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Coronavirus

L'analisi dell'esperto di geopolitica all'AdnKronos

Silvestri (Iai): "Gli appelli del Papa sono realistici, non pie illusioni"

Sulla sospensione delle sanzioni internazionali, la riduzione del debito dei Paesi poveri e le misure innovative Ue

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Allentare o sospendere le sanzioni internazionali, ridurre o addirittura cancellare il debito dei Paesi più poveri, trovare in Europa soluzioni innovative per fronteggiare la crisi economica e sociale che deriverà inevitabilmente dall'emergenza coronavirus e che anzi già comincia a mordere: sono le richieste di Papa Francesco, contenute nel 'Messaggio Pasquale' indirizzato non solo ai fedeli cristiani di tutto il mondo ma anche, anzi in questo caso soprattutto, alle istituzioni e alle autorità politiche, che hanno in mano i destini delle Nazioni.

Solo un 'catalogo delle buone intenzioni', pie illusioni, oppure obiettivi realistici da raggiungere? "Le difficoltà non mancano, ma si sento di dire che non si tratta soltanto di un libro dei sogni", risponde all'AdnKronos l'esperto di geopolitica Stefano Silvestri, consigliere scientifico dello Iai, l'Istituto Affari Internazionali di cui per diversi anni è stato il presidente.

"Sul piano strettamente formale, sono tre obiettivi non irraggiungibili, anche se questo non vuol dire che arriveremo a vedere effetti e risultati sostanziali ed effettivi - spiega Silvestri - La
sospensione delle sanzioni internazionali, a causa del coronavirus, appare come il più semplice da realizzare, in quanto è previsto dalle risoluzioni Onu, con cui si stabiliscono le sanzioni, che queste non debbano intralciare l'assistenza umanitaria e sanitaria. Semmai, i dubbi sorgono quando si tratta di controllare che mezzi e risorse vadano con certezza ad alleviare i disagi della popolazione, visto che in molti casi riguardano regimi che non brillano per democrazia e trasparenza tanto per usare un eufemismo... Servirebbe un controllo internazionale, che difficilmente questi Paesi accetterebbero di subire. Basti pensare, come primo esempio, all'Iran e alle conseguenti posizioni Usa. Ma se lo facessero, si potrebbe fare davvero un passo avanti interessante sul fronte sanzioni".

Infine, sulle "soluzioni innovative" alle quali Papa Francesco ha esortato l'Europa, spronata a uscire dai singoli interessi nazionalisti, dando l'impressione di richiamare indirettamente il dibattito sugli eurobond, per l'esponente dello Iai "sembrerebbe un 'aiutino' a Italia, Francia e Spagna nonché alla Commissione Ue, nei confronti di Paesi come Germania e Olanda che
ancora vi si oppongono. L'ultima riunione dell'Eurogruppo ha comunque lanciato un segnale positivo, che vedremo se sarà ripreso dal Consiglio Europeo: io sono moderatamente ottimista - confessa Silvestri - perché credo che si tratti di una esigenza generale, destinata a trovare una soluzione di compromesso accettabile e complessivamente positivo".
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