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MONDO

I primi passi del neo presidente

Usa, le mosse di Biden per chiudere l'era Trump. Si parte dall'emergenza Covid

Trump cita Turley e Gingrich: dem "Ladri di voti", poi torna in Virginia sui campi da golf. Pressing di Melania per convincerlo ad ammettere la sconfitta. George Bush si congratula con Biden: "Grazie per il messaggio patriottico"

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Il giorno dopo aver incassato la vittoria nella corsa alla Casa Bianca, Joe Biden muove già i primi passi verso il cambiamento. Un cambiamento che non può che passare, innanzitutto, dalla gestione dell'emergenza covid, questione tra le più controverse dell'era Trump. 

Si delinea in queste ore la task force che dovrà affrontare la pandemia. Il neo presidente intende nominare l'ex chirurgo generale Vivek Murthy e l'ex commissario della FDA David Kessler come co-presidenti del gruppo di lavoro sul coronavirus che lancerà in settimana. La vice responsabile della campagna di Biden, Kate Bedingfield, ha annunciato che i due esperti di salute pubblica guideranno la task force durante un'apparizione al 'Meet the Press' della NBC. Murthy e Kessler hanno fatto parte del gruppo di esperti e medici che hanno informato Biden sulla pandemia per mesi, durante la campagna. Il primo è stato chirurgo generale durante il secondo mandato del presidente Barack Obama, mentre Kessler è stato commissario della FDA negli anni '90 e ora è presidente del consiglio di amministrazione dei Centers for Science in the Public Interest. Nel suo discorso di vittoria, Biden ha dichiarato che lunedì avrebbe svelato l'intera task force sul Covid-19.

Questa avrà il compito di basarsi sulle proposte presentate in campagna (come investimenti in dispositivi di protezione individuale e prestiti per le piccole imprese, o piani per implementare linee guida di salute pubblica più standardizzate) e trasformarle in un "progetto" da attuare una volta che si sarà insediato presidente a gennaio. Biden ha messo la cattiva gestione della pandemia da parte del presidente Donald Trump al centro della sua campagna elettorale e si è impegnato, se eletto, a fare della lotta al virus la sua massima priorità.

Le mosse per chiudere l'era Trump
Appena insediato, il 20 gennaio, Biden firmerà una serie di ordini esecutivi per mandare in soffitta l'eredità del suo predecessore: vuole far capire che la musica nel Paese è cambiata e che la sua presidenza sarà guidata da priorità radicalmente diverse.

Biden riporterà gli Usa nell'accordo sul clima di Parigi e nell'Organizzazione mondiale della sanità, abolirà il 'travel ban', il bando sull'immigrazione in Usa da Paesi a maggioranza musulmana, e ripristinerà il programma che consente ai 'Dreamer', i sognatori, portati negli Stati Uniti illegalmente da bambini, di rimanere nel Paese. In campagna elettorale, ha anche già anticipato che invierà un disegno di legge al Congresso per abrogare la legge che concede ai fabbricanti di armi un'ampia immunità dalle cause civili derivanti dall'uso improprio e criminale di un'arma; ed eliminare tutte le scappatoie legali per il controllo dei precedenti precedenti penali degli acquirenti di armi da fuoco. Vuole anche ripristinare un centinaio di norme per standard ambientali e sanitari voluti dall'amministrazione Obama e che Trump ha cancellato. E istituire nuove linee guida etiche alla Casa Bianca: si è impegnato a firmare un ordine esecutivo il primo giorno in carica per cui che nessun membro della sua amministrazione possa influenzare le indagini del Dipartimento di Giustizia.

Sul clima, si è impegnato a rientrare negli accordi di Parigi, ma ha anche promesso che cercherà di convincere altre nazioni ad adottare standard più elevati nel tentativo di frenare l'impatto del cambiamento climatico.

Il tutto con uno stile ben diverso da Trump se si pensa che il presidente e la speaker della Camera, Nancy Pelosi non si parlano da più di un anno. Certo, un Congresso diviso potrebbe ostacolare gli sforzi di Biden e far passare una legge importante potrebbe rivelarsi complicato. I Democratici hanno una maggioranza risicata alla Camera, e la composizione finale del Senato non è ancora chiara: sarà decisa il 5 gennaio, con due ballottaggi in Georgia. I democratici devono vincere entrambe le sfide per avere effettivamente il controllo del Senato, considerando che la vicepresidente Kamala Harris avrebbe il voto decisivo, mentre i repubblicani manterrebbero un lieve vantaggio vincendone almeno uno.

Trump cita Turley e Gingrich: dem "Ladri di voti". Poi torna sui campi da golf
Dal canto suo, un agguerrito Trump è ricomparso su twitter dopo 10 ore di silenzio prima di tornare sui campi da golf. "Abbiamo una tradizione di problemi elettorali in questo Paese" scrive, citando Jonathan Turley, analista legale e penalista. "In Pennsylvania c'è un ordine della Corte Suprema per la separazione" dei voti ricevuti dopo l'Election Day. "Si tratta di un grande numero di schede - prosegue il tycoon, citando questa volta Turley -. Quando si parla di un problemi di sistema si parla di come le schede vengono autenticate perché se c'è un problema di autenticazione questo potrebbe avere un effetto sulle intere elezioni".

