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SCIENZA

Lancio alle 5.03 di lunedì 10 febbraio

Solar Orbiter, in partenza la missione europea verso il Sole

Ultimi preparativi a Cape Canaveral. La missione dell'ESA con forte partecipazione della NASA arriverà più vicino alla nostra stella di Mercurio. Considerevole il contributo italiano con ASI, INAF, CNR, università e industria

Rappresentazione grafica della sonda Solar Orbiter nello spazio (ESA/ATG medialab)
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di Andrea Bettini CAPE CANAVERAL (FLORIDA) – Sulla rampa di lancio 41 del Kennedy Space Center sono in corso gli ultimi preparativi. Nei giorni scorsi un problema tecnico e il maltempo hanno imposto due rinvii, ma la sonda Solar Orbiter adesso è quasi pronta a partire. Alle 23.03 locali di domenica, quando in Italia saranno le 5.03 del mattino di lunedì, avrà inizio il suo viaggio verso il Sole.

Studiare il Sole da vicino
La missione è dell'Agenzia Spaziale Europea con una forte partecipazione della NASA e studierà da vicino la nostra stella. Con i dieci strumenti scientifici di bordo ci fornirà dati inediti sul Sole e sull'eliosfera. Ci invierà le prime immagini dei suoi poli. Aiuterà gli scienziati a comprendere meglio la relazione con la Terra e gli altri pianeti, Raccoglierà informazioni preziose sul campo magnetico e sull'attività solare, che in caso di tempeste solari può danneggiare i satelliti e persino le linee elettriche sulla superficie terrestre.

Due anni di viaggio
Solar Orbiter pesa 1800 kg e, con i pannelli solari aperti, avrà una lunghezza di 18 metri. A portarla nello spazio sarà un lanciatore Atlas V, alto quasi 60 metri. Poi avrà inizio una traversata del Sistema Solare interno. Solar Orbiter sfrutterà la gravità di Venere e della Terra e fra due anni si inserirà nell'orbita stabilita.

Temperature altissime
La sonda arriverà a soli 42 milioni di chilometri dal Sole, più vicino del pianeta Mercurio. Per permetterle di sopportare temperature che supereranno i 500 gradi centigradi è stato messo a punto uno speciale scudo termico, senza il quale sarebbe impossibile mantenere in funzione la delicatissima elettronica di bordo.

Gli strumenti costruiti in Italia
Il contributo italiano è considerevole. Uno dei principali strumenti di bordo, il coronografo METIS, è stato realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica, il CNR e diverse università italiane. METIS occulterà il disco solare per produrre un’eclissi artificiale, un po’ come fa la Luna quando si frappone tra noi e la nostra stella. In questo modo potrà studiare le regioni coronali dove si genera il vento solare, con osservazioni sia in luce visibile che ultravioletta. Coinvolta nella realizzazione della sonda anche l'industria italiana, in particolare con Thales Alenia Space, Leonardo e OHB Italia. Tra gli strumenti di Solar Orbiter a contributo italiano vi sono anche SWA, che studierà plasma e vento solare, e STIX, un telescopio che studierà i brillamenti solari.

In cerca di risposte
La missione Solar Orbiter durerà fino al 2027 ma potrà essere prolungata per altri tre anni. Il lavoro procederà in parallelo alla missione Parker Solar Probe, una sonda della NASA che sta studiando il Sole con strumenti diversi e ancor più da vicino. È la nostra stella, ma le domande che la riguardano sono ancora molte. Qualche risposta sta sicuramente per arrivare.
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