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SCIENZA

Astronomia

Solar Orbiter pronta al lancio: indagherà i misteri del Sole

La sonda dell'ESA partirà lunedì alle 5.03 italiane da Cape Canaveral, in Florida. Preparativi quasi ultimati. Studierà la nostra stella da vicino per capire le origini del suo campo magnetico e le dinamiche dell'attività solare

Il lanciatore Atlas V pronto sulla rampa di lancio (Foto ULA)
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di Andrea Bettini CAPE CANAVERAL (FLORIDA) – Sulla rampa di lancio 41 del Kennedy Space Center è tutto pronto. Il razzo Atlas V, un gigante alto 58 metri e pesante quasi 600 tonnellate, è in posizione e in attesa di partire. Incapsulata al suo interno, nella parte sommitale, c'è la sonda Solar Orbiter, realizzata dall'ESA per raccogliere dati inediti sul Sole.

Lancio in diretta su RaiNews24
Il lancio è in programma quando in Italia saranno le 5.03 del mattino di lunedì 10 febbraio e RaiNews24 lo proporrà in diretta. Dopo un paio di rinvii di alcuni giorni dovuti a problemi tecnici e al maltempo, questa dovrebbe essere davvero la volta buona. Le previsioni meteo, una delle variabili più rilevanti in questa fase, sono buone e gli esperti dicono che c'è almeno l'80% di possibilità di dare il via alla missione.

Grande attesa
Si tratta di un progetto europeo nel quale c'è una considerevole partecipazione della NASA e dal quale ci si attende molto. “Solar Orbiter è una sonda unica – dice Fabio Favata, del direttorato Scienza dell'ESA – Farà cose mai fatte prima e sicuramente grazie a lei troveremo cose inattese e impreviste”.

Rilevazioni senza precedenti
Con i suoi dieci strumenti scientifici di bordo, la sonda compirà delle rilevazioni senza precedenti sull'eliosfera, sull'attività solare e in generale su moltissimi fenomeni che hanno effetti anche sul nostro pianeta. “Grazie alla particolare inclinazione della sua orbita, Solar Orbiter ci invierà le prime immagini delle regioni polari della nostra stella, che dalla Terra non si vedono – continua Fabio Favata - Questo sarà fondamentale per capire meglio i processi che danno origine al campo magnetico del Sole. Inoltre sarà in grado di osservare la stessa zona per settimane, cosa che non è mai stata fatta in precedenza”.

A un passo dal Sole
Non solo: Solar Orbiter compirà le sue osservazioni da una distanza molto ravvicinata, arrivando a soli 42 milioni di chilometri dal Sole, più vicino alla stella del pianeta Mercurio. Si troverà in una zona dove le condizioni ambientali sono estreme. Per questo, per proteggere le apparecchiature è stato necessario sviluppare uno speciale scudo termico capace di resistere a temperature di 500 gradi centigradi.

Il coronamento di decenni di lavoro
Per arrivare al lancio sono serviti più di venti anni. Due dei “papà” della sonda, oggi in pensione, hanno deciso di attraversare l'Oceano Atlantico per assistere alla partenza e al coronamento del loro lavoro. “L'idea di Solar Orbiter nacque nel 1982, ma la proposta all'ESA fu fatta nel 1999 – ricorda Richard Marsden, Study Scientist della missione sin dall'inizio e Mission Manager della missione Ulysses, che studiò il Sole dal 1990 al 2009 –   Avvicinarsi il più possibile è sempre stata una sfida tecnologica, ma è fondamentale perché tutto ciò che il Sole emette o genera evolve e cambia mentre si allontana”. “Questa sonda permetterà di osservare dettagli che nessuno ha mai visto – aggiunge con orgoglio Eckart Marsch, fra i primi scienziati a lavorare alla missione – Ci attendiamo che sia l'inizio di una decade d'oro per lo studio del Sole”.

Il contributo italiano
In tutto sono 18 i Paesi coinvolti a vario titolo e anche l'Italia ha dato il suo contributo, con enti di ricerca e industria. In particolare è italiano il coronografo METIS, uno dei principali strumenti di bordo. Realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica, il CNR e diverse università, studierà le regioni della corona solare dove si genera il vento solare. Tra gli strumenti di Solar Orbiter a contributo italiano ci sono anche SWA, che raccoglierà dati su plasma e vento solare, e STIX, un telescopio che osserverà i brillamenti solari.

L'inizio di un lungo viaggio
Il lancio di lunedì sarà solo l'inizio di un lungo viaggio. Solar Orbiter entrerà nell'orbita stabilita intorno al Sole nel 2022, dopo una serie di passaggi ravvicinati con Venere e con la Terra per sfruttare l'effetto fionda gravitazionale. A quel punto inizieranno davvero le osservazioni. Proseguiranno almeno sino al 2027, anche se è possibile e probabile un'estensione della missione fino al 2030.
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