Poi, un'altra citazione, il repubblicano Newt Gingrich, speaker della Camera fra 1995 e 1999: "Crediamo che queste persone siano ladri. Le grandi città sono corrotte. Questa è stata un'elezione rubata. Il miglior sondaggista britannico ha scritto questa mattina che è stata chiaramente un'elezione rubata, che è impossibile immaginare che Biden abbia superato Obama in alcuni di questi Stati. Dove era importante, hanno rubato ciò che dovevano rubare"

Come sempre, Trump ostenta calma e sicurezza. Lo fa tornando al Trump  National Golf Club a Sterling, in Virginia. Ma il tycoon è accerchiato 'in casa': dopo il genero, Jared Kushner, stando alla Cnn anche la first lady Melania sta cercando di convincere il presidente uscente ad ammettere la sconfitta. Sebbene non abbia rilasciato commenti in pubblico sulle elezioni, Melania ha fatto sapere la sua opinione in privato al marito. "Ha detto il suo parere, come spesso fa", ha riferito una fonte ben informata all'emittente americana.

Bush si congratula con Biden: "Grazie per il messaggio patriottico"
L'ex presidente George W. Bush ha telefonato a Joe Biden e Kamala Harris per congratularsi per la  vittoria. "Gli ho trasmesso le mie affettuose congratulazioni e l'ho ringraziato per il messaggio patriottico  rivolto con il discorso della notte scorsa", ha dichiarato l'ex  presidente repubblicano, che ha aggiunto di "aver chiamato anche Kamala Harris per congratularsi per la storica elezione alla vice presidenza".

Nuova pagina per i rapporti Usa-Vaticano
Con l'elezione di Joe Biden alla Casa Bianca si apre una nuova stagione nei rapporti tra Usa e Vaticano. Se la accortissima diplomazia della Santa Sede non ha rilasciato alcun commento ufficiale, trapela comunque un sospiro di sollievo dopo i quattro anni non facili di rapporto con l'amministrazione di Donald Trump. E se il Papa potrebbe felicitarsi con Biden solo dopo il giuramento del 20 gennaio, è comunque evidente che dalla Santa Sede è visto con occhi diversi rispetto al candidato repubblicano con il quale c'è sempre stata una distanza siderale, dalla questione dei migranti ai rapporti con la Cina, solo per citare un paio ditemi. L'ultimo momento di gelo si era consumato a fine settembre quando Papa Francesco scelse di non incontrare Mike Pompeo in visita in Vaticano.

Ma la soddisfazione della Santa Sede trapela anche dall'ampio spazio che il portale di informazione vaticana ha deciso di dare al messaggio dei vescovi americani. "Ora è il momento che i nostri leader si riuniscano in uno spirito di unità nazionale esi dispongano al dialogo e all'impegno per il bene comune", ha sottolineato il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, l'arcivescovo di Los Angeles, mons. José H. Gomez, ricordando come Biden sia "il secondo presidente degli Stati Uniti a professare la fede cattolica. Ci congratuliamo anche con il senatore della California Kamala D.Harris, che diventa la prima donna della storia ad essere eletta vicepresidente".

Vantaggio Biden cresce in Pennsylvania e Georgia, si restringe in Arizona
Cinque giorni dopo l'Election Day  continua negli Stati Uniti lo spoglio dei migliaia di voti che ancora  si devono contare negli stati chiave dove sono in corso duelli  all'ultimo voto tra Joe Biden e Donald Trump. Secondo gli ultimi  aggiornamenti della Cnn, il vantaggio di Biden nelle ultime ore è cresciuto a 42.818 voti in Pennsylvania, stato che ieri è stato  attribuito dai media americani al democratico garantendogli i voti  elettorali necessari a vincere la Casa Bianca. Donald Trump, che quattro anni fa a sua volta vinse lo stato con un  vantaggio di 44.292, contesta questo risultato, accusando i  democratici di aver rubato le elezioni in Pennsylvania ed in altri  stati e rifiutandosi di riconoscere la sconfitta. Non è ancora stata attribuita l'Arizona, dove il vantaggio di Biden, nella notte elettorale tanto ampio da spingere alcuni media ad  aggiudicare lo stato ai democratici, continua a restringersi,  arrivando ora a 18.553 voti. Cresce invece il vantaggio del  democratico in Georgia, rimanendo comunque un margine così ristretto, 10.196 voti, che si prevede che ogni probabilità nello stato verrà chiesto un riconteggio quando sarà completato lo spoglio di tutte le  schede.

Giuliani: abbastanza prove per ribaltare Pennsylvania
Il team legale della campagna elettorale di Donald Trump ha abbastanza prove di brogli per ribaltare l'esito del voto in Pennsylvania, che ieri ha consegnato al candidato democratico, Joe Biden, il mandato da presidente eletto degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il capo della squadra di avvocati del presidente uscente, Rudolph Giuliani, in un'intervista a Fox News, nella quale ha affermato che i procedimenti legali avviati dalla campagna di Trump potrebbero portare alla luce "fino a 900 mila schede non valide" che hanno consegnato il 'Keystone State' all'ex vice di Obama. Alla conduttrice Maria Bartiromo, che gli chiedeva se avesse in mano abbastanza prove per cambiare il risultato delle presidenziali, Giuliani ha risposto di ritenere di "averne abbastanza per cambiare il risultato in Pennsylvania".




 

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