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MONDO

Missione Africa per Renzi, cooperazione e lotta terrorismo

Da domani visita in Nigeria, Ghana e Senegal

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"L'Africa è un continente con potenzialità di crescita incredibili nel prossimo futuro. E' la nostra più grande opportunità". Parole che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha più volte ribadito, l'ultima durante il vertice europeo sui migranti de La Valletta, a Malta. E domani Renzi sarà per la terza volta dall'inizio del suo mandato nell'Africa sub sahariana, in Nigeria, Ghana e Senegal. Una visita al di là del deserto ogni anno, per il presidente del Consiglio: nel 2014 era stato in Mozambico, Congo e Angola. Nel 2015 era stata la volta di Etiopia e Kenya. Un ritmo che spiega da solo l'attenzione dell'Italia nei confronti del continente africano.

Quella che avrà inizio domani sarà una visita a 360 gradi che permetterà di rafforzare i rapporti economici, commerciali e politici con i tre Paesi. Ad Abuja, capitale della Nigeria, incontrerà il presidente Muhammadu Buhari, vincitore delle elezioni del marzo scorso. Una visita lampo, che non dovrebbe durare più di quattro ore, in cui concentrare molti dei temi 'caldi ' della politica internazionale, a cominciare dalla lotta al terrorismo che vede la Nigeria in prima linea contro i fondamentalisti wahabiti di Boko Haram. Ma la Nigeria non è solo un fronte di lotta al terrorismo e, anzi, rappresenta oggi il vero perno dell'espansione economica africana, con un Pil di 530 miliardi di dollari, superiore a quello Sudafricano, pari a circa il 30 per cento dell'intera economia subsahariana.

Numeri interessanti soprattutto per l'Italia che ha nella Nigeria il primo partner commerciale tra i Paesi sub sahariani, dopo il Sudafrica. A fine 2011 le esportazioni italiane verso la Nigeria sono state equivalenti a 821 milioni di Euro, mentre le importazioni hanno raggiunto circa 1.57 milioni di Euro. Il volume dell'interscambio a fine 2011 è quindi pari a 2.397 milioni. A giugno 2012 le importazioni italiane erano pari a 855.5 milioni di Euro, e le esportazioni a 475 milioni. Volumi di scambio in continuo aumento dal 2011. I principali prodotti dell'interscambio commerciale tra Italia e Nigeria sono, tra le importazioni, greggio e gas, oltre che il cuoio e i prodotti dell'agricoltura; tra le esportazioni, macchinari e parti di ricambio, metallo e prodotti in metallo, prodotti petroliferi raffinati, apparecchiature elettriche, prodotti chimici e autoveicoli.

Il presidente del Consiglio volerà quindi ad Accra, dove incontrerà il presidente della Repubblica del Ghana, John Dramani Mahama, ricambiando la visita che il capo di Stato africano fece a Palazzo Chigi nel luglio scorso. Sul tavolo dell'incontro, tra le altre cose, un accordo per la riattivazione della ferrovia occidentale che il governo ghanese considera strategica per migliorare i commerci con Paesi vicini. Il Ghana, verso il quale l'export dal nostro paese è salito del 30 per cento nel 2015, è un paese tradizionalmente molto aperto ad investimenti esteri. La visita del premier nella capitale ghanese comprende anche un omaggio al mausoleo di Kwame Nkuruma, dedicato al padre dell'indipendenza del Paese e, soprattutto, l'intervento al Parlamento dove, prima di Renzi, è stato accolto Barack Obama.

Nel pomeriggio di martedì due febbraio, Renzi volerà infine a Dakar, in Senegal, dove alle 16 è previsto l'incontro con il primo ministro Mohammed Dionne. Renzi interverrà più tardi, intorno alle 17, a un seminario finanziato e promosso dalla Cooperazione italiana e alle 19,30 incontrerà il Presidente della Repubblica del Senegal, Macky Sall. La tre giorni africana terminerà con l'intervento di Renzi all'Università di Cheikh Anta Diop. Cooperazione e cultura sono infatti gli assi attorno ai quali si costruisce la nuova politica italiana di rapporti con l'Africa e il Medio Oriente: non è un caso che anche in occasione dei viaggi in Tunisia, Israele e Libano Renzi abbia dedicato parte del tempo nel visitare musei e università.

Con le istituzioni del Senegal, poi, Matteo Renzi può vantare un rapporto speciale: da sindaco di Firenze, il premier proclamò una giornata di lutto cittadino per la morte di due venditori ambulanti senegalesi e, da allora, i rapporti con le autorità del Paese si sono intensificati. Nel novembre 2014 il presidente Sall incontrò Renzi a Palazzo Chigi. Si trattava di un giro di visite ufficiali che avevano, tra le altre cose, lo scopo di trovare il modo migliore per sfruttare il primo giacimento petrolifero off shore del Paese.
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