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MONDO

Roma

Roma, Coalizione anti Isis. Di Maio: "Rimane minaccia". Blinken: "Con Italia forte allineamento"

Il premier Mario Draghi ha incontrato il segretario di Stato Usa, Antony Blinken a Palazzo Chigi. L'esponente Usa ricevuto poi da Mattarella

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​Gli 83 membri della Coalizione globale anti-Isis, oltre la metà presenti a livello di ministro degli Esteri, si sono incontrati oggi a Roma per la prima volta per la ministeriale plenaria, co-presieduta dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken.

Dopo il vertice Blinken è andato a palazzo Chigi, dove è stato ricevuto dal premier Mario Draghi.

"Nel corso dell'incontro - fa sapere un comunicato di palazzo Chigi -  sono stati discussi i rapporti bilaterali nel più ampio quadro delle relazioni transatlantiche e l'esigenza di dare seguiti concreti al rinnovato clima di forte sintonia e collaborazione fra l'Unione Europea e gli Stati Uniti".

"Sono state inoltre approfondite le principali sfide globali e sistemiche, quali la lotta alla pandemia, il rilancio economico e sociale e il contrasto ai cambiamenti climatici, nonché le più importanti crisi internazionali, con specifica attenzione all'instabilità nella regione mediterranea e alla Libia".

Blinken è stato poi ricevuto dal presidente Mattarella al Quirinale. "Ho avuto un incontro eccellente con il presidente Mattarella, durante il quale abbiamo discusso dell'importanza delle cooperazione di nostri paesi nell'affrontare la crisi del cambiamento climatico, nel recuperare dal Covid 19 e altre sfide globali". Lo twitta il segretario di Stato americano. 

Di Maio: resta minaccia Isis
"L'Isis è stato sconfitto sul piano territoriale nel marzo 2019, ma per quanto depotenziato continua a rappresentare una minaccia sia in Siria e in Iraq sia affacciandosi su nuovi territori", ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nella conferenza stampa tenuta al termine del vertice della coalizione globale anti-Isis.

La minaccia dell'Isis "è particolarmente allarmante nel continente africano, nello specifico nella regione del Sahel, ma anche in aree dell'Africa orientale, come il nord del Mozambico. Per questo motivo, con il sostegno Usa e di molti altri partner, ho proposto di istituire un Gruppo di Lavoro dedicato all'Africa, che possa identificare e fermare le minacce terroristiche connesse a Daesh esistenti nel continente mettendo a punto specifiche contromisure da definire in coordinamento con i partner locali", afferma  Di Maio.

A conferma della preoccupazione che desta l'espansione di Daesh in Africa, abbiamo accolto alla Ministeriale alcuni Paesi africani non membri della Coalizione -quali Burkina Faso, Ghana e Mozambico - invitati in veste di osservatori", ha aggiunto Di Maio.

"Il miglior modo per contrastare il terrorismo e in particolare Daesh è rafforzare le istituzioni locali attraverso iniziative di cooperazione allo sviluppo", ha detto il ministro degli Esteri. In Afghanistan ad esempio, l'Italia "aumenterà i suoi programmi di cooperazione allo sviluppo perché lasciare il Paese non significa abbandonarlo". 

"Grazie mio amico Di Maio". Così, in italiano, il segretario di Stato Usa Antony Blinken si è rivolto al titolare della Farnesina nella conferenza stampa finale della ministeriale della Coalizione anti-Daesh a Roma. "Luigi è stato il primo ministro degli Esteri" ad aver visitato Washington all'inizio della nuova amministrazione Biden, ha aggiunto Blinken. 

"Siamo molti grati per la leadership dell'Italia perché queste sfide sono al centro dell'agenda globale",  ha detto il segretario di Stato americano in conferenza stampa con Luigi Di Maio. Blinken ha parlato di un "allineamento di valori" tra Italia e Usa "per i diritti umani e la democrazia". 

"Gli Usa forniranno altri 436 milioni di dollari alle comunità che offrono assistenza ai siriani", ha detto il segretario di Stato Usa.

"Sui foreign fighters c'è ancora un lavoro da fare. Siamo preoccupati per il numero di questi combattenti detenuti in Siria, anche con le loro famiglie", ha detto Blinke,  invitando "tutti i Paesi a fare di più".

"Con le azioni di ieri abbiamo dimostrato che il presidente Biden è pronto ad agire e a difendere gli interessi nazionali, speriamo che il messaggio sia chiaro", ha detto il segretario di Stato, rispondendo ad una domanda sui raid Usa contro milizie filoiraniane al confine tra Siria e Iraq e le critiche del premier iracheno.

"Sosteniamo fortemente l'iniziativa dell'Italia" di un gruppo di lavoro anti-Isis sull'Africa: "Questa riveste un'importanza particolare", ha detto Blinken.

 "Come Usa e con gli alleati europeisti amo trovano le stesse complessità con la Cina: un rapporto che ha delle avversità, degli aspetti di concorrenza, ma anche di cooperazione",  ha detto il segretario di Stato americano, a proposito dei rapporti con Pechino.

"L'Italia è onorata e molto soddisfatta di aver co-presieduto"  la riunione anti-Daesh con gli Usa: "E' stata un'altra dimostrazione del forte legame tra Italia e Usa e la grande cooperazione sulle grandi questioni globali", ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio,

L'Italia è un forte partner commerciale della Cina, abbiamo relazioni storiche, ma non vanno a interferire con le relazioni che noi abbiamo con Usa e Nato", ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ."L'Italia è alleata degli Usa, partner Nato e Ue, e questa non è soltanto un'alleanza strategica ma di valori che permette alle nostre democrazia di poter affrontare questioni come i diritti umani dove l'Italia è stata in prima linea", ha sottolineato.

