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ITALIA

La scheda

Il peso di Italia Viva al Senato e la "partita responsabili"

​Se tutta Italia Viva (senza perdere pezzi) dovesse sfilarsi e togliere il sostegno a Conte, al governo servirebbe un drappello sostanzioso di Responsabili pronti a fare da stampella

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Per la sopravvivenza del governo Conte II i numeri, soprattutto al Senato, "pendono" a favore di Italia Viva, i cui 18 senatori sono indispensabili per la tenuta dei giallorossi: senza i voti dei renziani, infatti, l'esecutivo non avrebbe la maggioranza a palazzo Madama, fermandosi a quota 142, a fronte dei 139 senatori del centrodestra. 

Se, dunque, tutta Italia Viva (senza perdere "pezzi") dovesse sfilarsi e togliere il sostegno a Conte, al governo servirebbe un "drappello" sostanzioso di Responsabili pronti a fare da stampella. 

Ma il pallottoliere, sempre al Senato e a situazione attuale, offre un risicato ventaglio di possibilità, a meno che una "stampella" non dovesse essere offerta da forze consolidate, ed è qui che si continua a guardare alle possibili mosse di Silvio Berlusconi che, però, finora ha sempre escluso l'eventuale sostegno di Forza Italia al governo giallorosso. 

Di contro, anche lo scenario di una eventuale maggioranza di centrodestra, alla luce dei numeri, ha poche chance di riuscita. Difficile, invece, fare previsioni sui numeri a sostegno di un eventuale governo di unità nazionale: troppo aleatorie le variabili in campo, legate soprattutto alla figura del possibile presidente del Consiglio e al suo "mandato" e, quindi, alle scelte che potrebbero (o non potrebbero) compiere alcuni partiti, in primis M5s e Pd.

I numeri del governo Conte II
La maggioranza giallorossa che sostiene il governo Conte II è composta da M5s, Pd, Iv, Leu, Autonomie e Maie. 

Senato
La maggioranza a palazzo Madama tocca quota 160, a cui si aggiungono a seconda delle votazioni alcuni senatori ex M5S e altri del gruppo Misto non iscritti ad alcuna componente, nonché alcuni senatori a vita. Nel dettaglio: M5S 92 senatori; PD 35 senatori; ITALIA VIVA 18 senatori; LEU 5 senatori, AUTONOMIE 6 senatori e MAIE 4 senatori.

Camera
A Montecitorio la maggioranza tocca quota 332. Nel dettaglio: M5S 190 deputati (più il presidente Fico che però non viene conteggiato per i numeri nelle votazioni), PD 92 deputati, ITALIA VIVA 30 deputati, LEU 12 deputati, MAIE 3 deputati, MINORANZE LINGUISTICHE 4 deputati (a questi numeri nelle ultime votazioni si sono aggiunti anche i 4 deputati di CENTRO DEMOCRATICO).

Se Iv lascia non c'è più maggioranza
Se tutta Italia viva dovesse sfilarsi e ritirare l'appoggio al governo, la maggioranza al Senato non sarebbe più autosufficiente: da 160 senatori scenderebbe a 142. Alla Camera, senza i 30 deputati renziani, la maggioranza passerebbe da 332 a 302, quindi anche in questo caso non ci sarebbe la maggioranza assoluta, fissata a quota 316. Lo scenario potrebbe cambiare se Iv dovesse spaccarsi (eventualità smentita dai diretti interessati) e una parte di renziani dovesse decidere di continuare a sostenere l'esecutivo. In quel caso, il supporto dei Responsabili sarebbe minore e basterebbero meno senatori "esterni" alla attuale maggioranza.

Il "peso" dei responsabili
Al Senato, senza i numeri di Renzi, per andare avanti al governo servirebbe il soccorso di un drappello di cosiddetti "responsabili", che vadano a sostituire i 18 senatori di Italia Viva. Si guarda ai senatori di Toti, ma anche agli ex M5s. Il pallottoliere, tuttavia, non offre ampi margini di manovra, a meno che non arrivi anche un "soccorso azzurro" dal partito di Berlusconi o che una parte dei parlamentari di Iv non decida di restare in maggioranza.  Ma dove si potrebbe "pescare"? Idea cambiamo conta 3 senatori, Più Europa-Azione 3 senatori, tra i 9 e i 10 i senatori del Misto, tra cui diversi ex M5s, non appartenenti ad alcuna componente.

Alla Camera, qualora tutti i 30 deputati di Iv dovessero sfilarsi, ai giallorossi servirebbe un apporto di almeno 14 Responsabili per arrivare alla maggioranza assoluta. 
Dove "pescare"? Azione-Più Europa-Radicali 4 deputati, Centro Democratico di Tabacci 4 deputati, Popolo Protagonista- Ap 3 deputati; Cambiamo con Toti 5 deputati; sono poi 20 i deputati del gruppo Misto (per lo più ex M5s) non iscritti ad alcuna componente.

I numeri del centrodestra, poche chance per un governo (e se si unisse Renzi?)
Se il governo Conte II dovesse cadere, per Matteo Salvini si potrebbe dar vita a un esecutivo di centrodestra che porti il Paese alle elezioni. Ma i numeri in Parlamento non sarebbero sufficienti: a palazzo Madama il centrodestra conta su 139 senatori, quindi mancherebbero almeno 20 senatori per avere una maggioranza solida (22 per la maggioranza assoluta); a Montecitorio il centrodestra può contare su 266 deputati, quindi mancherebbero almeno 50 deputati per una maggioranza autosufficiente. Tra gli scenari futuribili si è avanzata anche l'ipotesi di un sostegno dei renziani a un eventuale esecutivo di centrodestra, ma i 30 deputati di Iv non basterebbero alla Camera a raggiungere la maggioranza assoluta (si fermerebbero a quota 296), più fattibile invece al Senato, dove l'asticella arriverebbe a toccare 157 senatori.

I numeri di un governo di unità nazionale e il ruolo di Pd e M5s
È lo scenario più difficile da tradurre in numeri certi già ora, in quanto legato a troppe variabili, a partire dal nome dell'eventuale presidente del Consiglio e dal mandato che sarebbe affidato all'esecutivo. Salvini, ad esempio, si è detto disponibile ad appoggiare un governo di unità purché abbia l'obiettivo di portare l'Italia alle urne. Ma FdI ha sempre pronunciato un no secco. Il Pd sostiene che se cade Conte si va al voto. Forza Italia potrebbe non far mancare il suo appoggio. M5s potrebbe spaccarsi: l'ala per così dire "governista" potrebbe sostenere un governo di unità. Fatto sta che senza i numeri di Pd e M5s sarebbe alquanto impervio dar vita a un governo di "larghe intese" o di "salvezza nazionale". 
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