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ITALIA

Sentenza d'Appello

Sisma L'Aquila, tutti assolti in appello componenti Grandi Rischi. Familiari vittime: "Vergogna"

In primo grado scienziati condannati a 6 anni. La decisione della Cortte è stata accolta dalle urla di protesta del pubblico

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La Corte d'Appello dell'Aquila ha assolto tutti e sette i membri della Commissione Grandi rischi che parteciparono alla riunione 5 giorni prima del sisma del 6 aprile. In primo grado Bernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Franco Barberi,Enzo Boschi,Mauro Dolce,Claudio Eva,Michele Calvi erano stati condannati a 6 anni per omicidio e lesioni colpose.  La Corte d'Appello dell'Aquila ha assolto dalle accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni personali colpose sei dei 7 componenti dell' ex Commissione Grandi Rischi.

In parziale riforma della sentenza di primo grado l'unica condanna a due anni di reclusione è  stata inflitta a Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile. Assolto, invece, per le imputazioni principali. De Bernardinis, secondo il dispositivo della sentenza, è stato condannato a due anni di reclusione (pena sospesa e non menzione) per le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose con riferimento ad alcune delle vittime, mentre è stato assolto per le stesse accuse nei confronti di altri morti del sisma, i cui familiari si sono costituiti parti civili. L'assoluzione è arrivata per l'accusa di omicidio colposo con riferimento alla morte di 16 vittime del sisma del 6 aprile, mentre lo ha condannato per altre 29. La Corte ha concesso al funzionario della Protezione civile il beneficio della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale. La sentenza elimina inoltre le pene accessorie e "condanna De Bernardinis in solido con il responsabile
civile-Presidenza del Consiglio dei ministri, in persona del presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, a rifondere alle parti civili le spese di patrocinio", quantificate complessivamente in oltre 40 mila euro

"Non finisce qui. Vergogna. Mafiosi. Uno Stato che non fa piu' giustizia, uno Stato che difende se' stesso". Tra pianti, urla, singhiozzi rabbiosi, questi sono altri commenti urlati dagli aquilani presenti alla
lettura della sentenza in Corte d'Appello per la Grandi Rischi. Veleno e rabbia in tutti i presenti "ma c'e' la legge divina di Dio, che vede tutto e che esiste tuttora", è il commento di un padre che nel sisma del 6 aprile ha perso il figlio. "Ce li hanno ammazzati un'altra volta", scrolla la testa dicendo così una parente delle vittime. Poi vanno via alla spicciolata ma raccontando a tutte le telecamere e i taccuini la loro "profonda indignazione". 

"Immaginavo un forte ridimensionamento dei ruoli e delle pene, ma non un'assoluzione cosi' completa, scaricando tutto su De Bernardinis, cioè sulla Protezione Civile". E' il commento a caldo del procuratore generale dell'Aquila Romolo Como, che si è detto "alquanto sconcertato". Soddisfazione da parte dei difensori alla lettura della sentenza che ha prosciolto sei imputati su sette e che, come spiega l'avvocato Franco Coppi, "ci gratifica perché sono state accolte le nostre tesi. Ma - aggiunge Coppi - siamo molto dispiaciuti per i familiari delle vittime, e umanamente comprendiamo le loro reazioni".

 "Questa sentenza ci sorprende è un terremoto nel terremoto". Cosi' l'avvocato di parte civile Attilio Cecchini ha commentato la decisione della Corte d'Appello dell'Aquila. "La sola condanna di De Bernardinis - ha aggiunto - fa di lui l'unico capro espiatorio. Faremo sicuramente ricorso in Cassazione".
 
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