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SPETTACOLO

Cinema

San Giò Verona video festival, vince l'americano "Terroir"

Conclusa la 26a edizione della rassegna diretta da Ugo Brusaporco

Una scena del film vincitore
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Lo statunitense "Terroir", di Dawn Westlake, è il miglior film del 26° San Giò Verona video festival, rassegna diretta dal critico Ugo Brusaporco. Nella motivazione della giuria internazionale si legge che il riconoscimento giunge per "la poetica impegnata sul legame tra vita e vite, l’origine umana legata al territorio. Il sangue come il vino. La terra come madre nella rude essenza della messa al mondo".
 
Vedere il pubblico gonfiare, nei limiti e con le cautele di legge, il Loggiato di Piazza dei Signori a Verona per le proiezioni è stato un segnale di speranza per un momento segnato dai riflessi della pandemia. Questi gli altri premi attribuiti.

Miglior regia a Owen Shapiro per "Basilio, The musical" (Usa), per l’originalità onirica con cui ha messo in scena una storia di migrazione e riscossa, con leggerezza musicale, interpretazione misurata e tenerezza narrativa.
 
Migliore Interprete a Yasmany Guerrero per "Inocencia", di Alejandro Gil (Cuba), per la capacità di stagliarsi in una narrazione corale conferendo al protagonista la dignità e il coraggio di disseppellire la verità contro l’ingiustizia di un regime oppressivo. 

Migliore Sceneggiatura a Sofia Paloma Gómez e Camilo Becerra per il cileno "Trastornos del sueño", per la narrazione di una situazione famigliare conflittuale in un ambiente sociale sfavorevole che scandaglia la pulsione erotica e l’intimità animalesca attraverso dialoghi di efficace crudezza.    

Premio per la Fotografia a Martin Saxer per "Murghab" (Germania), per il ritratto fedele e algido della sopravvivenza quotidiana nella luce avvolgente e nitida della decadenza inesorabile di una città.
 
Migliore Montaggio a Damien Faure per "Le tour d’un monde"(Francia), per il gusto della sperimentazione nella ricerca espressiva di accostamenti che ricombinano immagini preesistenti con la circolarità di un eterno ritorno. La macchina interpretativa stimolata alle sue estreme conseguenze.
 
Miglior colonna sonora a "Herencia" (Spagna, Cuba, Italia), di Ana Hurtado, per la natura diegetica della colonna sonora che pescando nelle origini e nel folklore afro-ispanico rappresenta il risultato della nuova cultura cubana, amalgama di una progressiva contaminazione.

Miglior film di animazione è "Another world", di Ng Kai-chung(Hong Kong), per il potere metaforico e poetico di rappresentazione del viaggio umano nelle intemperie dell’esistenza concreta e impalpabile. Il colore, il tratto e l’immagine ieratica della guida spirituale fanno rivivere la cultura estremo orientale con un messaggio trascendente di potente attualità.  
  
Miglior documentario va a "Ils" (Belgio), di Paolo Zagaglia, per la poesia con cui ha dipinto la memoria nostalgica attraverso filmati e luoghi deteriorati dal tempo, e il sentimento ineffabile del ritorno sulle immagini quarant’anni dopo.
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