio Albanesi, che dava accoglienza ai due migranti nel seminario vescovile, e che dopo la morte dell'immigrato ha ricevuto una telefonata di solidarieta' da Matteo Renzi, parla di una "provocazione a freddo" proveniente dallo stesso "giro delle bombe davanti alle chiese di Fermo". Sono state quattro le chiese della Diocesi prese di mira da ignoti attentatori che hanno piazzato ordigni esplosivi artigianali tra febbraio e maggio scorsi. I parroci sono tutti impegnati nel sociale e nell'assistenza a emarginati, tossicodipendenti e migranti.

E su Twitter il Presidente del Consiglio ha espresso la solidarietà sua e del governo:


Alfano a Fermo: forse confine invalicabile
"Sono contento di essere insieme a don Vinicio Albanesi in questo giorno di infinita tristezza, che segna probabilmente un confine invalicabile tra chi ritiene che ci siano dei valori irrinunciabili e chi invece tra i valori inserisce un razzismo che noi disprezziamo" ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, parlando con i giornalisti prima della riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica presso la Prefettura di Fermo.Alfano ha ringraziato don Vinicio Albanesi "per tutto quello che ha fatto, sta facendo e che farà". Le sue azioni "servono piu' di mille convegni e di mille seminari di studio".  Al comitato è prevista anche la partecipazione del Procuratore della Repubblica. Al termine, il ministro incontrera' la stampa.

"Suscita sgomento e indignazione la notizia del richiedente asilo nigeriano pestato a morte a Fermo. un uomo che era venuto via dal suo paese per scampare alla ferocia dei terroristi di Boko Haram ha perso la vita qui da noi, in Italia, sotto i colpi dell'odio razzista e xenofobo". Così la presidente della camera Laura Boldrini, su twitter:

 

Il tweet di Beatrice Lorenzin: Emmanuel dona gli organi ai fratelli di ogni colore
"Emmanuel, ucciso dall'odio razzista, dona gli organi ai fratelli di ogni colore. Non ci sono se, ma e pero' che giustifichino tale violenza". Lo scrive su twitter Beatrice Lorenzin, ministro della Salute.

La dinamica della brutale aggressione
La dinamica dell'aggressione di ieri non e' ancora chiara: secondo una prima ricostruzione, il 36enne avrebbe reagito impadronendosi di un paletto staccabile della segnaletica stradale con cui avrebbe colpito il tifoso, un 35enne italiano gia' noto alle forze di polizia e sottoposto a Daspo, facendolo cadere a terra. Rialzatosi, quest'ultimo lo avrebbe raggiunto con un pugno al viso, facendolo stramazzare: nella caduta Emmanuel ha battuto la testa e sarebbe poi stato colpito ancora. L'italiano e' stato denunciato e al momento e' a piede libero, un amico che era con lui e' entrato nell'inchiesta invece come testimone.  

Emmanuel in fuga da Boko Haram
 Emmanuel e la sua compagna erano stati accolti dalla Fondazione Caritas in veritate, guidata da don Vinicio, lo scorso novembre. Erano in fuga dalla Nigeria, dove avevano perso tutti i loro familiari in uno degli attacchi alle chiese cristiane da parte di Boko Haram e per arrivare in Italia avevano superato altre violenze in Libia. Una traversata che era costata la vita al bimbo che lei portava in grembo, ma che li aveva portati a sperare di un futuro migliore. A gennaio don Vinicio li aveva uniti informalmente, per mancanza di documenti, in matrimonio nella chiesa di San Marco alle Paludi.

Don Vinicio Albanesi: "Credono di appartenere alla razza ariana"
Ed e' stato proprio don Albanesi  a chiamare in causa, per l'aggressione, "lo stesso giro delle bombe davanti alle chiese", o quanto meno lo stesso clima culturale: "credono - ha detto il sacerdote - di appartenere alla razza ariana".  Nell'aprile del 2013 un ordigno rudimentale era stato ritrovato di fronte alla Chiesa di San Marco alle Paludi, di cui è parroco lo stesso Don Vinicio Albanesi.
"Qui c'è un habitat gratuitamente aggressivo, quasi delinquenziale e credo ci sia una connessione con gli ordigni esplosi davanti alla chiesa e non rivendicati", dice Don Vinicio a Rainews 24:



Don Vinicio ha cointestato anche la ricostruzione dei fatti, sulla scorta del racconto della moglie di Emmanuel, che ha riportato escoriazioni guaribili in 5 giorni, e annunciato che si costituira' parte civile, in quanto presidente della Fondazione Caritas in veritate, che ha accolto 124 profughi, di cui 19 nigeriani.    

Il sindaco di fermo: "Sprofondato in un incubo"
 "Il gravissimo episodio di Fermo - ha commentato il deputato del Pd Edoardo Patriarca - e' l'ennesimo di una serie di atti di intolleranza che hanno colpito quel territorio. Non possiamo permettere che ci sia un clima di odio". Khalid Chaouki(Pd) chiede che venga fatta chiarezza. "Non dobbiamo mai fare l'errore di sottovalutare il razzismo strisciante - aggiunge - risultato anche di un clima di odio favorito da chi, in cerca di facili consensi, fa leva sulle paure e le angosce dei cittadini per costruire ad arte uno scenario di terrore e paura dell'altro". Il sindaco Paolo Calcinaro confessa di sentirsi "sprofondato in un incubo", dopo avere celebrato la fine del Ramadan con la locale comunita' islamica. Dolore, sgomento e solidarieta' vengono espressi dalla Cgil e dall'Anpi.
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