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ITALIA

Il caso

Roma, Virginia Raggi assolta anche in appello dall'accusa di falso per nomina Marra

E' stata così confermata la sentenza del tribunale che il 10 novembre del 2018 assolse la sindaca con la formula 'perché il fatto non costituisce reato'. La sindaca dopo il verdetto: troppo facile ora salire sul carro del vincitore, M5s rifletta

Virginia Raggi subito dopo la sentenza di assoluzione
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La sindaca Virginia Raggi è stata assolta dall'accusa di falso in atto pubblico dalla seconda sezione penale della corte d'appello di Roma nel processo legato alla nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele (all'epoca capo del Personale in Campidoglio), a capo della Direzione Turismo.

La decisione è arrivata dopo due ore di camera di consiglio e la sentenza è stata accolta da un applauso. Lungo abbraccio tra la sindaca e il marito, Andrea Severini, poi con la segretaria particolare, visibilmente commossa.

E' stata così confermata la sentenza del tribunale che il 10 novembre del 2018 assolse la sindaca con la formula 'perché il fatto non costituisce reato'.

"La Raggi - recitava la sentenza nelle motivazioni - è stata vittima di un raggiro ordito dai fratelli Marra in suo danno. Sotto l'aspetto formale la nomina di Marra Renato non offre alcuna deviazione dalla procedura di interpello", aveva scritto il giudice in merito alla decisione di mettere il fratello di Raffaele Marra, allora responsabile del personale in Campidoglio, a capo della Direzione Turismo del Comune. La candidatura di Renato, secondo il giudice, "era stata pianificata dai due fratelli Marra molti mesi prima, già dalla prima metà di luglio 2016, quale alternativa al diniego del sindaco Raggi per la nomina di Marra Renato come il capo o vice capo della polizia locale di Roma Capitale". 

Raggi dopo la sentenza: facile ora salire sul carro del vincitore, M5s rifletta
"Ora è troppo facile voler provare a salire sul carro del vincitore con parole di circostanza dopo anni di silenzio. Chi ha la coscienza a posto non si offenda per queste parole ma tanti altri, almeno oggi, abbiano la decenza di tacere". Lo ha detto la sindaca di Roma dopo la sentenza di assoluzione anche in appello. Poi: "Questa è una mia vittoria, del mio staff, delle persone che mi sono state a fianco in questi quattro lunghi anni di solitudine politica ma non umana. Credo che debbano riflettere in tanti, anche e soprattutto, all'interno del M5s". 

Difesa Raggi: mai condizionati dalla politica
"E' la soluzione che ci aspettavamo, non ci siamo mai sentiti condizionati dal significato politico che i più volevano dare a questa sentenza". Lo affermano gli avvocati Pierfrancesco Bruno, Emiliano Fasulo e Alessandro Mancori, collegio difensivo della sindaca.

Zingaretti: "Molte cose mi dividono da Raggi, ma bene assoluzione"
"Sono contento che  Virginia Raggi sia riuscita  a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Dalla Sindaca mi dividono molte cose: visioni politiche e temi amministrativi. Ma è addirittura ovvio dire che il confronto o la battaglia politica nulla deve avere a che fare con le vicende giudiziarie". Così il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

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