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POLITICA

Lega

Salvini e l'Europa: "O cambia o muore. Lavoriamo per cambiare regole da dentro"

Sul Governo il numero uno del Carroccio ritiene che sarà l'economia a condannare l'Esecutivo

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di Tiziana Di Giovannandrea Matteo Salvini, leader della Lega, a Milano a Piazza San Babila per l'inaugurazione del gazebo organizzato in occasione del Tesseramento 2020 del Carroccio, viene incalzato dalle domande su una presunta volontà di riproporre l'uscita dall'Euro da parte del suo partito.

La curiosità nasce dal fatto che Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega, nelle scorse ore aveva asserito: "L'uscita dall'euro non è più un obiettivo politico del partito" facendo sorgere varie illazioni su un cambiamento di linea del partito nei confronti dell'Unione Europea. Salvini precisa: "O l'Europa cambia o muore. E' quello che dice anche Giorgetti, stiamo lavorando come matti per cambiare alcune regole europee a partire dal prossimo bilancio che tutti riconoscono come dannoso per l'Italia e gli italiani. Se queste regole europee cambiano, bene. Altrimenti non si può morire soffocati in una gabbia". E aggiunge: "Continuiamo a dire testardamente da anni le stesse cose: lavoriamo per cambiare l'Europa da dentro, per cambiare le regole europee sull'immigrazione, le tasse, il commercio e l'agricoltura. O l'Europa cambia o non ha più senso. Gli inglesi hanno fatto la loro scelta, noi stiamo cercando di cambiare le regole, pare che testardamente a Bruxelles nessuno voglia cambiarle, poi i popoli scelgono", ha detto Salvini. "Non stiamo chiedendo un privilegio per l'Italia, ma pari dignità. Se uno ti dice no e ti prende a pernacchie, poi il popolo fa le sue scelte", ha concluso. 

A proposito del Governo il numero uno del Carroccio ritiene che "sarà l'economia a condannare questo governo: possono stare attaccati alla poltrona ancora per un po', ma quando sei ultimo degli ultimi in Europa evidentemente vuol dire che devi farti da parte". 

Sulle Regionali a chi gli chiedeva se il Centrodestra avesse già scelto i propri candidati per le prossime elezioni Salvini invita ad uscire "dai recinti dei partiti, andiamo oltre. Secondo me il Centrodestra non ha il diritto, ha il dovere di allargare. Se ci sono persone che, anche al di là dei partiti, possono farsi avanti, perché dire di no e chiudere la porta spartendosi i territori a livello di partito. Secondo me è un tentativo che va fatto. Poi visto che non si vota domani ma probabilmente a fine maggio, non vedo perché dire no, tu no" ha aggiunto, specificando che gli alleati del Centrodestra si incontreranno "presto" per definire le candidature delle regionali. 

"Non mi risiederei al tavolo con i 5 Stelle, e non parlo con Renzi", ha poi detto Salvini rispondendo a chi gli chiedeva se fosse disposto a tornare a un tavolo con M5s. "Leggendo i giornali, parlo con un sacco di gente, parlerei volentieri con Pioli - conclude riferendosi all'allenatore del Milan - ma tutto il resto è fantasia".

Sulla polemica  per la continuità territoriale l'ex ministro dell'Interno dice: "Il governo Conte bis fa male all'Italia e alla Sardegna: ha moltiplicato gli sbarchi, aumentato i costi per l'accoglienza, tagliato la Polizia Stradale anche a Fonni in provincia di Nuoro, messo nuove tasse. Nessuna lezione dalla sinistra, che ha ministri come la De Micheli che preferisce incontrare l'opposizione anziché chi governa la Regione. Sono così abituati a comandare senza passare dalle elezioni, che a sinistra calpestano le più elementari regole dei rapporti istituzionali. Non dimentico la Sardegna". 

Sul caso dell'arresto in Egitto di Patrick George Zaky, l'attivista iscritto all'Ateneo di Bologna, Salvini ha affermato: " La mia posizione è che non si arrestano le persone perché sono sovversive nei confronti del regime. Questo poteva valere nel secolo scorso. Per me non ci sono sovversivi nei confronti dei regimi". L'Italia dovrebbe ritirare l'ambasciatore in Egitto? "Non fatemi togliere il lavoro a Di Maio che è già tanto impegnato", ha chiosato Salvini.
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