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ITALIA

"Sindrome Italia"

Romania: depressione e suicidi tra i figli delle badanti emigrate in Italia

40 bambini romeni si sono tolti la vita dal 2008 a causa del dolore per la lontananza dalla mamma. Tra le badanti in aumento la depressione.

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Roma Li chiamano ‘orfani bianchi’, sono i figli di tutte quelle donne straniere (un milione e 600 mila secondo i dati Censis) che vengono ogni anno in Italia a fare le colf, le badanti o le baby sitter. Bambini che crescono con i nonni e che possono vedere la loro mamma solo grazie a Skype.

Nel 75% dei casi le badanti lasciano, nel paese d’origine, mariti, genitori anziani e soprattutto figli piccoli. E sono proprio questi bambini – secondo l’associazione delle donne romene in Italia (Adri) – a soffrire di più questa separazione forzata. 

Su 5 milioni di bambini romeni, ben 750 mila hanno un genitore che lavora all’estero e l’80% di questi si ammala gravemente di nostalgia con conseguenze spesso tragiche. I dati - presentati oggi nel corso di un convegno organizzato alla Camera dal deputato del Pd Khalid Chaouki in collaborazione con Adri e la ong Soleterre in occasione della 20esima giornata internazionale della famiglia – sono allarmanti: nel 2008 40 bambini romeni si sono tolti la vita a causa del dolore per la lontananza dalla mamma.

Non va meglio nemmeno per le madri: per loro gli psicologi hanno individuato, già anni fa, la cosiddetta “sindrome Italia”. Una grave forma di depressione sempre più diffusa sia tra le migranti che fanno le badanti nel nostro Paese. "E' una lacerazione – ha dichiarato Silvia Dimitrache, presidente dell’Adri - occuparsi dei figli degli altri mentre il proprio bambino è a migliaia di chilometri di distanza".

Per questo motivo l'Associazione ha messo a punto un programma per aiutare queste donne e i loro figli. "La mamma ti vuole bene!" - questo il nome del progetto -  prevede l’istallazione, nelle biblioteche della Romania, di computer per permettere ai bambini di parlare più spesso via Skype con le mamme distanti.

Durante la conferenza è stato anche proposto un Osservatorio sui ricongiungimenti familiari. L’Italia è infatti il primo paese europeo per ricongiungimenti, passati dai 7.000 del 2008 ai 43.000 del 2012.
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