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FIFA 2014

L'allarme

Prostituzione, sicurezza, turismo sessuale: l’altra faccia dei Mondiali

L’hanno soprannominata “the sexiest cup ever”, ovvero la coppa più sexy di sempre. Ma dietro la facciata patinata si trovano tutti i problemi del Brasile: dalle battaglie per la sicurezza contro la diffusione dell’aids alla lotta contro sfruttamento della prostituzione minorile  

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Nel 2013 aveva fatto il giro del mondo la notizia che le prostitute brasiliane avrebbero seguito dei corsi di inglese. Il tutto per facilitare l’interazione con i turisti-tifosi in arrivo per la Coppa del Mondo. Ora che il corso è iniziato (e quasi finito), in Brasile e nel resto del mondo si parla di sesso sicuro e di diritti, in particolare di quelli negati ai bambini più poveri, spesso coinvolti in giri di prostituzione.

L’inglese e il sesso sicuro
Non solo l’apprendimento base dell’inglese – come i giorni della settimana o i termini “del mestiere” – ma anche un corso sul sesso sicuro, per alimentare una campagna di sensibilizzazione che da qualche tempo gira anche sul web. A promuovere l’iniziativa l’Associazione delle prostitute dello stato di Minas Gerais, nel sud-est del paese. Così 300 prostitute di Belo Horizonte, città che ospiterà le partite del girone D (dove è coinvolta anche l’Italia), sono tornate sui banchi di scuola. Nella capitale del Minas Gerais, che già conta 2,4 milioni di abitanti (che arrivano a 5 milioni nell’area metropolitana), sono attesi oltre 200 mila turisti.

La prostituzione in Brasile è stata sì legalizzata nel 2000, ma non è tuttora regolamentata. Rimane illegale lo sfruttamento, il reclutamento e il favoreggiamento. Per questo motivo il Brasile rientra negli stati abolizionisti, dove prostituirsi (come richiedere prestazioni sessuali a pagamento) non è un reato. Il punto centrale rimane comunque il tentativo di cancellare il fenomeno.

Una conoscenza, quella dell’inglese, che non riguarda soltanto le prostitute locali. Infatti stanno tornando in patria anche le trans, che spesso passano alcuni mesi in Italia poiché, spiegano a Redattore Sociale, “si dice che la domanda dei clienti italiani sia la più alta in assoluto”. Così hanno provato a imparare l’inglese perché l’italiano, dicono, non hanno bisogno di impararlo.

Il preservativo ufficiale
Soltanto nel 2013 l’amministrazione Rousseff ha distribuito gratuitamente 610 milioni di preservativi. Una misura fondamentale in un paese dove si contano almeno 340 mila malati di Aids. La presidente ha inoltre assicurato che durante i Mondiali saranno distribuiti altri 104 milioni di preservativi, tutti gratis. Una campagna lanciata per sensibilizzare soprattutto un’ampia fascia di età – dai 15 ai 49 anni – ovvero la più attiva dal punto di vista sessuale.

Una sfida, quella per la sicurezza, lanciata anche dall’azienda produttrice di condom Prudence, autrice di quello che è stato soprannominato il “preservativo ufficiale” di Brasile 2014. I colori sono quelli della bandiera: il verde e il giallo. A sostenere l’iniziativa anche UnAids, il programma delle Nazioni Unite che si occupa, a livello mondiale, della prevenzione della diffusione dell’Aids. La campagna, lanciata su twitter con l’hashtag #ProtectTheGoal, sta avendo molto successo e sul social già girano foto che immortalano i primi esemplari di profilattico messi sul mercato.
Ma la Prudence non si è fermata qui e ha deciso di osare dedicando una versione del suo nuovo preservativo al campione del calcio brasiliano Neymar. Sul condom si troverebbe sia il nome, sia il numero della maglia dell’attaccante del Barcellona.

La campagna contro la prostituzione minorile 
Il Brasile, oltre che per le spiagge, è tristemente noto come una delle mete preferite del turismo sessuale. Un fenomeno che spesso arriva a coinvolgere anche i minorenni. Secondo un rapporto diffuso nel 2010 dalla BBC, sarebbe proprio il Brasile il primo paese per turismo sessuale minorile, addirittura davanti alla Thailandia. Proprio per questo l’Ecpat (Onlus per la difesa dei diritti dei bambini) ha lanciato una campagna contro la prostituzione minorile, contrassegnata dall’hashtag #DontLookAway, ovvero non distogliere lo sguardo. Alla campagna hanno aderito anche diversi personaggi dello spettacolo italiano, da Claudia Gerini ad Alessandro Gassmann, da Luigi Lo Cascio a Beppe Carletti dei Nomadi.
L’invito a rimanere dei “turisti responsabili” arriva anche dalle stelle del calcio brasiliano Kakà e Juninho. In Brasile questo problema è particolarmente sentito nella zona del nord-est, dove si concentra la maggior parte di questo tipo di turismo. Secondo i dati raccolti dall’Ecpat sarebbero proprio gli italiani, insieme ai portoghesi e ai tedeschi, i clienti più assidui. Un appello rivolto a tutti, soprattutto perché le iniziative dei Mondiali toccheranno quelle città del nord-est del Brasile più colpite dalla prostituzione minorile: Fortaleza, Natal e Recife.
 
Il turismo sessuale
La maggior parte delle persone arriva dall’Europa e dagli Stati Uniti. Nonostante una legge del 2000, che prevede una multa e la reclusione da 4 a 10 anni, questo tipo di reato è raramente perseguito dalle autorità brasiliane. Così i “persecutori” più attivi risultano le Ong.
Secondo i dati raccolti dalla Banca Mondiale, i bambini brasiliani che vivono sotto la soglia di povertà sono circa il 30 per cento del totale. Almeno 500 mila minori sono vittime di abusi e la metà è (o è stato) vittima del circuito di prostituzione minorile. Per combattere il turismo sessuale, in particolare quello che coinvolge i minorenni, il governo brasiliano ha stanziato 17,6 milioni di dollari. Un’iniziativa lanciata nel 2006 e che mira ad arrivare fino al 2016, anno delle Olimpiadi. Una campagna rilanciata lo scorso 28 marzo da Gastao Vieira, ministro del Turismo brasiliano, che ha dichiarato: “Il turismo sessuale è un crimine e i responsabili vanno puniti”.
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