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MONDO

Sciopero generale e ondata di proteste

Scontri, barricate e incendi a Barcellona. Oltre mezzo milione in piazza

La polizia nazionale carica per disperdere i manifestanti violenti, usati anche lacrimogeni e proiettili di gomma. Arrestate 10 persone, si contano inoltre almeno 44 feriti

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Ancora scene di guerriglia urbana a Barcellona, cinque giorni dopo le condanne inflitte ai leader separatisti. Lanci di oggetti di ogni genere, cassonetti incendiati e trascinati in mezzo alla strada a fare da barricata e cariche degli agenti in tenuta antisommossa per disperdere i manifestanti violenti. La polizia nazionale ha anche sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Sono le scene in arrivo dalla città catalana, con la protesta separatista, nel giorno dello sciopero generale. Arrestate 22 persone.

Decine di furgoni della polizia anti sommossa sono stati schierati sulla via Laietana, teatro principale degli scontri. Saccheggiata la filiale di una banca a Ronda Sant Pere. Lo riporta il sito di El Pais che pubblica anche un video.

Le autorità sanitarie della Catalogna hanno fornito un nuovo bilancio degli scontri in corso a Barcellona e in altre città della regione. I feriti sono 89, tra cui 8 agli occhi; 34 sono stati feriti a Barcellona, cinque portati in ospedale. La polizia ha inoltre informato che due agenti sono stati feriti al capo da lanci di pietre.

Oltre mezzo milione di di manifestanti 
Il grosso della manifestazione, nel centro di Barcellona, si è svolta invece in modo pacifico con i dimostranti arrivati da tutti i punti della Catalogna. La Guardia urbana, la polizia municipale di Barcellona, valuta in 525.000 le persone che hanno partecipato alla protesta nel centro della città. Lo riferisce La Vanguardia.

Quinto giorno di proteste, strade bloccate
A scatenare le proteste, 5 giorni fa, la condanna a 13 anni di Oriol Junqueras e degli altri leader della formazione politica secessionista Esquerra Republicana de Catalunya. Gruppi di manifestanti indipendentisti hanno bloccato diverse strade chiudendo anche quella con la frontiera francese.

Madrid: la violenza non rimarrà impunita
"Durante questa settimana ci sono stati episodi di violenza da parte di gruppi minoritari, ma ben organizzati. Le loro azioni non resteranno impunite". Lo ha detto il ministro degli Interni spagnolo facente funzioni, Fernando Grande-Marlaska, intervenuto in una conferenza sulle proteste e gli scontri degli ultimi giorni.

Il ministro degli Esteri spagnolo, Josep Borrell, ha dichiarato che il presidente della Generalitat della Catalogna, Quim Torra, deve condannare "esplicitamente" gli atti di violenza che si sono verificati dall'inizio della settimana nella regione. Borrell, che sta visitando la Colombia, ha detto a Efe che a Torra "deve essere chiesta una condanna esplicita, completa e chiara della violenza". Il ministro ha fatto riferimento alle parole del premier ad interim, Pedro Sanchez, per sottolineare "che il governo centrale collaborerà al mantenimento dell'ordine pubblico in Catalogna, che è di competenza del governo catalano, presieduto da Torra". "Il premier ha affermato in modo molto chiaro il rifiuto della violenza. Non può essere che al mattino una persona convochi le manifestazioni e non condanni la violenza e nel pomeriggio quella stessa persona sia responsabile del mantenimento dell'ordine pubblico", ha sottolineato il capo della diplomazia di Madrid.

Puigdemont si consegna in Belgio. Subito rilasciato
L'ex presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, si è intanto consegnato alle autorità belghe ma è stato poi rilasciato. In un comunicato, lo stesso Puigdemont ha spiegato che ha deciso di presentarsi volontariamente in relazione al nuovo ordine di cattura internazionale della Corte suprema spagnola. Puigdemont respinge l'ordine di arresto e si oppone a "ogni tentativo" di rimandarlo in Spagna. "Come vi ho annunciato - ha dichiarato all'uscita - mi sono messo a disposizione dei giudici. Sono comparso ora e il giudice mi ha rilasciato con l'adozione di misure cautelari, come non poter uscire  dal paese senza informarlo o chiedere il suo permesso". Interpellato  sulle violenze scoppiate nelle strade della Catalogna, Puigdemont ha  ricordato di essersi "sempre" espresso contro la violenza.
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