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ITALIA

Udienza rinviata a lunedì prossimo

Riace: l'ex sindaco Lucano a processo, "Io sempre con i deboli"

Domenico Lucano e altri 26 a processo a Locri per rispondere delle attività svolte a Riace relative alla gestione e accoglienza dei migranti. Un modello che era stato studiato a livello internazionale

L'ex sindaco di Riace, Domenico Lucano, all'arrivo al Tribunale di Locri
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E' stato rinviato a lunedì 17 giugno il processo davanti al Tribunale di Locri a carico dell'ex sindaco di Riace, Domenico Lucano e altre 26 persone per i presunti illeciti nella gestione del sistema di accoglienza dei migranti nel centro della Locride. L'udienza di questa mattina è stata occupata dall'esame delle eccezioni preliminari presentate dai difensori degli imputati. Il collegio, presieduto da Fulvio Accurso, si è riservato di decidere sulle eccezioni preliminari, fissando la ripresa del processo a lunedì prossimo.

Lucano: "Non è un processo politico"
"Non ritengo questo di Locri un processo politico, ma la mia vicenda mi ha ferito tanto. Io ho sempre lavorato a favore dei deboli e degli emarginati. E mi sono impegnato per una società  umana e non disumana". Lo ha detto l'ex sindaco di Riace, Domenico Lucano, parlando con i giornalisti a Locri prima dell'inizio della prima udienza del processo che lo vede imputato, insieme ad altre 26 persone, per irregolarità e reati che sarebbero stati commessi nel centro della Locride per accogliere i migranti e gestire la loro presenza.. "Io non saprei vivere - ha aggiunto Lucano - lontano dall'impegno sociale, umano e politico senza necessariamente occupare dei ruoli. La bella storia di Riace è iniziata molto prima che io diventassi sindaco. Un'esperienza che può continuare, al di là  di quello che è successo, portando avanti le idee che ne sono alla base". 

Il riferimento alle parole di Papa Francesco
"Quello che sta succedendo in quest'ultimo periodo a proposito del fenomeno dei migranti, in generale, rappresenta una vera e propria emergenza umana - ha continuato l'ex sindaco di Riace, Domenico Lucano -. Come ha detto Papa Francesco, quando si chiudono i porti per gli esseri umani e si lasciano aperti, invece, per il traffico delle armi, siamo al cospetto di un mondo che è alla deriva". 

"Tante persone hanno subito più di me"
"Essere sottoposto alle misure cautelari e' come avere subito una pena prima che inizi il processo. Mi rimane la consapevolezza che ci sono, anche nella storia, tante persone che hanno subito e subiscono cose più gravi di me e la consapevolezza che ci sono tante persone in Italia che sono solidali e mi trasmettono la sensazione di non essere solo". E' quanto dichiarato ai giornalisti dall'ex sindaco di Riace, Domenico Lucano, davanti al palazzo di giustizia di Locri.

L'operazione Xenia
Le accuse contestate dalla Procura di Locri agli indagati sono, a vario titolo, associazione per delinquere, truffa con danno patrimoniale per lo Stato, abuso d'ufficio, peculato, concussione, frode in pubbliche forniture, falso e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.L'operazione "Xenia" che ha coinvolto Lucano risale al 2 ottobre dello scorso anno. Lucano fu sottoposto agli arresti domiciliari con l'accusa di
favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti. Un'indagine nata successivamente ai rilievi della prima ispezione su presunte irregolarità nella gestione del progetto migranti, e che nonostante la seconda ispezione, favorevole al "modello Riace",
qualche giorno dopo l'arresto di Lucano ha determinato il ministero dell'Interno alla revoca dei finanziamenti, irrogando 34 punti di penalità, e alla chiusura dello Sprar, con i migranti da trasferire lontano da Riace; esclusione poi ritenuta illegittima dal Tar. Successivamente la misura cautelare è stata
attenuata dal Tribunale del Riesame, che, sempre nell'ottobre dello scorso anno, ha disposto il divieto di dimora a Riace per Lucano, il sindaco che la rivista statunitense "Fortune" aveva inserito tra le 50 persone più influenti del mondo, proprio grazie al modello di accoglienza dei migranti sperimentato nel
suo paese.

Ancora in esilio
Nel frattempo permane l'esilio da Riace per l'ex sindaco, Domenico Lucano, coinvolto in un'inchiesta della Procura di Locri nell'ambito della quale, nel 2018, furono disposti per lui gli arresti domiciliari, poi revocati. Lucano è accusato di una serie di reati legati alla gestione dell'accoglienza dei migranti nel centro della Locride, un "modello" che ha dato notorietà a Riace e a Lucano anche a livello internazionale. Stamattina, poco prima che iniziasse davanti al Tribunale di Locri il processo a carico di Lucano ed altre 26 persone per i fatti che avevano portato all'arresto del sindaco, si è appreso che il Tribunale di Locri ha rigettato una nuova istanza dei difensori di Lucano per la revoca nei suoi confronti del divieto di dimora a Riace, disposto quale misura alternativa all'arresto. La richiesta era motivata dal fatto che Lucano non è più sindaco, né è stato rieletto in Consiglio comunale e non può, dunque, reiterare i reati che gli vengono contestati.
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