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MONDO

Dopo l'accordo con Atene per il nome del Paese

Referendum Macedonia, premier: il Parlamento ratifichi la volontà della maggioranza

Il referendum, non vincolante, è stato però un fallimento: l'affluenza, mezz'ora prima della chiusura dei seggi, aveva appena superato il 34%, a fronte del quorum richiesto del 50%

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Il primo ministro macedone, Zoran Zaev, ha chiesto al Parlamento di "confermare la volontà della maggioranza", dopo che "oltre il 90%" degli elettori si è espresso per il cambio di nome del Paese nel referendum sull'accordo con la Grecia.

Il referendum, non vincolante, è stato però un fallimento: l'affluenza, mezz'ora prima della chiusura dei seggi, aveva appena superato il 34%, a fronte del quorum richiesto del 50%.

Per l'approvazione delle modifiche costituzionali legate all'accordo con la Grecia per il nuovo nome, Repubblica di Macedonia del Nord, è richiesta la maggioranza dei due terzi e per raggiungerla, la coalizione del premier socialdemocratico ed europeista avrà bisogno di almeno una dozzina di parlamentari dell'opposizione.

Hristijan Mickoski, il leader del principale partito di opposizione, l'alleanza conservatrice Vmro-Dpmne, si è astenuto dal voto perché ha considerato la questione referendaria "manipolativa".

Il quesito referendario non alludeva direttamente al nome definitivo che l'ex Repubblica jugoslava adotterà in caso di superamento del processo di ratifica, ma chiedeva ai cittadini di dire se appoggiano o meno "l'integrazione nell'Ue e nella Nato, accettando l'accordo tra la Repubblica di Macedonia e la Repubblica di Grecia".

L'accordo firmato tra i governi di Skopje e Atene lo scorso giugno mira a porre fine a una disputa che dura da 27 anni, che ha portato la Grecia a boicottare l'adesione del paese all'Ue e alla Nato. Il premier Zaev ha fortemente sostenuto il referendum, mentre il presidente nazionalista Gjorgje Ivanov ha invitato al boicottaggio.

Ue: rispettare risultato referendum su cambio nome
L'Unione europea ha chiesto tutte le parti di rispettare il risultato del referendum in Macedonia, che ha scelto in modo schiacciante di cambiare il nome del paese e aprire la strada all'adesione alla Nato e all'Ue. "Mi aspetto ora mi aspetto che tutti i leader politici rispettino questa decisione e la portino avanti con la massima responsabilità e unità, nell'interesse del Paese", ha dichiarato il commissario per l'allargamento, Johannes Hahn.
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