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ITALIA

Provvedimento temporaneo fino a riapertura Colleferro

Rifiuti Roma, Raggi firma ordinanza per conferimento a Civitavecchia

Una decisione presa in vista della preannunciata chiusura del’impianto di Colleferro. Una chiusura che allarma le istituzioni per una possibile nuova emergenza nella Capitale. Salvini: inconcepibile
 

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Virginia Raggi, in qualità di sindaca della Città Metropolitana di Roma, ha firmato un'ordinanza per consentire il conferimento da parte di Ama di ulteriori 1.000 tonnellate al giorno di rifiuti nella discarica di Civitavecchia. Il sito viene già utilizzato da Ama per conferire parte dei rifiuti indifferenziati. Il provvedimento, precisa la Città Metropolitana, "sarà valido per il tempo strettamente necessario alla riapertura della discarica di Colleferro". Mille tonnellate costituiscono un terzo del totale dell'indifferenziato prodotto ogni giorno in città. Con questa mossa la sindaca cerca di sopperire momentaneamente al rischio di una nuova crisi di raccolta e smaltimento a Roma generato dalla momentanea chiusura della discarica di Colleferro a seguito di un incidente sul lavoro. Il sito di Colleferro, tra l'altro, terminerà il suo ciclo a partire dal 1 gennaio 2020. 

Salvini: inconcepibile
"Presto andrò a Civitavecchia che il sindaco Raggi vuole invadere con l'immondizia che sommerge Roma, per incapacità sua e di Zingaretti. Di fronte al rischio di un'emergenza sanitaria per le tonnellate di rifiuti che ormai non vengono nemmeno più raccolti dalle strade mentre scoppia l'ennesimo scandalo Ama è inconcepibile pensare che la soluzione sia il trasferimento da una discarica a un'altra. Pochi fatti e troppe chiacchiere: noi saremo giovedì 28 al teatro Italia a Roma per presentare un nuovo modello di città che funzioni. #raggidimettiti". Così il leader della Lega Matteo Salvini.

"Mad non può smaltire oltre 500 tonnellate"
La Città Metropolitana di Roma, attraverso un'ordinanza della sindaca, Virginia Raggi, impone alla Mad, proprietaria della discarica di Civitavecchia, di interrare 1000 tonnellate al giorno di scarti dei rifiuti della Capitale ma quel sito non solo non può smaltirne più di 500 ma per farlo deve penalizzare altri operatori che portano lì altri scarti del processo di trattamento sempre dei rifiuti di Roma. Valter Lozza, proprietario della Mad, parlando all'agenzia Dire ha spiegato il meccanismo di questa coperta corta e i motivi della sostanziale impossibilità per la sua azienda di rispettare il dettato dell'ordinanza. "Abbiamo dato la nostra disponibilità a osservare l'ordinanza nel limite delle possibilità e delle capacità tecniche dell'impianto. Abbiamo risposto alla Città Metropolitana, e per conoscenza alla Regione e al Comune di Civitavecchia, che oltre alle quantità di 300 tonnellate al giorno di scarti che già riceviamo da Roma, le caratteristiche tecniche della discarica non ci permettono di ricevere più di 500 tonnellate al giorno complessivamente, aggiungendo quindi 200 tonnellate in più a quello che già arriva all'impianto. Ci siamo dichiarati di possibili a riceverli anche il sabato e la domenica ma tecnicamente più di quello non possiamo fare, perché ci sono problemi su organizzazione, sulla sicurezza sugli spazi a disposizione per il trasporto all'interno dell'impianto". In più, nella discarica di Civitavecchia conferiscono una pluralità di soggetti che trattano i rifiuti di Roma. Non solo Ama, ma anche E.Giovi (proprietario dei due Tmb di Malagrotta), la ditta abruzzese Aciam e quella di Pomezia Ecosystem. Pertanto "noi rispetteremo l'ordinanza ma se non verrà corretta nel senso di non consentire in questi 15 giorni lo smaltimento alle altre aziende che portano qui gli scarti dei rifiuti di Roma, gli spazi in più che avrà Ama saranno tolti agli altri". Insomma un gatto che si morde la coda e in tutto ciò resta il problema di dove smaltire, nell'attesa della riapertura della discarica di Colleferro, le 500 tonnellate che l'impianto di Civitavecchia non è in grado di ricevere.
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