L'incontro tra il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, e Papa Francesco è stato "caloroso" e "gratificante" e ha affrontato "un ampio ventaglio di temi", ha dichiarato Blinken in conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al termine della riunione ministeriale della Coalizione Globale contro Daesh. Blinken ha lodato la "forte leadership" del pontefice in campi come la lotta al cambiamento climatico e la questione dei rifugiati.

La Coalizione Globale contro Daesh ha raggiunto "risultati significativi" che "mostrano quali obiettivi si possono raggiungere insieme" ma "resta altro lavoro da fare" a causa della presenza di cellule residue in Siria e Iraq e della crescente espansione della minaccia jihadistas in Africa, aveva dichiarato il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, nel saluto introduttivo alla riunione ministeriale della coalizione. 

Per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio "Daesh  è stato sconfitto nella sua dimensione territoriale, ma non è ancora stato sradicato". L'Italia "non deflette dai suoi impegni" nella lotta al terrorismo, ha detto Di Maio ha ringraziando il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, "per l'eccellente lavoro di squadra nel'organizzazione di questo riunione". "La pandemia ha confermato che solo facendo leva sul multilateralismo possiamo affrontare le sfide del nostro tempo e questa coalizione ne e' un esempio", ha aggiunto il ministro. 

Con la riunione ministeriale della Coalizione anti-Daesh in corso a Roma, l'Italia "torna a essere protagonista", aveva sottolineato su Facebook il ministro degli Esteri. Di Maio aveva scritto: "E' da oltre un anno che lavoriamo a questo evento internazionale che vede la partecipazione di più di 80 delegazioni". "Oggi i riflettori del mondo sono puntati proprio sull'Italia", aggiunge il ministro, "il nostro Paese torna a essere protagonista".

La Coalizione globale anti Isis è stata un "elemento cruciale" per ottenere la "sconfitta territoriale" dello Stato islamico in Iraq e Siria, ha sottolineato il segretario di Stato Usa Antony Blinken.

I Paesi della Coalizione, ha aggiunto, devono essere"impegnati" verso gli obiettivi fissati dalla Coalizione. In particolare, Blinken ha citato la presenza di 10mila combattenti dell'Isis ancora presenti in Siria, che costituiscono una "situazione insostenibile".

I Paesi di origine dei 10 mila miliziani dell'Isis ancora detenuti nei campi controllati dai curdi in Siria devono mobilitarsi con urgenza per rimpatriarli, ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Antony Blinken. "Questa situazione è semplicemente insostenibile, non può continuare in modo indefinito", ha avvertito Blinken, "gli Stati Uniti continuano a esortare i Paesi di origine, inclusi i partner della coalizione, a rimpatriare, riabilitare o, quando possibile, perseguire, i loro cittadini". "Diversi Paesi hanno fatto un buon lavoro", ha però riconosciuto Blinken, che ha menzionato l'Italia fra "i pochi Paesi dell'Europa occidentale" che si sono mossi in questa direzione.

Il segretario di Stato Usa ha annunciato sanzioni contro Ousmane Illiassou Djibo, uno dei capi dell'Isis in Africa, e lo stanziamento di ulteriori 436 milioni di dollari a sostegno degli sfollati in Siria. Il nigerino Djibo è stato etichettato come "terrorista globale", il che significa che tutti i suoi eventuali beni in Usa sono stati congelati e ai cittadini americani e' vietata qualsiasi transazione con lui. 

Antony Blinken, nel saluto introduttivo aveva già manifestato "forte sostegno" alla proposta italiana di creare un gruppo di lavoro sull'Africa che non affronti la minaccia jihadista solo dal punto di vista militare ma si occupi anche dei fattori sociali che portano parte della popolazione a sostenere i terroristi.

Borrell: "Ue impegnata a favore della Coalizione anti-Daesh"
"L'Ue rimane fermamente impegnata a favore della Coalizione anti-Daesh, contribuendo come partner non militare ai suoi sforzi in Iraq e Siria. La nostra azione collettiva rimane cruciale per garantire progressi sostenibili sulla stabilizzazione, per prevenirne il ritorno", aveva scritto su Twitter l'Alto rappresentante dell'Ue Josep Borrell, partecipando alla ministeriale della Coalizione anti-Daesh alla Fiera di Roma.

I temi della Ministeriale
Dopo oltre due anni dall'ultima riunione in formato completo, la Ministeriale allestita alla Fiera di Roma,  consente di "ribadire la coesione della Coalizione" nell'assicurare una sconfitta duratura dell'Isis, "riaffermare l'impegno per la stabilizzazione" delle aree liberate in Siria ed Iraq, "consolidare la collaborazione" nei Gruppi di Lavoro a carattere tematico. Anche su impulso italiano, ampio spazio è dedicato al contrasto della minaccia rappresentata dalle organizzazioni affiliate all'Isis in altre aree, in particolare nel Sahel e in diverse regioni africane: un fenomeno cresciuto in dimensioni e pericolosità negli ultimi anni e che pone gravi rischi anche per la sicurezza della regione mediterranea. 

L'Isis "non deve essere in grado di riprendere slancio", aveva detto Blinken in un'intervista al 'Journal du dimanche', in vista dell'appuntamento. Per questo, anche se la Coalizione ha ottenuto "una vittoria" con la fine del califfato geografico dell'Isis in Iraq e Siria, "non dobbiamo abbassare la guardia".

Dello stesso avviso il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, che parlando con lo stesso giornale ha sottolineato che per ottenere la sconfitta definitiva dell'Isis "la stabilizzazione dell'Iraq, è essenziale". Se questo non dovesse avvenire, avverte, i rischi di una rinascita dell'Isis "sono reali".
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