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ITALIA

La relazione annuale

Richiamo dell'Agcom: "Su informazione politica serve più contraddittorio"

Il presidente Cardani riferisce al Parlamento e definisce "datata" la legge sulla par condicio. "Serve informazione pluralista e al passo con le nuove forme di comunicazione" Nel  2017 boom della 'televisione liquida': circa 3 milioni di cittadini guardano la tv in streaming. E poi monito su fake news: "Contrastarle è fondamentale per la difesa della democrazia"

Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom
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La legge sulla par condicio è "datata" e "richiederebbe un aggiornamento al passo con le nuove forme di comunicazione".  Al tempo delle dirette social l'Agcom richiama l'attenzione sull'importanza e la necessità del contraddittorio, soprattutto per quel che riguarda l'informazione politica. Torna a chiederlo, ancora una volta, il presidente Agcom Angelo Marcello Cardani nella Relazione annuale al Parlamento, lanciando poi un invito anche a un'informazione
più pluralista.

"Per il futuro ritengo che, pur nel rispetto dell'indipendenza delle scelte editoriali e della libertà dei palinsesti informativi, sarebbe nell'interesse del Paese e dei cittadini disporre di una informazione e comunicazione politica più vocata al contraddittorio e alla condotta responsabile, seguendo l'esempio di altri paesi le cui Autorità codificano e vigilano su regole di comportamento nei periodi elettorali e non, con il rispetto dovuto agli organi dello Stato". 

La normativa della legge 28 del 2000, ribadisce Cardani, "avrebbe bisogno di interventi di attualizzazione", ma non per questo va "applicata più blandamente". Al contrario, "in assenza di regole di rango legislativo", l'Agcom sta "provando a condurre un delicato e complesso esperimento di co-regolamentazione e di auto-regolamentazione. Abbiamo istituito a tal fine - ricorda Cardani - il 'Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell'informazione sulle piattaforme digitali', che ha l'obiettivo di promuovere l'auto-regolamentazione delle piattaforme e lo scambio di buone prassi per l'individuazione ed il contrasto dei fenomeni di disinformazione online frutto di strategie mirate.

In quel contesto, abbiamo adottato nel febbraio scorso le 'Linee guida per la parità di accesso alle piattaforme online durante la campagna elettorale 2018', all'esito delle quali le piattaforme digitali hanno messo a disposizione dei propri utenti alcuni strumenti di contrasto alla disinformazione online.

Quanto ai media tradizionali, Cardani ritiene che "nel complesso si sia riusciti a garantire adeguatamente il principio della parità d'accesso e dell'equilibrio dell'informazione, in particolare attraverso una quotidiana opera di monitoraggio e di indirizzo".

Lotta a fake news essenziale per la democrazia
"L'informazione  un valore fondante della convivenza democratica e della libera manifestazione delle opinioni e per questo va utilizzata, costruita e diffusa con estremo rigore e cautela". E' il monito del presidente Agcom.  Nell'ambito della e-democracy, sottolinea Cardani, il più importante ambito di intervento è la "tutela di quel bene pubblico che è l'informazione: una informazione plurale, professionale, trasparente e verificabile nelle sue fonti, autorevole e credibile quanto ai suoi contenuti. Il contrasto alla disinformazione ed alla deriva delle fake news acquisisce senso e sostanza solo se collocato nel contesto della difesa dei principi dei nostri ordinamenti democratici". 

Roberto Fico: "Parlamento deve affrontare il tema del conflitto d'interessi"
"Le soglie di concentrazione nel sistema delle comunicazioni dovrebbero costituire per il legislatore il presupposto di un ragionamento non più rinviabile anche sulla disciplina del conflitto d'interessi". Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico in occasione della relazione annuale. "Penso quindi a una riflessione organica del Parlamento su questi temi - prosegue -  che sono strettamente collegati fra loro. E il tema del conflitto d'interessi in generale che c'è nel nostro Paese va affrontato a tutti i costi in questa legislatura".
 
