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ITALIA

Ospedale di Saronno

Morti in corsia, confermato l'ergastolo per l'ex primario Cazzaniga

Sono 10 gli omicidi per cui è stata confermata la condanna e tre per cui, invece, è stato assolto

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E' stato confermato l'ergastolo per Leonardo Cazzaniga l'ex primario del pronto soccorso di Saronno ritenuto responsabile di una serie di omicidi, anche di pazienti ricoverati.

I giudici hanno riformato la sentenza di primo grado, riconoscendolo colpevole degli omicidi di dieci persone: otto pazienti, oltre a Massimo e Luciano Guerra, rispettivamente marito e suocero della sua compagna, l'infermiera Laura Taroni, già condannata a 30 anni dalla Corte d'Assise e d'Appello di Milano per l'omicidio del marito e della madre. Omicidi compiuti, secondo l'accusa, con farmaci in sovradosaggio somministrati in rapida successione.

La Corte d'Assise d'Appello di Milano ha confermato anche l'isolamento diurno per tre anni nei confronti dell'ex primario e ha dichiarato il non doversi procedere per prescrizione nei confronti di quattro medici della commissione ospedaliera, chiamata a valutare l'operato di Cazzaniga e che in primo grado erano stati condannati a 2 anni e sei mesi per favoreggiamento.

Nell'assolvere Cazzaniga per le morti di tre pazienti, la Corte ha revocato le statuizioni civili nei confronti dei loro familiari. "Andremo a vedere le motivazioni per vedere il ragionamento dei giudici, non siamo soddisfatti e sicuramente faremo ricorso in Cassazione", ha affermato Andrea Pezzangora, difensore dell'ex primario insieme all'avvocato Ennio Buffoli. Condannata anche l'Asst Valle Olona come responsabile civile.

Intanto Andrea Pezzangora, legale di Leonardo Cazzaniga, ha annunciato il ricorso in Cassazione. "Sicuramente si rompe l'impianto del primo grado, ma il dato finale resta l'ergastolo: aspettiamo le motivazioni e ci prepariamo per il ricorso in Cassazione". La difesa aveva chiesto l'assoluzione sostenendo che i farmaci somministrati dal medico sarebbero serviti solo a ridurre le sofferenze nei pazienti. 
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