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MONDO

Nuova tegola sul presidente Usa

Russiagate, Paul Manafort si dichiara colpevole in tribunale

Manafort ha raggiunto un accordo di cooperazione con il procuratore speciale che indaga sul Russiagate, Robert Mueller. La Casa Bianca: il passo di Manafort non ha nulla a che fare con Trump

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Paul Manafort, l'ex capo della campagna elettorale di Donald Trump, si è formalmente dichiarato colpevole oggi in tribunale di due capi di imputazione: cospirazione contro gli Stati Uniti e cospirazione per ostacolare la giustizia. Manafort ha raggiunto un accordo di cooperazione con il procuratore speciale che indaga sul Russiagate, Robert Mueller.

In cambio, i procuratori hanno fatto cadere le altre cinque accuse, che riguardavano il riciclaggio di denaro e la violazione della legge sulle attività di lobbying.

Manafort, riconosciuto colpevole lo scorso mese di frode fiscale e bancaria, avrebbe dovuto affrontare un secondo processo per sette capi d'accusa, relativi al suo lavoro di consulente politico in Ucraina.

Una cattiva notizia per Donald Trump
L'accordo rappresenta un colpo preoccupante per il presidente Donald Trump, che finora aveva lodato la volontà di Manafort, al contrario di altri, di non dichiararsi colpevole e, parlando con i suoi avvocati, il presidente aveva anche ipotizzato di concedergli la grazia. Naturalmente, non è chiaro quali informazioni possa fornire, risultando utili per le indagini di Mueller, ma Manafort ha ricoperto diversi ruoli nella campagna elettorale di Trump ed era presente al famoso incontro alla Trump Tower con un'avvocata russa, da cui gli uomini dell'attuale presidente si aspettavano di ricevere informazioni compromettenti sulla rivale per le presidenziali, la democratica Hillary Clinton.

Cinque i componenti dello staff di Trump che si sono dichiarati colpevoli
Manafort è così diventato il quinto membro dello staff di Trump a dichiararsi colpevole, in relazione alle indagini di Mueller. Manafort già rischia una condanna tra gli 8 e i 10 anni e il secondo processo avrebbe probabilmente appesantito la sua pena detentiva. L'accordo prevede anche la confisca di quattro case dal valore multimilionario e dei fondi di diversi conti bancari. Prima di lui, si sono dichiarati colpevoli, accettando di collaborare: l'ex avvocato personale di Trump, Michael Cohen; l'ex consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn; l'ex vicepresidente della campagna elettorale, Rick Gates; George Papadopoulos, ex consigliere per gli esteri. Manafort aveva ripetutamente dichiarato che non avrebbe collaborato, ma deve aver rivisto la sua posizione dopo la prima condanna.

Casa Bianca: passo Manafort non ha nulla a che fare con Trump
L'accordo raggiunto da Paul Manafort, ex capo della campagna di Trump, con il procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller "non ha nulla a che fare con il presidente o con la sua vittoriosa campagna presidenziale del 2016", si è affrettata a dichiarare la Casa Bianca.
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