Un tema che l'Agcom ha richiamato parlando soprattutto del settore televisivo che resta molto concentrato, con i primi tre operatori che detengono nel 2017 circa il 90% delle risorse complessive e "quote non dissimili fra di loro": al primo posto si colloca 21st Century Fox/Sky Italia con una quota del 33% (in crescita di 1 punto); segue il gruppo Rai con oltre il 28%, pur in contrazione (-1,5 punti rispetto al 2016). Al terzo posto, con un peso pari al 28% (sostanzialmente invariato), il gruppo Fininvest/ Mediaset. Nel 2016 i primi 9 gruppi del Sic - 21st Century Fox (Sky Italia, Nuova Societ Televisiva Italiana, Fox Networks Group Italy), Fininvest (Mediaset, Arnoldo Mondadori Editore, Mediamond), RAI, Cairo Communication/RCS Media Group, Google, GEDI, Facebook, Italiaonline e Gruppo 24 Ore - "rappresentano congiuntamente, con quasi 11 miliardi di euro, il 61%".
 
In calo i ricavi dei media tradizionali. Aumenta raccolta pubblicitaria sul web
ll settore media ha raggiunto nel 2017 "14,6 miliardi di ricavi complessivi (-0,9%)", dato che "sembrerebbe deporre per una sostanziale tenuta". Tuttavia "l'aumento della raccolta pubblicitaria  dovuto esclusivamente all'online, che cresce ancora a due cifre e vale ora 2,2 miliardi (la raccolta pubblicitaria di quotidiani, periodici e radio assieme non arriva a 1,9 miliardi), mentre quasi tutti i mezzi tradizionali registrano un andamento negativo.  La televisione perde un 2% di ricavi, ma con una significativa differenza tendenziale tra tv free (-3,5%) e tv pay (-0,2%)".   In compenso la tv resta "il mezzo con la maggiore valenza informativa, sia per frequenza di accesso anche a scopo informativo, sia per importanza e attendibilità percepite".

Boom della tv "liquida"
Il 2017 è stato "l'anno della definitiva consacrazione della 'televisione liquida', con una stima di circa 3 milioni di cittadini che guardano abitualmente la tv in streaming e in numero 3/4 volte superiore che scaricano abitualmente contenuti televisivi sui propri device. La tv tradizionale - precisa - manifesta comunque importanti segni di tenuta" sia in termini di
risorse sia di ascolti, con 25 milioni di contatti medi nel prime time. Fenomeno recente, spiega la Relazione, la crescita del numero di operatori che offrono servizi e contenuti audiovisivi a pagamento di un certo pregio (film, serie tv, eventi sportivi) esclusivamente su Internet, fruibili in streaming o in download. Fra questi, Netflix, con 125 milioni di sottoscrittori a livello mondiale, di cui diverse migliaia in Italia dove è presente fin dall'ottobre 2015, e Amazon che nei primi mesi del 2017 ha fatto il proprio ingresso nell'offerta di contenuti audiovisivi a pagamento con il servizio Amazon Prime Video.


Crisi dell'editoria: necessari interventi di Governo e Parlamento
Continua inarrestabile la crisi dell'editoria: nel 2017 "il valore economico del settore dell'editoria quotidiana e periodica registra una ulteriore flessione: 3,6 miliardi di ricavi complessivi, ossia il -5,2%. Il settore nell'ultimo decennio ha perso all'incirca metà del suo peso economico". Il presidente Agcom è convinto che il problema investa "governo e Parlamento" e richieda "una riflessione di ampio respiro".  "Essendo qui in gioco non solo i destini di una filiera industriale, ma anche quelli di un bene di valore strategico e sociale quale l'informazione, la crisi di questo comparto e la contestuale ascesa di Internet quale tendenziale mezzo sostitutivo - riflette Cardani nella Relazione - si configura quale tema di policy che interroga in primis Governo e Parlamento e che richiede una riflessione di ampio respiro". 

 
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