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POLITICA

Nuove norme entreranno in vigore gradualmente

Il governo pone la fiducia alla Camera sulla riforma della giustizia

Si voterà questa sera a partire dalle 22.30 con dichiarazioni di voto a partire dalle 22.45
 

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Il governo, attraverso il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, alla ripresa dei lavori in Aula dopo la Conferenza dei capigruppo ha posto la fiducia alla Camera sulla riforma della giustizia.

La dichiarazione di D'Incà è stata rumorosamente contestata da alcuni deputati della componente di Alternativa c'é che hanno anche occupato i banchi del governo.

Si è conclusa così in aula alla Camera la discussione generale sul disegno di legge di riforma del processo penale.

Oggi due voti fiducia alla Camera dalle 22.30
Due voti di fiducia sulla riforma della giustizia sono previsti oggi alla Camera a partire dalle 22.30. Le due "chiame" inizieranno dopo le 24 ore previste dal regolamento, intorno alle 22.30. Le dichiarazioni di voto avranno inizio alle 20.45

Martedì si voteranno gli ordini del giorno a partire dalle 9. Quindi il voto finale sul provvedimento, che poi dovrà passare all'esame del Senato. 

L'iter in Parlamento
L'esame della riforma Cartabia del processo penale era iniziato nel pomeriggio con l'Aula della Camera che ha respinto la pregiudiziale di costituzionalità alla riforma del processo penale presentate da FdI e da l'Alternativa c'è. I sì sono stati 48, 357 i no. L'Assemblea è quindi passata alla discussione generale. A illustrare il provvedimento è stata la deputata e relatrice M5s al Ddl di riforma, Giulia Sarti.

Ostruzionismo in Aula
I deputati di Fratelli d'Italia hanno attuato un rigoroso ostruzionismo parlamentare nell'Aula della Camera, impegnata nell'esame della riforma del processo penale, con interventi a raffica, continui richiami al regolamento, interruzioni, cartelli. E' stata fatta anche la richiesta di voto a scrutinio segreto, respinta dal presidente Roberto Fico. 

Lavori in corso
Dopo ore di mediazione, il Consiglio dei ministri  lo scorso giovedì ha dato il via libera per la seconda volta alla riforma della giustizia, con l'accordo su termini più lunghi per i processi relativi a reati gravi come mafia, terrorismo, violenza sessuale. La riforma riguarda solo i reati commessi dopo il  1 gennaio 2020 ed entrerà in vigore gradualmente, per consentire agli uffici giudiziari di organizzarsi; anche tenendo conto dell’arrivo dei 16.500 assistenti dei magistrati, previsti dall’Ufficio del processo; e dei circa 5mila per il personale amministrativo.

L'accordo sul provvedimento dovrebbe essere ormai "blindato" ma nel governo l'attenzione rimane altissima soprattutto nei confronti di possibili strappi dentro il M5s. "Adesso tutti rispettino i patti", ha invocato la Guardasigilli, Marta Cartabia.

Gli assenti
Al voto sulle pregiudiziali di costituzionalità sono stati in 41 i deputati del Movimento 5 stelle che
non hanno partecipato, senza essere in missione. Sono invece 13 gli assenti M5s 'giustificati' in quanto in missione. 

Il timore è che ci possa essere qualcuno o qualche partito che possa mettere nuovi paletti e aprire nuove questioni. Non è infatti passato inosservato il via libera all'emendamento dell'azzurro Pierantonio Zanettin in cui si chiedono "criteri più stringenti" per la riapertura delle indagini: la previsione potrebbe rischiare di sollevare ulteriori dubbi tra i 5 Stelle che hanno anche dovuto rinunciare ad un'esplicito riferimento ad un allungamento dei tempi di prescrizione per i reati contro la Pa e che intanto, ad esempio,si uniscono a Leu per chiedere di dare più tempo ai processi perle catastrofi ambientali.

Riunione dei 5 stelle
Fonti di governo ritengono "improbabile" che ci possano essere modifiche dell'ultimo minuto, ma intanto Giuseppe Conte raduna i 5 Stelle. L'ex premier sta partecipando a una riunione con i deputati e senatori proprio per fare il punto sulla riforma.

"Oggi c'è stato un episodio che non mi è piaciuto. E' vero che era domenica, che la nostra presenza non era fondamentale, ma noi la nostra forza politica la dimostriamo con la compattezza. Chi vuole bene al M5s partecipa alle votazioni ed ai processi decisori compattamente, esprimendo la nostra linea". Lo ha detto, a quanto si apprende, Giuseppe Conte, ai parlamentari M5s.

Sull'assenza dei parlamentari M5s in Aula è intervenuto anche Danilo Toninelli nel corso dell'assemblea dei parlamentari del M5s: "Credo che il voto degli iscritti sulla giustizia sarebbe stato un elemento di forza e non di debolezza. Io do per scontato che il voto sarebbe favorevole e quindi ricompatterebbe il gruppo che, come sai Giuseppe, scricchiola. Io penso anche che se pure si interpellano gli iscritti, nessuno toglierà il merito del risultato di questa trattativa a chi lo ha portato a termine. Prendo atto che è stato deciso diversamente ma incrocio le dita che questo non porti qualcuno a non votarlo....". 

Conte: "Nuovo M5s è competenza e cuore" 
"Quando ragioniamo di queste cose, come la giustizia, vi dovete fidare di chi ha le competenze. Bisogna partire dalla conoscenza tecnica approfondita delle questioni altrimenti andiamo avanti a slogan come tutti gli altri e smettiamo di fare politica. Noi andiamo avanti a competenza e capacità. E cuore". Lo ha detto, si apprende, Giuseppe Conte, ai parlamentari M5s. "Io ho l'impressione che molte delle reazioni che ho ascoltato siano frutto di pressioni che arrivano dai social, dalla base. Ma noi dobbiamo agire con la conoscenza, altrimenti smettiamo di fare politica", aggiunge.

Statuto M5s
Lunedì e martedì il nuovo M5s di Conte con il suo nuovo Statuto sarà sottoposto al voto della base: passerà solo se avrà raggiunto la maggioranza assoluta degli iscritti, altrimenti si dovrà andare in seconda convocazione, il 5 e 6 agosto, dove il quorum sarà la maggioranza dei votanti. Per Conte la sfida non sarà tanto quella di ottenere una larga maggioranza, quanto quella di portare alle "urne" un numero consistente di iscritti.

E questo sarà il vero nodo della votazione. Perché molti degli iscritti al M5s rimasti "in sonno" sulla vecchia piattaforma Rousseau non avranno ricevuto l'invito a votare ma anche perché altri deliberatamente non voteranno. O voteranno No.Un meet-up di Catania lo ha scritto nero su bianco: "Noi voteremo NO al nuovo Statuto che pone un uomo solo al comando,in spregio ai valori fondanti del nostro Movimento".

Ermini (Csm): "Ok su principi riforma, ma investire di più"
I principi della riforma della Giustizia sono condivisibili, ma per raggiungere gli obiettivi,garantendo la non impunità e mettendo al sicuro i processi incorso, non basta una legge, servono più risorse. Lo sottolinea a Repubblica David Ermini, vicepresidente del Csm, che invita a passare "dall'astrattezza delle norme a concreti investimenti e misure organizzative". I fondi Recovery possono bastare per il contingente, riflette, ma va mantenuto l'impegno di destinare una parte significativa del Pil alla giustizia. E avverte: "Dico subito che se le cose dovessero andare male non si potrà gettare la responsabilità sulla magistratura"
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