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MONDO

Dietro l'accordo tra Psoe e Ciudadanos

Spagna, il socialista Lopez presidente del Congresso. L'analisi

La situazione drammatica dell’economia e le pretese dell’indipendentismo catalano obbligano la Spagna a trovare una soluzione rapida per un governo stabile. L’accordo per il Congreso spiega che si può fare e anche come

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di Zouhir Louassini Lo ha detto già Felipe Gonzalez, l’ex presidente spagnolo: “avremo un parlamento all’italiana ma senza italiani”. E’ la prima volta che la Spagna post franchista si trova in questa situazione. I politici iberici lo sanno e per questo devono imparare a convivere in governi di ampio respiro. L'undicesima legislatura inizia con un parlamento diviso con la necessità di raggiungere un accordo per un governo stabile. I primi passi i parlamentari spagnoli li hanno fatti oggi. Trovare un accordo sul socialista Patxi López come presidente del “congreso” indica la via delle future negoziazioni.

Anche se el Pais (13-01-2016) considera che una soluzione per formare “el Congresso” non significa automaticamente un accordo sulla formazione del governo, bisogna ammettere che siamo già lontani dai tanti veti che sembravano impedire una normale vita politica nel paese. La scelta di Patxi López può essere letta come una prima vittoria dei socialisti. Occorre, però, capire qual è il prezzo. La chiave dell’intesa è stata il riavvicinamento tra Psoe e Ciudadanos, un punto a favore di Albert Rivera, il leader di questi ultimi, che ha considerato l’accordo un successo della mediazione offerta dal suo partito. Se Podemos, come nuova forza al parlamento, ha scelto di rimanere al margine di ogni accordo, Ciudadanos invece si presenta come una forza di dialogo capace di offrire stabilità al paese, un partito “responsabile” insomma.

Il Partito Popolare si è reso conto della sua solitudine anche se è stato il partito più votato. Cedere per la prima volta, lasciando la presidenza del parlamento ai socialisti, è la prova delle sue difficoltà di convincere le altre forze politiche del suo programma governativo. Otto anni difficili al potere e tanti processi per corruzione hanno fatto perdere credibilità alla destra. Il popolo spagnolo lo ha sancito il 20 dicembre eleggendo il parlamento più frammentato della storia moderna del paese. Un messaggio che Rajoy deve capire se vuole continuare a governare. Le sue ultime dichiarazioni vanno in questa direzione.

Un ampio accordo tra il PP, il Psoe e Ciudadanos rimane l’unica soluzione fattibile per il momento o almeno è quella apprezzabile dall’establishment spagnolo. Una intesa del genere non può che essere vantaggiosa per Ciudadanos che conferma la sua immagine di forza centrista alternativa al partito del governo attuale. Per i socialisti invece, il rischio di disgregazione, per una decisione del genere, è molto serio. la contrarietà più volte affermata dei socialisti a un governo con a capo  Rajoy, fa diventare qualsiasi accordo con il PP una specie di tradimento al suo elettorato.
La situazione drammatica dell’economia e le pretese dell’indipendentismo catalano obbligano la Spagna a trovare una soluzione rapida per un governo stabile. L’accordo di oggi spiega che si può fare e anche come.  
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