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POLITICA

Discorso all'ambasciata italiana

Renzi dal Giappone: "Entro giovedì via libera alla riforma della Pubblica Amministrazione"

In visita ufficiale in Giappone, il premier Matteo Renzi auspica l'approvazione della legge delega a Palazzo Madama entro giovedì e dice: "Andremo fino in fondo anche sulla riforma del Senato e poi ci sarà il referendum"

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Tokyo "Al massimo giovedì via libera alla riforma della Pubblica amministrazione". Con queste parole Matteo Renzi - dal Giappone, dove si trova in visita ufficiale - assume un impegno per la sua maggioranza parlamentare che, da oggi, al Senato va alla prova del voto sul disegno di legge Madia. Parole chiare anche sulle riforme istituzionali - il Dl Boschi - giunto alla seconda lettura di Palazzo Madama: "Io e Abe siamo colleghi e anche lui è impegnato in una riforma costituzionale. Certo lui è più
fortunato perché ha solo due passaggi, ma noi andremo fino in fondo e faremo il referendum in cui i cittadini diranno sì o no".

Quanto al ruolo del nostro Paese, Renzi dice: "L'Italia deve tornare a essere l'Italia: abbiamo bisogno di far sì che l'Italia torni punto di riferimento".

Non manca, da parte di Renzi, un monito ai primi cittadini, "Abbiamo bisogno di mettere a posto di più  le nostre città. Quando uno fa 10mila chilometri" per vedere l'Italia "ha bisogno di trovare le città pulite".

"Le città devono essere funzionanti ed è questo uno dei punti su cui nei prossimi mesi" i sindaci "dovranno lavorare di più anche con il sostegno del Governo", ha poi sottolineato il premier.

Parole che richiamano quelle scritte sempre dal Presidente del Consiglio nella sua rubrica settimanale su "L'Unità", nella quale si impegnava a garantire risorse alle città: "I soldi che saranno sottratti ai Comuni per l’abolizione della Tasi/Imu saranno restituiti integralmente alle amministrazioni".

Un impegno, poi, per la questione Sud, che sarà oggetto della direzione Pd convocata il 7 agosto: "Rimbocchiamoci le maniche, ma basta piagnistei", dice Renzi. 

PA, Madia, decreti attuativi da settembre, in due pacchetti  
Dopo il sì della commissione Affari Costituzionale del Senato alla riforma della P.A., lo scorso 31 luglio, trattandosi di un disegno di legge delega, il ministro Marianna Madia dichiarava: "auspico che il prossimo sia l'ultimo passaggio, anche se l'Aula è sovrana"; poi si aprirà la partita dei decreti attuativi, "che vedo divisi in due pacchetti", almeno in linea di principio. Così Madia, spiegando come la prima tranche di dlgs dovrebbe partire da "settembre". Visti i rimandi contenuti nella delega, spiega, il numero di decreti sarà "superiore a 10 ma sotto i 20".

L'impegno, ricorda, "è quello di concludere tutto entro l'anno". Madia immagina quindi due blocchi di dlgs, "uno più rivolto all'esterno, con misure di semplificazione, e l'altro orientato all'interno, ovvero al pubblico impiego". Detto ciò, precisa il ministro, un pacchetto di decreti potrà anche, ad esempio, essere diviso in due parti. Il ministro fa capire che tra i primi capitoli da affrontare ci sarà anche il riordino delle partecipate pubbliche.
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