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Coronavirus

Autodichiarazione

Racconti di storie possibili: "​Amore al posto di blocco"

Nell'immobilità delle vite sospese, anzi congelate dal primo lockdown, ho immaginato che la vita in qualche modo continuava a correre, anche in quella circostanza, con le sue emozioni, con i sentimenti, con le esperienze. E come un fiume che incontra un ostacolo e cerca e trova percorsi alternativi, ho immaginato una "storia possibile" di un amore che nasce proprio nel centro del primo focolaio di Covid in Italia

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di Antonio Caggiano Ciao “toso”, buondì

Oh ciao Licia, buongiorno a te. Ma quanto sei bella oggi.

Ma come fai a dirlo? Mi son bruta da far spavento con questa mascherina sulla faccia. Tu invece sei proprio belo. Il mio toso napoletano. Sei proprio belo sai? Vincenzino.

Dai, Licia, così mi imbarazzi, davanti ai colleghi… Lo vedi anche il maresciallo mi sta guardando e ride. Fammi tornare al mio posto. Proprio lì, davanti al cartello che dice “Benvenuti a Vo’”. Vai a portare da mangiare a tuo nonno Bartolomeo anche oggi?

Vincenzino, come suona strano detto da te… Bar to lo me o… Nonno Bortoeo e nonna Anzoea. Sì, mi aspettano.

E perché non ti chiami Angelina come tua nonna?

Perché alla mia mamma piacevano i cartoni di “Kiss me Licia”.

Ah, ho capito. Va bene, passa, dai. No, non ci serve l’autorizzazione. Ormai ti conosciamo tutti. Ci vediamo al ritorno. Fai sempre attenzione. Eh…

Eh sì. Mi vuria darte un baso. Ma non si può…

Lo faremo, vedrai, prima o poi tutto questo finirà e allora verrò a casa tua senza questa divisa da carabiniere, verrò a prenderti e non ci lasceremo mai più.
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