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MONDO

Una ventina i ferit

Siria, attentato a Tal Abyad: 13 morti. La Turchia accusa i miliziani curdi dell'Ypg

La zona è controllata dalle forze turche

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Almeno 13 persone sono state uccise dall'esplosione di un'autobomba in un mercato a Tal Abyad, controllata dalle forze turche nel nord della Siria. Lo hanno riferito Ankara e l'Osservatorio
siriano dei diritti umani. Il ministero della Difesa turco ha parlato di un "attentato" commesso dalla milizia curda Unità di protezione del popolo, parlando di 13 morti e 20 feriti. L'Osservatorio ha dato notizia di 14 morti tra civili e ribelli sostenuti da Ankara

La Turchia accusa pubblicamente i miliziani curdi dell'Ypg di essere responsabili dell'attacco. "I terroristi Ypg si sono rivelati per quello che sono davvero, un gruppo che ha le mani sporche di sangue che ha colpito in maniera disumana dei civili. Invitiamo tutti i Paesi a considerare Ypg un'organizzazione terroristica", si legge in un comunicato del ministero della Difesa di Ankara. Il portavoce del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha accusato i miliziani curdi di aver mostrato "ancora una volta il loro, vero, sanguinario volto". 

La Turchia come l'Isis. Dopo l'attentato a Tal Abyad, attribuito da Ankara ai militanti curdi delle Ypg, il portavoce delle Forze democratiche siriane (alleanza curdo-araba nel nord della Siria), Mustafa Bali, respinge le accuse e denuncia: "La bomba esplosa nella città di Tal Abyad fa parte dei piani sistematici della Turchia per svuotare le città e costringere le persone a fuggire, provocando un cambiamento demografico".

Secondo quanto scrive Bali su twitter, "tutti i territori occupati dalla Turchia stanno assistendo quotidianamente ad attacchi, la Turchia ha la sua responsabilità e il mondo deve essere convinto che le pratiche turche non sono diverse dall'Isis".

Il portavoce delle Fds ricorda poi che quanto successo oggi risponde "alla stessa tattica usata dalla Turchia ad Afrin" negli anni scorsi, "in un tentativo di sradicare la popolazione curda: i civili devono essere consapevoli di questo e nessuno dovrebbe lasciare le proprie case nelle aree occupate dalla Turchia nel nordest della Siria".
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